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Azienda unica, sindacati: «basta tergiversare, fusione entro aprile 2014»

Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Ugl: «non ci interessa il metodo»

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Azienda unica, sindacati: «basta tergiversare, fusione entro aprile 2014»

D'Alessandro autista

ABRUZZO. «Non ci interessa il metodo, noi vogliamo il risultato».
Così i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferrotranvieri commentano le manovre per la realizzazione dell’azienda unica di trasporto locale.
La strada intrapresa dalla giunta D’Alfonso è quella della fusione per incorporazione: ovvero l’Arpa assimilerà le quote di Sangritana e Gtm. L’ipotesi non piace a tutti, soprattutto in zona Lanciano, e per il centrodestra prima di arrivare alla fusione bisognerebbe ragionarci insieme.

Ma le segreterie regionali dei sindacati del trasporto sono chiare: agire, in fretta, lasciando da parte le discussioni: «bisogna conseguire con certezza entro i primi quattro mesi del 2015 un obiettivo che attendiamo da anni che, per una continua evoluzione del fenomeno riguardante le modifiche dell’assetto normativo del settore unitamente alla progressiva diminuzione delle risorse disponibili, è divenuto provvedimento indispensabile. Pena l’implosione delle tre aziende Regionali che se rimanessero isolate non avrebbero né la possibilità di sopravvivere alle gare né di conseguire le economie di scala che la fusione consente».
«Non ci appassionano le lotte di campanile né il tema di dove “sarà fissata la sede”», sottolineano i sindacati, «probabilmente immaginiamo forse dove non si pagheranno fiumi di affitto. Vogliamo solo che si assicuri una prospettiva ai lavoratori del settore, compresi i dipendenti delle società private che operano nel TPL che dopo questo primo passo dovranno necessariamente essere coinvolti, e che finalmente si offra al cittadino abruzzese un servizio allineato con gli standard che siamo costretti, per ora, solo ad invidiare».
Insomma i sindacati chiedono di smetterla di tergiversare e puntano il dito soprattutto contro il centrodestra che oggi protesta ma che in passato non è riuscito a portare a compimento la fusione.

Nel 2011 il governo Chiodi votò un articolo all’interno della Legge Finanziaria regionale che dettava tempi e modi perché venisse redatta una proposta di legge entro il 30 aprile 2011 sui nuovi assetti delle società di trasporto partecipate dalla regione. Ma non se ne fece nulla.
Nel 2012 sempre governo Chiodi, votò un articolo all’interno della Legge Finanziaria regionale n.1/2012 che dettava tempi e modi perché si creasse una newco a seguito della fusione di Arpa e GTM con successiva incorporazione del ramo gomma della Ferrovia Sangritana. Si fissarono i modi, si assegnarono i tempi (sei mesi) pena la decadenza degli organi amministrativi delle Società
interessate. Anche in quel caso non se ne fece nulla. Infine il primo agosto 2012 su sollecitazione delle rappresentanza sindacali si tenne un Consiglio Regionale straordinario che adottò la deliberazione 125/2 che impegnava la Giunta Regionale a valutare l’inserimento del ramo ferro della Ferrovia Sangritana all’interno del progetto di azienda unica. Anche in quel caso, però, nessun passo concreto.

IL PASSAGGIO IN CONSIGLIO REGIONALE
Intanto proprio l'attività intrapresa dal gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, ha portato a un primo stop della cavalcata del centrosinistra: la maggioranza ha infatti presentato un emendamento per porre all'attenzione del Consiglio regionale proprio il progetto di fusione di Arpa, Gtm e Sangritana.
«Abbiamo scongiurato che venisse consegnata una delega in bianco al Presidente D'Alfonso», commenta il Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo, «prefigurando la possibilità che l'Assise regionale comprenda il modus operandi che porta all'azienda unica con la maggioranza che avrà la possibilità di chiarire gli argomenti e rispondere, con atti legislativi e non mediaticamente come è avvenuto e avviene, ai nostri 10 quesiti. Quello che chiediamo è che il progetto venga prima approvato in Consiglio regionale, così come stabilito dall'articolo 2505 del Codice civile e poi fatto proprio dai 3 Cda. Oggi abbiamo fatto un primo importante passo in avanti ma continueremo a lavorare, anche per incidere sulla coscienza dei colleghi Consiglieri di maggioranza, prima e durante il prossimo Consiglio regionale in programma il 9 dicembre».

DI STEFANO: «RISPOSTE D’ALESSANDRO NON MI CONVINCONO»
Intanto il deputato di Forza Italia sostiene che le 10 risposte del sottosegrtario D’Alessandro non siano esaustive: «non mi convincono e non hanno convinto nemmeno i consiglieri di opposizione che non hanno preso parte al voto riservandosi di attendere l’aula per vedere codificati gli impegni della Giunta regionale».
«Quando dice “nessun dipendente avrà un euro in meno”, cosa che io auspico, di fatto non chiarisce che tipo di contrattualizzazione verrà riservato al personale della società unica, perché se populisticamente dice che nessuno perderà niente ne deduco che gli emolumenti verranno equiparati a quelli più alti: ed allora il piano economico della società unica come si chiuderà? Tanto più poi, se aggiunge, ancora populisticamente, che gli “esuberi….troveranno assorbimento… soprattutto tramite la realizzazione di economie”. Ma quali se gli stipendi aumentano?»
Quanto alla differenzazione dei contributi statali, «anche qui è tutto nebuloso», sostiene Di Stefano. «D’Alessandro afferma che non ci saranno più differenze, «ma non chiarisce se la società unica ne avrà di più o di meno: io temo più la seconda ipotesi».
«Quello che ci fa sorridere», va avanti il deputato di centrodestra, «è che tutti i problemi saranno risolti da queste grandi economie , per queste ragioni siamo ancora più ansiosi di vedere il piano economico e fin quando non lo vedremo ci permetta D’Alfonso di non fidarci di lui. Anche perché D’Alessandro conclude con l’ennesima incongruenza: “ tutte le attività commerciali saranno cedute a Sangritana s.p.a “. Allora se si farà la fusione la Sangritana continuerà ad avere ancora le linee su gomma e gli verranno affidati tutti i collegamenti commerciali? In questo caso, che fusione sarebbe? Anche qui le idee del centrosinistra continuano ad essere confuse».