AMBIENTE ED ECONOMIA

Legambiente e sindacati: «innovazione e sostenibilità nel settore edilizio 2014».

Le strade percorribili per uscire dalla crisi.

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Legambiente e sindacati: «innovazione e sostenibilità nel settore edilizio 2014».



ABRUZZO. Sono 700mila i posti di lavoro in meno in Italia in otto anni, centinaia di imprese costrette a chiudere.
Il settore delle costruzioni si conferma tra quelli maggiormente colpiti dalla crisi, eppure, potrebbe essere anche uno dei settori protagonisti della svolta. Formazione professionale, riqualificazione e manutenzione dell’enorme patrimonio edilizio italiano sono le parole d’ordine per vincere la sfida dell’occupazione e dello sviluppo: 700mila nuovi posti di lavoro a regime che possono arrivare a 1 milione considerando tutto l’indotto della filiera delle costruzioni, investendo in qualità, trasparenza, formazione e innovazione.
Questo, in sintesi, il risultato dell’indagine Costruire il futuro 2014, terzo rapporto a cura dell’Osservatorio Innovazione e Sostenibilità nel settore edilizio (Oise) di Legambiente, Fillea Cgil, Feneal Uil, Filca Cisl.
L'unico comparto delle costruzioni in crescita è quello della riqualificazione (+20% dal 2008 al 2014 secondo Ance), e la riqualificazione edilizia ha raggiunto quota +65% del mercato. Secondo il rapporto, però, «lo sviluppo e l'innovazione richiedono un mercato trasparente e regolare, con livelli standard qualitativi elevati sia nei materiali che nelle tecnologie, nelle procedure e nella scelta dei fornitori, nell'attenzione alla sostenibilità ambientale. Occorre spingere - si sostiene - per una riqualificazione complessiva del settore che escluda le imprese irregolari, il lavoro nero, il ribasso estremo dei costi a favore di una maggior innovazione, investimenti mirati, personale più qualificato, maggior specializzazione professionale».

Il Rapporto Oise nasce proprio «con l'obiettivo di aiutare la prospettiva di sviluppo e crescita del settore indicando strade concretamente percorribili attraverso l'innovazione e la formazione professionale, la scelta dei materiali e delle tecnologie, l'adeguamento normativo con l'adesione alle direttive europee. Quel che manca realmente è una spinta innovativa in grado di incrociare e tenere insieme le esigenze di miglior vivibilità e risparmio col tema della sostenibilità ambientale e diffusione delle fonti energetiche, col problema dell'accessibilità alla casa per le famiglie in difficoltà e la domanda di nuovi e più adeguati spazi col tema della sicurezza sismica e idrogeologica. Per Legambiente e sindacati, "occorre una cabina di regia unica in grado di guidare il settore verso i nuovi obiettivi sfruttando tutte le opportunità offerte dall'Europa e dalle nuove tecnologie, per non rischiare di perdere, come già avvenuto precedentemente, anche i fondi strutturali 2014-2020».
«Come si sta attrezzando la nostra Regione a cogliere queste nuove opportunità e sfide? Ci aspettiamo azioni concrete e forti - dichiara Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo - in materia di bioedilizia, certificazione energetica delle abitazioni, risparmio idrico, isolamento termico degli edifici e nuovi regolamenti edilizi per i quali non ci sono ancora provvedimenti che vadano al di là della generica promozione, bisogna lavorare attraverso normative regionali cogenti per dare certezza a questo nuovo cammino dell'edilizia sostenibile».