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Il Governo Renzi lascia a secco il satellite: 0 euro per Cosmo-SkyMed

Il vice presidente della Regione sollecita e Pezzopane propone emendamento

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Il Governo Renzi lascia a secco il satellite: 0 euro per Cosmo-SkyMed

ABRUZZO. Il Governo non investe per il 2015 sul progetto COSMO-SkyMed , il primo sistema duale (civile e militare) di satelliti radar di osservazione terrestre realizzato dalla Thales Alenia Space per conto dell'Agenzia Spaziale Italiana.
Per il 2015 sono indicati in finanziaria 0 euro, 60 milioni per il 2016 e 170 per il 2017 a fronte di una necessità di almeno 100 milioni di euro l'anno come previsto in un emendamento presentato dal Pd a livello nazionale ed accolto, purtroppo, solo in parte. «La questione verrà riproposta in Senato da Stefania Pezzopane», ha commentato il Vice Presidente Lolli, «per evitare che il progetto si blocchi e scatti la cassa integrazione a zero ore per lo stabilimento dell'Aquila. Quei soldi servono subito e il finanziamento per il 2015 è di vitale importanza per garantire al progetto di proseguire le attività previste. Questa mattina ho partecipato allo sciopero e alla manifestazione dei lavoratori dello stabilimento aquilano di Thales Alenia per condividere il loro allarme e la loro preoccupazione».
 Thales Alenia Space Italia (Finmeccanica) è la società Capo Commessa a cui è affidata la responsabilità dell'intero sistema. Telespazio ha realizzato il segmento di terra del sistema satellitare di osservazione della Terra COSMO-SkyMed, costituito da quattro satelliti radar.
«Stiamo parlando di uno dei più grandi programmi spaziali che l'Italia abbia mai affrontato - ha proseguito il vice Presidente - Il risultato di una grande collaborazione nazionale ed internazionale che permetterà di prevenire i disastri naturali e salvaguardare i cittadini. Thales Alenia Space ha dimostrato di avere capacità e know-how tali da competere con l'industria dei paesi più avanzati a livello mondiale nel settore spaziale. Impossibile che il Governo non mostri sensibilità e attenzione davanti a un progetto di queste dimensioni. Già lo scorso anno sono andati avanti con difficoltà, non possiamo accettare che non si prevedano finanziamenti per il 2015. Il rischio è molto alto. Insisteremo anche nei prossimi giorni. Speriamo che in Senato l'emendamento possa essere accolto. E' in gioco il futuro di molti lavoratori altamente specializzati che vi lavorano. Al Comitato delle Regioni ho già fatto approvare un ordine del giorno sulla questione: vediamo cosa accadrà nei prossimi giorni e se il Senato saprà affrontare il problema e garantire continuità. Ce lo auguriamo tutti».