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Elettrodotto Terna. I comitati: «la Regione si schieri apertamente con i cittadini»

D'Alfonso annuncia il ritiro in autotutela della autorizzazione

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Elettrodotto Terna. I comitati: «la Regione si schieri apertamente con i cittadini»

ABRUZZO. Va avanti la battaglia dei proprietari terrieri che sono contrari al passaggio del cavidotto della Terna e da mesi si battono contro il progetto dell’elettrodotto Villanova-Gissi.
Una battaglia imponente che coinvolge 16 comuni, migliaia di cittadini supportati da comitati ambientalisti. Da giorni si susseguono incontri, confronti con la Regione che sta tentando di mediare tra le parti, blocchi degli espropri da parte dei cittadini anche in attesa dei ricorsi pendenti davanti alla giustizia amministrativa. Tutto questo per impedire all’azienda di cominciare i lavori.
La stessa Regione nei giorni scorsi ha ammesso l'esistenza di atti illegittimi e ha chiesto a Terna una pausa nei lavori e nelle occupazioni per permettere un approfondimento tecnico.
Intanto però la società non frena, dichiara di avere tutte le carte in regola: i tentativi di occupazione dei terreni non sono comunque andati tutti a buon fine e alcuni sono stati fermati dall'intervento dei proprietari supportati da centinaia di persone e da amministratori locali e regionali.
Nei giorni scorsi gli ambientalisti hanno segnalato per iscritto al presidente D’Alfonso ulteriori elementi relativi agli adempimenti delle prescrizioni progettuali, molte delle quali coinvolgono l'Arta e la Regione Abruzzo.
Visti i tavoli che si sono svolti e in particolare la mancata comunicazione da parte della Regione di cosa abbia risposto Terna dopo le 24 ore di riflessione, i comitati hanno deciso di scrivere una lettera a D'Alfonso che già ad inizio settimana verrà recapitata.

L’ANNULLAMENTO IN AUTOTUTELA
I cittadini chiedono l'annullamento in autotutela della Determina direttoriale 130/2008 di Antonio Sorgi con la quale si decideva la localizzazione dell’opera, quali zone escludere dal passaggio e quali no. «Una eventuale “revoca”, paventata in alcuni articoli di stampa, non risolve quasi nulla», commentano però gli ambientalisti in una bozza di lettera che nei prossimi giorni verrà inviata alla Regione, «e non sancisce chiaramente l'incredibile illegittimità dell'atto e le sue conseguenze che oggi stiamo patendo, costringendo noi cittadini a presentare un ulteriore ricorso al TAR. Sarebbe una beffa incredibile per chi ha segnalato la stessa esistenza dell'atto che pareva ignorata dagli stessi amministratori regionali».
«Qualora la Giunta e/o l'apparato burocratico della Regione ritengano di non dover provvedere ad annullare l'atto del proprio dipendente, riteniamo debba intervenire il Consiglio Regionale anche per il tramite del giudizio del Collegio delle Garanzie Statutarie». Si chiede inoltre che l’annullamento della determina debba essere immediatamente trasmesso ai Ministeri competenti con la richiesta di fermare l'opera e di riaprire i termini della procedura di V.I.A.

IL VINCOLO IDROGEOLOGICO
Un’altra contestazione ribadita in queste ore riguarda il parere sul vincolo idrogeologico che è stato rilasciato direttamente dal Corpo Forestale dello Stato nel 2010, «quando è del tutto evidente», si legge nella missiva che sta per essere inviata alla Regione, «che l'autorità chiamata ad esprimersi era la Regione Abruzzo con i suoi uffici. Anche in questo caso la Regione può e deve intervenire chiarendo, con nota ufficiale da inviare a tutti gli enti coinvolti nel procedimento, che tale atto (e il rinnovo dello stesso avvenuto nel 2013) era ed è illegittimo».

LE PRESCRIZIONI DEL VIA
Inoltre nel decreto di Via risultano impartite numerosissime prescrizioni poste a tutela della salute, del territorio e della biodiversità che coinvolgono gli uffici della Regione Abruzzo e l'Arta.
I cittadini chiedono alla Regione se gli uffici regionali e l’Arta abbiano effettivamente ottemperato a tutte le prescrizioni contenute nel decreto. In caso negativo, «la Regione è obbligata ad intervenire presso i Ministeri e gli uffici giudiziari, segnalando il mancato adempimento delle prescrizioni imposte dall'atto autorizzativo chiedendo immediatamente l'interruzione dei lavori».

«LA REGIONE SI SCHIERI CON I CITTADINI»
«Chiediamo che la Regione, in considerazione dell'atteggiamento refrattario di Terna», chiedono i cittadini, «si schieri apertamente con noi ricorrendo presso i T.A.R. e segnalando essa stessa all'autorità giudiziaria quelle che appaiono come numerose violazioni delle norme poste alla corretta esecuzione delle opere e delle procedure di esproprio. La Giunta regionale dovrebbe provvedere urgentemente a costituire un gruppo di lavoro permanente tra Regione e cittadini con rappresentanti istituzionali che abbiano una precisa delega operativa in considerazione della vera e propria emergenza che i cittadini vivono ogni giorno».

 D'ALFONSO: «PRONTA REVOCA PER ELETTRODOTTO GISSI»
«In settimana la Regione Abruzzo provvederà alla revoca del provvedimento amministrativo che da' il via libera all'intesa con la società Terna per la realizzazione dell'elettrodotto Villanova-Gissi».  Lo ha comunicato il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, che ha sollecitato gli uffici regionali a predisporre l'atto amministrativo in autotutela.

La determina che sarà cassata è quella firmata da Antonio Sorgi nel 2008, la numero 130. 
«Ho chiesto direttamente agli uffici regionali competenti - spiega D'Alfonso - di predisporre e firmare l'atto che in autotutela ritira l'assenso che la Regione Abruzzo ha dato a suo tempo per autorizzare l'intesa con la società per la realizzazione dell'elettrodotto. L'atto - conclude D'Alfonso - sarà perfezionato in settimana».