DIABOLICUM PERSEVERARE

Agrippal e Fluad, quei precedenti del 2012 e lo stop alla vendita dei vaccini

Un allarme dovuto a morti sospette si era già registrato due anni fa…

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Agrippal e Fluad, quei precedenti del 2012 e lo stop alla vendita dei vaccini

ABRUZZO. Mentre vengono aperte le inchieste in tutta Italia sui vaccini della Novartis e i Nas sequestrano i lotti invenduti, saltano fuori dei precedenti che sembrano in tutto simili ai casi che si registrano oggi.
Era fine ottobre 2012 ed in quel caso il Ministero della Salute e l'Aifa disposero «il divieto immediato a scopo cautelativo» dell'utilizzo di alcuni vaccini antinfluenzali.
Si trattava di Agrippal, Influpozzi sub unità, Influpozzi adiuvato e Fluad.
Tra le 12 morte sospette ufficiali catalogate oggi dall’Aifa vi è anche una morte dopo vaccinazione con Agrippal, mentre i lotti sequestrati sono di Fluad. Anche allora morti sospette (tre) molto meno di oggi ma il ritiro completo di tutti i lotti già nelle farmacie fu totale e immediato.
«Ai cittadini è richiesto di non acquistare né utilizzare tali vaccini fino a nuova comunicazione in proposito», si leggeva in una nota del Ministero.
I vaccini sottoposti a divieto erano tutti prodotti dall'azienda Novartis.
Oggi invece il Ministero ha disposto il blocco dei soli due lotti individuati come “problematici” invitando comunque a continuare le vaccinazioni con gli altri lotti a disposizione.
Cosa abbia indotto una linea diversa da quella intrapresa nel 2012 ad oggi è difficile dirlo.
L'Aifa nel 2012, sulla base della documentazione presentata dall'azienda, stabilì la necessità di «ulteriori verifiche circa la qualità e la sicurezza» degli stessi, dal momento che questi potrebbero presentare «una aumentata reattogenicità», cioè la capacità di indurre effetti collaterali e reazioni indesiderate.
Il Ministro della Salute di allora, Renato Balduzzi, spiegò che le dosi di vaccino antinfluenzale bloccate erano 487.738.
E pochi giorni prima il Ministero aveva già annunciato il ritiro di altri vaccini prodotti dall'azienda Crucell.
Cosa sia stato appurato dopo il blocco della vendita è difficile saperlo perché dopo l’emergenza durata pochi giorni poi la situazione ritornò normale e non si seppe più nulla.
 E’ vero tuttavia che avere informazioni sui vaccini e situazioni simili è sempre molto difficile sia perché le notizie possono inerire direttamente la salute dei cittadini sia perché possono intaccare quella delle aziende produttrici.
La trasparenza in questo caso è ancora un miraggio.
Cosa appurarono le indagini interne circa quei decessi del 2012?
Furono riscontrati problemi nei vaccini oppure le analisi hanno dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che erano perfetti sotto ogni punto di vista?
Domande che sarebbe utile rispolverare alla luce della nuova emergenza in atto visto che i vaccini sono gli stessi.
Che cosa è stato fatto nel frattempo e come sono stati migliorati in due anni i vaccini in questione da parte della Novartis?
Nei prossimi giorni le indagini dell’Aifa e del Ministero dovrebbero offrire i primi dati dalle analisi sui prodotti. Magari ne sapremo  di più.

VACCINI E PROBLEMI : CHE COSA PUO’ ANDARE STORTO
 Dalla produzione alla somministrazione sono molti i passaggi nel 'ciclo di vita' dei vaccini in cui può esserci qualche imprevisto, anche se secondo gli esperti è molto difficile che qualche 'incidente di percorso' possa aver provocato le morti su cui si sta indagando in questi giorni.
Ecco i principali 'punti critici'.

PROBLEMI DI PRODUZIONE
Durante la fabbricazione dei vaccini è possibile che qualche sostanza estranea contamini alcuni lotti, come successo ad esempio per alcuni vaccini contro la meningite ritirati dall'Aifa per la presenza di ossido di ferro e acciaio. «E' un'ipotesi, ma ogni lotto prima di essere immesso sul mercato viene controllato e analizzato, mi sembra improbabile che sia sfuggito qualcosa di capace di provocare delle morti - commenta Paolo Bonanni, Ordinario di Igiene dell'Università degli Studi di Firenze -. L'azienda ha già rianalizzato i lotti senza trovare anomalie, e sono in corso controlli indipendenti da parte di Iss e Aifa che potranno dare una risposta definitiva».

PROBLEMI NELLA CATENA DEL FREDDO
I vaccini in genere, e anche il Fluad, vanno conservati tra i 2 e gli 8 gradi, una prescrizione che potrebbe non essere stata osservata scrupolosamente.
«Ma in questo caso l'effetto principale sarebbe che il vaccino non funziona, non che diventi letale - sottolinea Bonanni -. In questo caso peraltro si tratta di una formulazione che ha dei frammenti del virus, che sono stabili in un ampio range di temperature».

 ALLERGIA AD ADIUVANTI
Una delle ipotesi principali avanzate in questi giorni è che a causare i decessi sia stata una reazione allergica a qualche componente del virus. Sotto accusa è finito di nuovo soprattutto lo squalene, una sostanza adiuvante che i gruppi contro i vaccini additano periodicamente come possibile causa scatenante di risposte immunitarie incontrollate.
«In realtà quelle che riguardano lo squalene sono leggende metropolitane che però non si riesce a debellare - spiega Bonanni -. A dispetto del nome questa molecola è comune anche nel corpo umano, è un precursore del colesterolo. Inoltre è presente in tutti i lotti, non si spiega perchè dovrebbe essere più pericoloso in quelli sequestrati».
 Anche l'ipotesi di una reazione allergica non convince l'esperto.
«Le morti su cui si sta indagando sono molto diverse tra loro - spiega - ci sono eventi cardiaci, ma anche encefaliti. Il fatto è che la vaccinazione si fa su anziani, spesso già malati, che quindi purtroppo sono più soggetti a morire, ma la coincidenza con i vaccini è solo temporale».