POLITICA E TASSE

Equitalia. Dino Rossi: «attendo risposta sulle mie obbligazioni tributarie»

Interrogazione parlamentare di Domenico Scilipoti

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Equitalia. Dino Rossi: «attendo risposta sulle mie obbligazioni tributarie»



OFENA. Il caso Equitalia e l’azienda agricola Dino Rossi di Ofena approdano in Parlamento.

È stata presentata un’interrogazione parlamentare al ministero delle finanze, dal deputato di Forza Italia, Domenico Scilipoti, per verificare chiarezza e correttezza sulle obbligazioni tributarie.
Dino Rossi, allevatore e rappresentante del Cospa Abruzzo, la scorsa estate si era presentato davanti a Equitalia con trattore, campanacci e rotoballe, denunciando condizioni di difficoltà da parte di tutte le aziende agricole che fanno i conti con la crisi e le difficoltà del post-sisma.
Non solo l’allevatore nelle scorse settimane ha subìto un pignoramento di 46mila euro. «Si tratta di atti di pignoramento duplicati – ha denunciato - quando la duplicazione degli atti è vietata per legge. La cosa più grave è che mi è stato bloccato un conto corrente, a tutt'ora bloccato, uno strumento di lavoro, anche in funzione della legge antiriciclaggio. E il conto si può sbloccare solo accettando il rateizzo del debito».
«In sostanza», spiega Rossi, titolare dell’azienda agricola e presidente dell’associazione Cospa Abruzzo, «l’ente di riscossione ha predisposto due distinti atti di pignoramento per i medesimi titoli per un importo ciascuno di 46.000 euro circa, notificati a due distinti istituti di credito».
Un fascicolo per un importo 46.224,79 è arrivato all’ Ubi banche, un conto corrente fermo da anni di cui si ignorava l’esistenza. E un altro fascicolo (importo 46.308,46) alla Caripe di Bussi sul Tirino unico conto operativo.
Ciò vuol dire che di fatto si è agito nei confronti dell’azienda agricola, non per il predetto importo, ma esattamente per il doppio. «Per fortuna i soldi non c’erano altrimenti Equitalia avrebbe illegittimamente tolto dalle tasche dell’agricoltore 92.000 euro», sottolinea Rossi.
Inoltre pur sommando le cifre il risultato non corrisponde a quello dichiarato dalla direttrice Rossella Rotondo nell’incontro a seguito nella protesta del 9 luglio 2014 di Rossi, la quale ha dichiarato che l’ammontare del debito corrisponde a 114mila euro.
Il documento di Scilipoti è complesso, sottolinea Rossi, «ma in questo vengono menzionate tutte le sentenze tributarie alle quali Equitalia dovrebbe far riferimento in quanto più volte ho tentato di oppormi, sia verbalmente che per iscritto. Personalmente non riesco ancora a distanza di tempo e dopo innumerevoli proteste a sapere l’esatto tributo da pagare e come si è arrivato a conteggiarlo, anzi mi si invitava alla firma di un rateizzo di una cifra ipotetica».
«Sono passati due mesi da quando è stato richiesto ad Equitalia l’esatto l’importo del debito con il relativo calcolo degli interessi, ma sti attendendo ancora una risposta».