IL FATTO

Sottosegretario usa mail istituzionale per propaganda politica. Vacca (M5S) lo denuncia

«La procura e il garante della privacy indaghino e Renzi lo sollevi dall’incarico»

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Sottosegretario usa mail istituzionale per propaganda politica. Vacca (M5S) lo denuncia

ROMA. Davide Faraone, non appena nominato da Renzi sottosegretario al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca ha messo mano alla chilometrica mailing list del Miur @istruzione.it: centinaia di migliaia di mail, forse oltre un milione.
Nella missiva spedita a tutto il preziosissimo elenco, racconta il deputato del Movimento 5 stelle, Gianluca Vacca, «Faraone si è presentato e ha tessuto le lodi del governo Renzi e del progetto la Buona Scuola. Peccato che il contenuto del messaggio non avesse nulla a che vedere con le attività del Miur, scopo al quale è dedicata la mailing list. Inoltre, Faraone non ha ancora ricevuto le deleghe da Renzi e non era stato ancora pubblicato in gazzetta Ufficiale il decreto di nomina a sottosegretario».
Faraone, contesta dunque il Movimento 5 Stelle, avrebbe usato la sua carica per diffondere un progetto del governo che è ancora e solo sulla carta. «Questa si chiama propaganda», contesta Vacca.
«Cosa accadrebbe se tutti i sottosegretari e i ministri inviassero mail personali e di propaganda politica agli indirizzi istituzionali dei ministeri? Molti docenti e lavoratori della scuola si sono giustamente lamentati per questa mail che si sono visti recapitare nella propria casella di posta elettronica».
Il Movimento 5 Stelle ha presentato un'interrogazione, Vacca primo firmatario, rivolta alla presidenza del Consiglio e al ministro dell'Istruzione, per chiederne l'immediata revoca dalla carica di sottosegretario. 

«Inoltre», spiega ancora il deputato, «abbiamo presentato un esposto alla Procura di Roma (inviato per conoscenza anche al Garante per la Privacy) affinché verifichi se siano stati compiuti abusi, anche penali, inviando quella mail e da chi. Inoltre, per amore della verità e rimettere i tasselli al loro posto, abbiamo scritto una contro-lettera: quella che racconta al mondo della scuola e agli italiani chi davvero è Davide Faraone».
«Nel marzo del 2008», si legge nel blog di Beppe Grillo, Faraone «andava in casa di Agostino Pizzuto durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative siciliane. Non sapete chi è Agostino Pizzuto? Forse lo conoscete il suo soprannome: il "Basettone". Questo signore deteneva l' arsenale del clan San Lorenzo-Resuttana di Palermo ed è stato condannato a 8 anni per mafia ed estorsione e a 10 anni per detenzione di armi. Nel dettaglio, Basettone era in possesso di due pistole semi automatiche, due revolver, due mitragliatori di fabbricazione croata con silenziatore, un fucile a pompa, una granata, migliaia di munizioni per vari calibri, anche da guerra, e un giubbotto antiproiettile».
Ora Faraone è indagato, riportano sempre i grillini, «in un'inchiesta aperta nell'ottobre del 2012 dalla procura di Palermo sull'Assemblea Regionale Siciliana (ARS), che riguarda le ultime tre legislature. L'accusa è peculato per uso illecito - quindi riferito a spese non istituzionali o comunque non giustificate - di fondi destinati ai gruppi parlamentari. Le spese illegittime ammonterebbero a oltre 10 milioni di euro e riguarderebbero, tra le altre cose, l'acquisto di gioielli, borse, cravatte, soldi fuori busta ai dipendenti. In particolare mi sono contestate spese per 3.380,60 euro».