NORMA INTRUSA

D’Alfonso non promulga legge sul Tfr. Polemiche sull'atto da firmare e il Consiglio lo anticipa

Singolare e originale presa di posizione del Presidente della Regione

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D’Alfonso non promulga legge sul Tfr. Polemiche sull'atto da firmare e il Consiglio lo anticipa

ABRUZZO. Lo aveva anticipato sabato scorso a PrimaDaNoi.it: il presidente Luciano D’Alfonso non promulga la legge che porta con sé la norma intrusa che riguarda il trattamento di favore per i consiglieri regionali riguardante l’anticipo del Tfr.
Si è appurato, infatti, che l’emendamento alla legge è stato proposto fuori sacco da Lucrezio Paolini (Idv) e poi approvato dal Consiglio a maggioranza (contrari M5s e Donato Di Matteo del Pd) all’insaputa, così come ha confermato, dello stesso presidente D’Alfonso.
Benchè il “fattaccio” sia accaduto lo scorso 11 novembre la notizia è riemersa prepotentemente sabato scorso quando è stato chiaro che i consiglieri, senza alcuna giustificazione, (come invece accade per i lavoratori comuni) avrebbero potuto richiedere fin da subito l’anticipo del Tfr (trattamento di fine rapporto) maturato con un sensibile incremento di una busta paga che si aggira già sui 13 mila euro mensili.
Oggi però, dopo l’annuncio, D’Alfonso ha fatto predisporre il decreto (che firmerà domani al suo rientro da Zagabria) con il quale ha deciso di non promulgare la delibera consiliare. Con questo atto D'Alfonso ha rinviato al Consiglio «la predetta disposizione» accompagnata dal decreto stesso.

La presa di posizione del governatore non è esattamente una posizione comune né ricorrente nella storia amministrativa della Regione Abruzzo, anzi a memoria di cronista non si ricorda una vicenda simile che in qualche modo assimila la maggiore carica regionale al Capo dello Stato che può non firmare una legge già approvata dal Parlamento.
Nel decreto firmato oggi da D’Alfonso tuttavia spicca questo passaggio: «nell’ordinamento regionale non esiste una disposizione analoga a quanto stabilito dall’articolo 74 della Costituzione il quale attribuisce al Presidente della Repubblica il potere di chiedere alle Camere con messaggio motivato una nuova deliberazione della legge al cui eventuale esercizio consegue però l’obbligo di promulgazione».
Secondo quanto riportato nel documento D’Alfonso avverte che se promulgata in legge la disposizione «potrebbe contenere eventuali profili di illegittimità costituzionale».
Il decreto sarà pubblicato sul Bura affinchè tutti i portatori di interesse possano eventualmente agire nelle opportune sedi.

SOSPIRI: «D’ALFONSO NON E’ NAPOLITANO»
A commentare la vicenda il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, che sulla sua pagina Facebook spiega: «un emendamento presentato da una parte della maggioranza di centrosinistra ha esteso questa possibilità (l’erogazione del tfr per i dipendenti regionali, ndr) ad alcuni consiglieri, sì solo alcuni e non tutti come erroneamente riportato, ovvero solo a coloro i quali erano già consiglieri nella scorsa legislatura e sono stati rieletti in questa; in totale 10 per un importo all’incirca di 300 mila euro complessivi, ovviamente una cifra non trascurabile di questi tempi, ma non è vero che tutti i consiglieri potevano accedervi e che quindi le cifre erano milionarie».
«Noi», sottolinea ancora Sospiri, «non abbiamo voluto questo emendamento, noi abbiamo votato la legge per i dipendenti».
Secondo Sospiri, inoltre, mettere sullo stesso piano i vitalizi dei parlamentari, «indegno privilegio», ed il tfr sarebbe «inaccettabile e fuori dalla verità»: «nessuno, infatti dei Consiglieri attuali, me per primo», chiarisce il capogruppo di Fi, «percepirà mai il vitalizio regionale che è stato cancellato nella scorsa legislatura dal centro destra».

«LA NORMA SARA’ CANCELLATA»
«D’Alfonso, che non è il Presidente Napolitano anche se pensa di esserlo», insiste Sospiri, «non ha il potere di non promulgare le leggi e rinviarle al Consiglio, come invece può fare il Presidente della Repubblica rinviandole al Parlamento, ed allora per evitare una inutile polemica ho chiesto ed ottenuto dal centrosinistra di cancellare la norma, da loro voluta, ed oggi sarà cancellata, così nessuno dei Consiglieri potrà accedere al tfr, perché pur in presenza di cifre estremamente ridotte rispetto a quanto impropriamente descritto».

INDIETRO TUTTA IN CONSIGLIO
Oggi in consiglio regionale la maggioranza di centrosinistra (la stessa che sorregge  D’Alfonso), ha presentato una norma abrogativa di quella intrusa, che vede come primo firmatario Camillo D’Alessandro (Pd) insieme con il Vice Presidente Lucrezio Paolini (Idv), a questa ha aderito anche il gruppo Forza Italia.
La norma sarà dunque votata certamente e passerà intervenendo prima della pubblicazione della legge.

«Appare strano, dunque, che oggi Forza Italia abbia fatto ostruzionismo in Commissione per evitare – aggiunge D’Alessandro – l'approvazione del rendiconto 2012, predisposto ed approvato quando erano alla guida della Regione, peraltro bocciato dalla Corte dei Conti con pesanti rilievi, a tal punto che l’organo di controllo ha ritenuto di non esprimere un giudizio di parifica. Insomma – osserva D’Alessandro – mentre la Corte dei Conti impone la “rieducazione dei conti”, contestando tra l’altro proprio il ritardo nell'approvazione dei rendiconti, il gruppo di Forza Italia produce un serrato ostruzionismo: per loro, evidentemente, vale il disordine che vorrebbero rendere permanente. Ribadisco: la musica stonata è finita».
«E’ singolare, infatti, che ex amministratori regionali,  dopo aver approvato pochi mesi fa il rendiconto in giunta, oggi, passati all'opposizione, lo contestano: mi pare ridicolo, drammatico e forse mai accaduto nella storia della nostra Regione».

D'ALFONSO NON PROMULGA LEGGE. Decreto Presidente 26 Novembre 2014 (1)