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Discarica Bussi, Febbo: «Regione in ritardo, avevo ragione io»

Nuova audizione in Commissione vigilanza programmata per il 3 dicembre

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Discarica Bussi, Febbo: «Regione in ritardo, avevo ragione io»




BUSSI. «Sulla discarica di Bussi e sulla “sospetta” latitanza della Regione avevo ragione io».
E’ quanto dichiara il presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, Mauro Febbo che già nelle scorse settimane aveva attaccato l’assessore regionale all’Ambiente, Mario Mazzocca per la sua assenza.
L’esponente della giunta D’Alfonso aveva rigettato le accuse e spiegato che la Regione è in prima linea per risolvere tutti i problemi

Durante l'audizione nella commissione del 5 novembre scorso – ricorda Febbo - (dopo che Mazzocca aveva saltato le due precedenti convocazioni), l’assessore regionale all’Ambiente garantì che con il Ministero e il Commissario Goio era stato deciso di convocare un’apposita Conferenza di servizi per il 20 novembre.
«In effetti», sottolinea Febbo, «giovedì 20 c'è stata una Conferenza di servizi ma con un ordine del giorno (‘Ridefinizione del perimetro del Sin’) che nulla aveva a che fare con l'approvazione del programma/progetto rimesso dal Commissario stesso in data 14.08.2014».
«Questa volta - prosegue il presidente della Commissione di Vigilanza - non è stato possibile convocare l’apposita conferenza di servizi in quanto l'Arta non ha trasmesso il piano di caratterizzazione delle aree pubbliche».

Una mancanza grave, sottolinea Febbo, che non salverebbe nemmeno la Regione: «ma l'Arta non è un Ente Strumentale della Regione? L'assessore Mazzocca (parte politica) e il dottor Gerardini (parte tecnica) hanno vigilato e sorvegliato sull'operato dell'Arta nei confronti della più grande discarica di rifiuti pericolosi d'Europa?»
Il «colpevole ritardo» dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, secondo Febbo sarebbe ben evidenziato dalla lettura dei verbali della riunione del 7 ottobre 2014 (dove la Regione era assente sia per la parte tecnica che per quella politica) dove ad un certo punto si legge: «l'Arta rappresenta che, a meno della materiale stampa delle cartografia e di alcuni dettagli del quadro economico, il Piano di caratterizzazione delle aree pubbliche e' stato predisposto».
«Chiaramente», insiste Febbo, «la Regione, per la sua ingiustificabile e inqualificabile assenza, non ha preso atto di questa dichiarazione. Ma qualcuno ha letto i verbali? Inutile sottolineare – conclude l’esponente di Forza Italia - che il Ministero dell'Ambiente ha sollecitato e stigmatizzato in più di una comunicazione (del 24 ottobre e del 17 novembre) il comportamento dell'Arta. Mi sembra un film già visto: il dragaggio del porto di Pescara».
Per questo ritardo Febbo ha convocato nuovamente per mercoledì 3 dicembre («sempre con ampio anticipo onde evitare ingiustificabili assenze») in Commissione Vigilanza sia il presidente e direttore dell’Arta, sia l'assessore Mazzocca, sia il dirigente Gerardini e il sindaco di Bussi.
«Speriamo che i miei sospetti rimangano tali», si augura Febbo.

Intanto qualche giorno fa proprio l’Arta, rispondendo al sindaco Lagatta aveva respinto le accuse di ritardi.
«Non risponde al vero che l'Arta» aveva spiegato il direttore Amicone «avrebbe dovuto validare il piano di caratterizzazione elaborato da Solvay per le aree interne al sito industriale, che invece dopo l’istruttoria sono approvati del ministero in sede di conferenza dei servizi. L'Arta» aveva precisato il direttore «valida unicamente le indagini tecnico-analitiche che le ditte titolari delle aree contaminate sono tenute ad effettuare ed esegue anche contro analisi su campioni esaminati dalle parti interessate. All'Arta restano da validare indagini integrative che Solvay ha svolto lo scorso febbraio, ma acquisite dall'Arta solo a ottobre come il sindaco Lagatta ben sa».
Per il mancato incontro del 12 novembre «è stata Solvay a richiedere all'Arta il rinvio» prosegue Amicone «dopo la impugnazione di Solvay di fronte al Tar del Lazio del provvedimento del 15 luglio scorso sulle misure di prevenzione richieste dal ministero su relazioni dell'Arta nelle aree dello stabilimento».