OPERE CONTESTATE

Elettrodotto Terna, continua opposizione cittadini: «non siamo una minoranza»

Altri sit in di protesta per opporsi agli espropri

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Elettrodotto Terna, continua opposizione cittadini: «non siamo una minoranza»



ABRUZZO. Venerdì scorso nel secondo tavolo tecnico in regione, alla presenza di rappresentanti dei cittadini, sindaci, presidente della provincia e della regione e ovviamente Terna sono emerse tre istanze diverse.
C’è chi dice no in toto all'opera a causa delle presunte illegittimità e illegalità presenti nel percorso di autorizzazione, per tutti i danni alla salute, ambientali ed economici che deriverebbero dalla realizzazione di tale opera e per la mancata informazione e partecipazione dei cittadini.
C’è poi la posizione di chi sarebbe disponibile a trattare per delle varianti o delle soluzioni alternative a questo progetto, cercando di salvaguardare almeno i cittadini e i territori «più esposti alla devastazione» di quest'opera.
Infine c’è la posizione di chi sostiene che l'opera debba andare avanti e si realizzerà perché non si riconoscono tutte le irregolarità e illegittimità contestate e perché si ritiene che gli interlocutori che possano intervenire su questo discorso sono solo ed esclusivamente i ministeri.

La Regione Abruzzo ha provato a mediare tra queste parti, cercando di ottenere una sospensione dei lavori e degli espropri. Terna, però, non cede e dichiara che i lavori e gli espropri continueranno.
«La società», commenta il comitato spontaneo “No elettrodotto”, «ci accusa di essere solo una minima parte di cittadini che si oppongono perché di 151 espropri per i piloni 122 sono stati già espropriati. Ci dice che non riconosce le nostre richieste perché essi si definiscono solo esecutori di quanto autorizzato dai ministeri. Ci dice che le perplessità e i vizi evidenziati non sono reali, insomma una risposta sempre pronta ad ogni quesito, ma tutte tese a prenderci in giro e aggirando le questioni reali».

RISULTATI OTTENUTI
La Regione Abruzzo si è impegnata ad avviare tempestivamente le procedure di annullamento della Delibera 130/2008 a firma Sorgi. Inoltre ha aperto una possibilità di uno spazio di ragionamento su una Strategia energetica regionale volta alla tutela dei cittadini e dei territori.
Infine ha riconosciuto la voce dei cittadini arrabbiati.
Ma dal comitato non mancano perplessità: «cosa dirà Terna dopo 24 ore di riflessione? L'annullamento della Determina “Sorgi” come verrà fatto? Ci auguriamo che sia fatta in autotutela per incompetenza, in modo da aprire spiragli anche in senso retroattivo. Quando la regione Abruzzo dice che ha un altro potere in mano (visto che non ha l'autorità di imporre la sospensione dei lavori, che spetta ai ministeri), e cioè quello di fare vertenza a Terna, intende farlo davvero o è solo una facciata? Si attiverà subito dopo le 24 ore date a Terna per rispondere alle richieste fatte nel tavolo? Qualora i cittadini continuassero ad opporsi, la Regione Abruzzo ci affiancherà?»

L’unica possibilità, secondo i cittadini, resta quella di opporsi al progetto: «quando ci accusano di essere una minoranza della cittadinanza che si oppone sulla base dei 122 espropri già fatti Terna sta mentendo, perché non sappiamo se quei 122 espropri si basano su una mancanza di informazioni e di strumenti in grado di generare opposizione, e soprattutto perché seppure i proprietari hanno decido di accordarsi non vengono considerate le persone che vivono intorno a quei terreni e il loro parere».

I prossimi sit in per fermare gli espropri: mercoledì a Sant'Eusanio del Sangro e Castelfrentano, il 27 novembre ore 8.30 a Paglieta, il 28 novembre di nuovo a Sant'Onofrio (Lanciano) ore 8.30