Elettrodotto Terna, D’Alfonso revoca la determina fantasma di Sorgi

Continua il confronto con cittadini e con Teran

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Elettrodotto Terna, D’Alfonso revoca la determina fantasma di Sorgi

ABRUZZO. La revoca in autotutela della determina dirigenziale n.130 del 19 novembre 2008, la cosiddetta "determina Sorgi", che ha determinato i criteri sulla localizzazione dell'elettrodotto di Terna Rete Italia, società che gestisce in sicurezza la rete di trasmissione nazionale attraverso linee in alta tensione.
E' la decisione che il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, supportato dal parere tecnico del dirigente dell'Avvocatura regionale, Carlo Massacesi, ha ufficializzato al termine della riunione del tavolo di confronto sul realizzando elettrodotto Villanova-Gissi.
Nei giorni scorsi, dopo l’allarme lanciato dagli ambientalisti, è spuntata fuori la delibera ‘fantasma’, mai resa pubblica che ha deciso le sorti dei territori abruzzesi. Si tratta del documento alla base di tutta la successiva programmazione relativa allo sviluppo degli elettrodotti in Abruzzo da parte di Terna.

I comitati ambientalisti avevano chiesto a D’Alfonso di revocare quel documento con il quale il super-dirigente Sorgi ha deciso la localizzazione dell’opera, quali zone escludere dal passaggio e quali no. I “cugini” marchigiani hanno escluso 27 tipologie di aree, l'Abruzzo solo 5 tra cui aeroporti, aree militari, porti e laghi...cioè aree già di fatto escluse.
Ora il governatore annuncia la revoca in autotutela del documento e ha anche invitato la società Terna, per il tramite dell'ingegner Conti, responsabile del Servizio Reti, presente alla riunione del tavolo di confronto, a favorire, «fermo restando lo stop di ogni attività lavorativa», un ulteriore momento di approfondimento. Alcuni sindaci si sono accodati alla protesta dei cittadini, altri, invece, hanno accettato le cifre compensative della multinazionale. Quale sia ancora il margine di movimento e di modifica del tracciato non è ben chiaro.
L'obiettivo del presidente della regione, per il momento, è quello di trovare un'intesa con i vari portatori di interessi coinvolti. Un punto di equilibrio che consenta sia ai rappresentanti degli enti locali interessati dal passaggio dell'infrastruttura che ai comitati cittadini, preoccupati per l'evoluzione della situazione, di avere risposte soddisfacenti alle questioni sollevate sia in termini di tutela della salute che di ristoro economico rispetto all'impatto inevitabile che un'opera del genere è destinata a generare. 


«Come Giunta regionale - ha spiegato il presidente - non abbiamo potere autorizzativo ma potremmo costituirci ad adiuvandum nei giudizi pendenti presso vari tribunali amministrativi. Tuttavia, - ha concluso - è un'ipotesi che non vorrei prendere in considerazione. Dobbiamo puntare piuttosto a recuperare un'altra zonizzazione dell'opera».
«Stiamo studiando nella maniera più spigolosa possibile», ha detto ancora D’Alfonso, «la procedura messa in campo fino ad oggi per fare in modo che mai più si conosca quel minimalismo che la Regione ha prodotto, nei tempi passati, rispetto ad infrastrutturazioni simili all'elettrodotto Villanova-Gissi. Rispetto a questa vicenda, ho un doppio livello di atteggiamento - ha proseguito il presidente della Giunta -. Infatti, se come presidente della Regione, ho il dovere di garantire rispettosità istituzionale a questo confronto, so bene anche che la zonizzazione di queste infrastrutture poteva conoscere un altro percorso rispetto a quello seguito e che ora conosciamo grazie allo scrupoloso a attento lavoro della consigliera regionale Sara Marcozzi cui va dato atto».
Ancora D'Alfonso. «si tratta di un confronto da realizzare in un quadro di verità - ha sottolineato D'Alfonso - anche alla luce del dibattito che si è iniziato una decina di giorni fa in Consiglio regionale e che ha permesso di evidenziare alcune questioni chiave. La prima, posta sia dalla cittadinanza che dalle istituzioni territoriali, andava nella direzione di determinare uno stop ad ogni attività realizzativa. Questo, - ha proseguito il presidente - sia in ragione della pericolosità dell'opera che per l'applicazione di un principio di precauzione a tutela della salute dei cittadini e del valore dell'ecosistema di riferimento».
D'Alfonso ha ricordato, a tal proposito, di aver assunto l'impegno di determinare da un lato un approfondimento di merito attraverso l'ascolto delle competenze scientifiche e dall'altro di fare in modo che la procedura potesse arricchirsi di un guadagno di correttezza amministrativa e di un riconoscimento di responsabilità sociale.