SANITA'

D’Alfonso lascia per errore a Chiodi i contratti con le cliniche

Il decreto fissa a 124 mln il tetto di spesa, salvo aggiustamenti

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D’Alfonso lascia per errore a Chiodi i contratti con le cliniche

ABRUZZO. Luciano D’Alfonso abdica da commissario alla sanità e presidente della Regione Abruzzo e lascia al «dott. Giovanni Chiodi» la firma del contratto per le prestazioni delle cliniche private.
Così si legge nell’allegato 2 al decreto 148 sulle linee negoziali sulle prestazioni ospedaliere delle case di cura per il 2014. Che si tratti di un lapsus da «copia e incolla» è evidente, perché Chiodi ha fatto certamente polemica sui ritardi con cui i contratti saranno firmati, ma non al punto da rubare la scena al suo successore. Polemica strumentale, come già rilevato,  perché il budget complessivo e quello delle singole cliniche era stato già fissato in primavera proprio da Chiodi per un totale di 123.963.659,43 «con la previsione del frazionamento del tetto di spesa in mensilità e l’obbligo di non superamento dei limiti progressivi mensili».
Sostanzialmente è lo stesso tetto di spesa del 2013, diminuito dell’1% e fa riferimento ai posti letto ben definiti dal Programma operativo 2013-2015.
Il tutto riportato nell’allegato 1 al decreto, anche se sono ancora da definire le procedure per l’accreditamento definitivo delle case di cura: Ini Canistro, l’Immacolata di Celano, San Francesco e Villa Pini. In realtà il decreto c’è, ma la situazione è un pò più complessa e meno lineare di quanto appare da un approccio solo letterale al decreto. 

Dietro c’è l’attesa di quello che farà il nuovo presidente D’Alfonso – una volta che si riapproprierà del trono lasciato per errore a Chiodi – atteso alla prova del cambiamento dagli imprenditori privati della sanità che avevano rotto con Chiodi per forti dissensi sui contenuti dei suoi provvedimenti (tagli) e sulla forma impositiva di certe scelte, come l’applicazione della spending review al 10% invece che allo 0,5. In sostanza, dopo la proposta del commissario (prima Chiodi, adesso D’Alfonso), le case di cura vogliono approfondire l’interlocuzione tra le parti, che per qualche aspetto c’è già stata. Infatti si è già discusso della spending review applicata e contestata anche con ricorsi al Tar e ci sono in ballo 7,8 mln da decidere in più sul budget complessivo.
Dopo l’interlocuzione, adesso dovrebbero arrivare a D’Alfonso le controdeduzioni e dopo una prevedibile mediazione si arriverà alla firma definiva il 12 dicembre prossimo.

Sebastiano Calella