ADRIATICO NERO

Petrolio, D’Alfonso: «ribadisco il mio no, privilegiare altre forme di energia»

Abruzzo e Croazia dialogano: «inaccettabile soglia sotto le 12 miglia»

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Petrolio, D’Alfonso: «ribadisco il mio no, privilegiare altre forme di energia»

ORTONA. No secco al petrolio. E’ tornato a ribadirlo anche ieri il governatore d’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, nonostante il decreto Sblocca Italia sia stato convertito ormai in legge e l’unica speranza degli ambientalisti resta il ricorso alla Corte Costituzionale.
La strada anti petrolio al momento è tutta in salita mentre da più parti arrivano proposte mitigatrici, come l’ordine del giorno della senatrice Stefania Pezzopane (che ha detto però sì allo Sblocca petrolio) per «interventi mitigatrici nel nostro mare»
o un nuovo disegno di legge ambientale passato ieri alla Camera collegato alla Legge di stabilità 2014. Il provvedimento sulla green economy, presentato lo scorso febbraio dal Governo, passa ora all'esame del Senato e prevede ‘oil free zone', che potranno essere promosse dai Comuni.
«E’ solo fumo negli occhi», sottolinea Maria Rita D’Orsogna, «specie perchè si parla di zone montane, dove trivellare è più difficile, per logistica, per geologia».
Intanto ieri il petrolio è stato nuovamente al centro di un dibattito pubblico, con il presidente D’Alfonso che ritiene inaccettabile progetti petroliferi entro le 12 miglia dalla costa.

«ALLINEIAMO LE NORMATIVE»
«Allineiamo la nostra normativa alla migliore normativa territoriale dell'altra parte dell'Adriatico. Nella contea spalatino-dalmata, per esempio, oltre le 12 miglia si possono realizzare invasioni del tipo di quelle con le piattaforme petrolifere. Non si capisce perché da noi dovremmo accettare una soglia minore», ha detto D'Alfonso, al convegno internazionale su 'La strategia della macroregione Adriatico-Ionica' a Ortona, l'evento conclusivo della tre giorni di permanenza nel mare abruzzese della portaerei Cavour, nave ammiraglia della Marina Militare.
«C'è una via d'uscita attraverso la zonizzazione dei parchi marini, ma al di là dei parchi dobbiamo fare in modo di salvaguardare il diritto di veduta e il diritto alla bellezza», ha insistito il presidente. «Dobbiamo sapere che siamo nel 2014, una stagione, un anno, un secolo, un millennio dove perde peso il petrolio e guadagna peso altra forma di approvvigionamento energetico. Oggi ho rivendicato il tema di realizzare un piano di approvvigionamento energetico che venga condiviso da tutte le regioni bagnate dall'Adriatico. Il mio no rimane un no fermo che tende a privilegiare altre forme di approvvigionamento energetico che non sia quello di piattaforme. Intanto prendiamo insegnamento da chi ha saputo salvaguardare il diritto di veduta», ha concluso.

«CHI HA IL CORAGGIO DI DIRE NO AL PETROLIO?»
E sempre nel corso del convegno è stato annunciato che il prossimo 18 novembre a Bruxelles ci sarà il lancio della strategia della Regione Adriatico-ionica. A confermarlo è stato il relatore della strategia, l’europarlamentare croato Ivan Jakovcic che ha preso una posizione chiarissima sul petrolio: «il mio paese dice che dobbiamo cercare il petrolio perché l'Italia lo fa. L'Italia dice che deve cercarlo e che la Croazia sta facendo questo. C'è il coraggio di dire no? Io personalmente non sono per il progetto che la Croazia sta facendo».
«Sono venuto qui per entrare nel concreto e scriverò quello che i presidenti delle Regioni mi diranno. La Croazia e l'Italia - ha sottolineato Jakovcic devono fortemente collaborare per il mare unico e scegliere la politica per questa strategia».
Una strategia, ha insistito Jakovcic, «che esiste da quindici anni ma che finora ha prodotto pochi fatti». In tal senso il governatore della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, ha sottolineato che «in passato la macro-regione era un progetto, adesso è diventata una realtà ambiziosa perché ora tutta l'Europa guarda al cammino di questa intuizione, diventata una straordinaria opportunità». «Dobbiamo edificare su base progettuale questa cooperazione rafforzata - ha aggiunto D'Alfonso - tra tante regioni accomunate dall'essere bagnate dall'Adriatico».
E in merito al nodo della ricerca di idrocarburi, ha insistito il presidente, «dobbiamo farci carico sia del mare blu, sia del turismo sostenibile, sia dell'ambiente che della collettività».
«Il mare Adriatico è un elemento connettivo in una logica di partenariato e non di competizione», ha detto invece il presidente della Regione Molise, Paolo Di Laura Frattura che ha tenuto a sottolineare la «condivisione di regole e sensibilità».

10 MILIARDI DI EURO
L’Obiettivo di Abruzzo, Molise e Croazia è quello di inserire la strategia della macroregione adriatico-Ionica nel dossier Junker per accedere ad un plafond di circa 10 miliardi di euro.
Si tratta delle risorse che mette a disposizione l'Unione europea, nell'ambito della programmazione 2014-2020, per favorire la connettivita' dei sistemi infrastrutturali d collegamento. E' l'obiettivo che il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, intende perseguire e per il cui raggiungimento attende risposte in tempi brevi dal sottosegretario Gozi che e' il delegato del governo italiano. «Questo progetto di cooperazione rafforzata partito dal basso - ha affermato D'Alfonso - e' diventato dapprima una strategia ed oggi è una vera e propria misura istituzionale. Per darle concretezza - ha proseguito - occorre che questa comunità transnazionale di circa 57 milioni di persone e con ben 6 milioni di imprese attive non solo parli un linguaggio univoco ma sia anche in grado di proporre un progetto comune di connettività che riesca a cucire insieme ferro, gomma, acqua e cielo. La domanda da porsi - ha aggiunto il presidente - è se accanto alle reti Tent sia possibile immaginare una dotazione infrastrutturale e logistica nella sagoma della macroregione Adriatica».

A PINETO
Intanto il M5s in consiglio comunale ha chiesto all'amministrazione Verrocchio di impegnarsi a opporsi con tutti i propri mezzi, compresa la mobilitazione popolare, all'articolo 38 del Decreto Sblocca-Italia, recentemente varato dal governo Renzi.
I pentastellati infatti ricordano che in piedi c’è anche il progetto di ricerca denominato "Mutignano" che si estende su un'area di ben 76 km quadrati e che vede coinvolto direttamente l'intero territorio comunale di Pineto, oltre a quello di Silvi e Montesilvano.
«Il presidente del consiglio ha però preferito annullare la mozione del M5S adducendo un ridicolo pretesto a tale scopo».
Il pretesto al quale i pentastellati fanno riferimento, sarebbe la mancanza, sulla mozione da loro presentata, di un oggetto. Il ''vizio di forma'', sarebbe quindi il motivo per cui il presidente del consiglio, Ernesto Iezzi, ha rifiutato di passarla. «Tuttavia i documenti allegati dimostrano che l'oggetto della mozione è espressamente dichiarato. La sensazione è che Verrocchio e la sua giunta abbiano preferito evitare l'imbarazzo nel prendere una posizione netta contro il loro governo, a differenza di altri loro colleghi amministratori del PD che hanno invece affiancato i propri concittadini nei cortei di protesta organizzati in ben otto regioni italiane».