LA CASSA

Abruzzo, allarme stipendi e mutui alla Regione. Paolucci: «cerchiamo soluzioni»

Una carenza di liquidità mette in crisi la cassa

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Abruzzo, allarme stipendi e mutui alla Regione. Paolucci: «cerchiamo soluzioni»

D'Alfonso e Paolucci


ABRUZZO. Allarme stipendi di novembre e dicembre, tredicesima in forse per i dipendenti regionali.
Ed inoltre rischio insolvenza per mutui, Bor e cartolarizzazioni in scadenza tra la fine del corrente anno e l’inizio del prossimo. Lo ha scritto ieri l’assessore al Bilancio in una lettera inviata al Segretariato generale della presidenza della Regione ed ai direttori e dirigenti dei vari settori.
«Informatene tutti, pur non alimentando allarmismi – conclude l’assessore in questa informativa – e attendo notizie circa le riscossioni realizzabili a breve», proprio per far fronte a questa improvvisa, ma non imprevedibile, carenza di liquidità. Che, tra l’altro, era stata già prevista dallo stesso Paolucci al momento dell’insediamento della nuova Giunta.  
Il che alimentò una polemica estiva, in cui la vecchia Giunta si difese attaccando i nuovi arrivati «che non conoscevano le regole dei bilanci e della contabilità pubblica».
In realtà questa carenza di liquidità si era poi veramente manifestata, tanto che la Giunta aveva deliberato circa un mese fa lo spostamento di 110 mln dalle casse della sanità a quelle della Regione, con annesse difficoltà di interpretazione delle norme che consentono questo storno. Che poi è stato possibile solo a patto che la data del rientro nella sanità sia certo, come peraltro aveva segnalato lo stesso sub commissario Giuseppe Zuccatelli e come aveva richiesto espressamente anche Maria Crocco, direttore dell’assessorato regionale alla sanità. In sostanza sarebbe accaduto che l’assessore Paolucci ha scoperto che – ad esempio – negli anni scorsi la Regione ha anticipato soldi per i progetti europei, senza mai chiedere il rimborso. E così per altre spese.
Adesso, dopo una lunga corrispondenza con l’ufficio preposto che ha fatto il punto sullo stato dell’arte dei finanziamenti europei, c’è la “ragionevole” aspettativa che entro il 31 marzo questi soldi possano rientrare dall’Europa. C’è da stare tranquilli? «Come ho scritto, è inutile fare allarmismi e bisogna solo pensare alle soluzioni – spiega l’assessore Paolucci, raggiunto telefonicamente – Per i 150 mln che mancano e che avevo denunciato i primi di luglio, ne abbiamo stornato 110 dalla sanità ed altri 40 li aspettiamo dall’Europa, cioè il totale che mi avevano contestato. Questo per dire che fin dall’insediamento abbiamo capito che la giunta precedente non era tutte rose e fiori come voleva far credere. Ma il significato politico di questa carenza di liquidità è una cosa, la difficoltà per stipendi e mutui è un’altra. Su questo posso solo assicurare il massimo impegno mio e del presidente, ma anche dei vari dirigenti, per una soluzione rapida di questa crisi. Ottimista, pessimista? Direi meglio che sono impegnato a risolvere tutti i problemi che mi hanno lasciato in eredità».

Sul caso interviene anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Domenico Pettinari: «ci chiediamo perché negli anni non si è fatto nulla per definire con certezza queste somme relative ai residui attivi, perché si è arrivati sino ad oggi con il rischio concreto  di non potere pagare i creditori della Regione. L’unico intervento che ha pensato di fare il Presidente D’Alfonso è quello di utilizzare spostare le somme depositate nel conto di tesoreria sanità nel conto relativo alle spese ordinarie della Regione per un ammontare di 110 milioni di Euro (come da Delibera di Giunta 685 del 28.10.2014). Anche su questo punto rappresentiamo una forte preoccupazione sul fatto che nell’immediato possano essere sottratte risorse importantissime alla Sanità abruzzese che non sta certamente vivendo una buona stagione».

Sebastiano Calella

Lettera Paolucci