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Portaerei Cavour, D'Alessandro: «io l’ultimo a lasciare la nave»

Oggi la visita dei 400 studenti

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Portaerei Cavour, D'Alessandro: «io l’ultimo a lasciare la nave»
PESCARA. «Paradossalmente questo evento ci aiuta a fare una riflessione: la Cavour non è potuta entrare nel porto di Ortona perché servita un fondale più profondo di almeno 5 metri. Cioè significa che se noi facciamo l'escavazione del porto, ed è in corso d'opera perché abbiamo finanziato il comune per oltre 9 milioni di euro, la Cavour sarebbe entrata e sarebbe uscita e se entra una portaerei vuol dire che può entrare qualunque cosa nel porto di Ortona aprendo a scenari di elevata potenzialità».
Lo ha detto all'Ansa il sottosegretario alla presidenza della Giunta Regionale, Camillo D'Alessandro, a margine della presentazione dell'Abruzzo per l'Expo, in merito al finale avventuroso per 100 ospiti che mercoledì si trovavano a bordo dell' ammiraglia della Marina Militare per la firma di un accordo tra Regione e Marina Militare e che per le cattive condizioni del mare sono stati portati a terra in elicottero con un'operazione che si è conclusa solo intorno alle 23 di ieri.
Il vero problema è stato quello ‘dell'onda lunga’, infatti le pilotine che avrebbero dovuto riportare a terra gli ospiti non hanno potuto avvicinarsi alla nave: le onde avrebbero potuto alzare o abbassare improvvisamente lo scafo, creando un dislivello nel quale si poteva cadere. Da qui la decisione del trasbordo in elicottero.
Le visite in programma ieri da parte dei cittadini sono state annullate e il convegno che si sarebbe dovuto tenere questo pomeriggio ("La strategia della macroregione Adriatico-Ionica") è stato spostato, invece sulla terra ferma (Palazzo Corvo, corso Matteotti, Ortona).
«Questo piccolo incidente di percorso ha svelato quanto sia importante procedere nel senso dell'escavazione da noi decisa», ha ribadito D'Alessandro che è stato l'ultimo a lasciare la Cavour dopo aver coordinato le operazioni ed essersi assicurato che tutto si svolgesse senza problemi.
Tra i primi ad andare via, invece, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, aspetto non gradito dall’esponente di Forza Italia, Mauro Febbo, che ha addirittura paragonato il governatore a Francesco Schettino, comandante della Nave Concordia affondata a pochi metri dalla costa dell’Isola del Giglio.

«D’Alfonso», ha detto Febbo, «ha lasciato la Cavour anticipando abbondantemente tutti gli altri, compreso il suo staff, facendosi accompagnare in elicottero ancor prima che si decidesse di evitare l’utilizzo delle imbarcazioni per il rientro al porto, neanche il comandante Schettino è stato così lungimirante».
Intanto D’Alessandro elogia tutta l’organizzazione: «abbiamo toccato con mano la professionalità e la potenza dello Stato. Io sono stato l' ultimo a lasciare la nave. Era mio compito istituzionale - ha raccontato D'Alessandro - coordinare questo tipo di lavoro. Nella logica istituzionale sono andati via prima gli ambasciatori con le altre autorità di vertici militari che dovevano raggiungere le loro postazioni per i loro lavori, i regionali sono rimasti alla fine perché era giusto che nel frattempo andasse via la stampa che doveva andare a fare il suo lavoro e le donne che dovevano raggiungere le loro famiglie. Tutto in modo assolutamente corretto e senza problemi».
Sollecitato su chi chiede se fosse stato necessario l'uso di elicotteri D'Alessandro ha risposto: «Chi pone questioni deve porsi anche la questione successiva: in alternativa cosa si poteva fare? Si rimaneva a bordo uno o più giorni perché il mare non si è calmato. Potevano rimanere a bordo i vertici militari della regione, i prefetti i questori che dovevano andare a fare il loro lavoro? L'alternativa sarebbe stata che tutti o più o meno tutti rimanessero lì una notte ma anche giovedì non si poteva fare il trasbordo e avremmo dato un fastidio enorme a un' ammiraglia che lavora sempre e che ci ha dimostrato cosa è in grado di fare».

«Il mare - ha aggiunto D'Alessandro - si era ingrossato ed era rischioso procedere via mare. Quindi hanno ritenuto opportuno usare gli elicotteri».
Anche ieri, ha riferito D'Alessandro, i cittadini non sono potuti salire e la Marina militare ha portato a terra filmati e momenti di incontro per conoscere la realtà della portaerei. «Certo - ha concluso il sottosegretario alla Presidenza - se questo episodio non fosse accaduto, il titolo della giornata sarebbe stato tutto dedicato allo straordinario accordo sottoscritto per la prima volta con la Marina Militare che contiene un eccezionale significato: è stato infatti firmato un protocollo che dice il ruolo della portualità abruzzese dentro la futura macroregione Adriatico-Ionica e questo significa che poi ha il diritto di chiedere finanziamenti e immaginare sviluppi».

OGGI LA VISITA DI 400 STUDENTI

Intanto stamattina sono iniziate e continueranno fino alle ore 12.30 le visite di circa quattrocento studenti delle scuole superiori di tre province (Chieti, Pescara e Teramo) a bordo della portaerei. Le favorevoli condizioni metereologiche di questa mattina hanno, infatti, consentito che il programma prestabilito dal presidente delle Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, con i vertici della Marina Militare venisse rispettato regolarmente.