OPERE E OMISSIONI

Elettrodotto Villanova-Gissi, Comitati: «responsabilità istituzionali inequivocabili»

Martedì scorso il primo tavolo di confronto tra le parti

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2374

Elettrodotto Villanova-Gissi, Comitati: «responsabilità istituzionali inequivocabili»

Nei campi da espropriare

L’AQUILA. Si è svolto martedì pomeriggio all’Aquila, presso la Regione, il Tavolo di confronto sull’Elettrodotto Villanova-Gissi e opere connesse.
La convocazione aveva previsto che fossero presenti oltre a Terna e al presidente, i sindaci e il Cast (Comitato Ambiente Salute e Territorio), il comitato che si è occupato fin dall’inizio del progetto.
Molte le persone arrivate dai comuni delle province di Chieti e Pescara interessate dal passaggio della linea. Il tavolo si svolto così alla presenza dei cittadini che sono stati chiamati ad esprimere le proprie osservazioni sull’opera. Di seguito, i sindaci (non tutti e 16 erano presenti) hanno motivato ancora i problemi relativi all’impatto nei propri territori. Se si escludono le sole Conferenze ministeriali durante il procedimento, non si erano mai svolti tavoli – anche se più volte richiesti dal Comitato e dagli enti - sulle criticità del tracciato e del progetto.

«La situazione in atto è emersa in tutta la sua gravità e incertezza», spiega Antonella La Morgia del Comitato. I ricorsi ancora pendenti al Tar e al Consiglio di Stato non hanno comportato la sospensiva. «Il rigetto di questa non è stato impugnato dai Comuni ricorrenti (Lanciano, Castel Frentano e Paglieta) che avrebbero avuto legittimo e fondato interesse a farlo, a tutela delle posizioni enunciate in ricorso e del pregiudizio derivante dall’esecuzione immediata dell’opera. In realtà, ad aprile, dopo la comunicazione dell’avvio dei lavori, i cittadini non sono stati informati dell’inizio dei cantieri. Questi hanno cominciato a generare non solo preoccupazione ma anche la rabbia nei residenti. Sono state riscontrate e denunciate, sempre da cittadini e dal tecnico A. Di Pasquale, irregolarità e omissioni nella gestione dei cantieri stessi (es. deposito e abbandono materiali non consentiti, recinzioni)».

Nei giorni scorsi a Cepagatti, com’è avvenuto con i trattori ad Atessa, i proprietari hanno messo in atto una protesta opponendosi alle immissioni in possesso e bloccando la posa di picchetti. Agli incaricati di Terna è stato così impedito l’accesso nei fondi
La situazione di disagio e conflittualità è stata esposta dal Cast al presidente D’Alfonso nel proprio intervento al tavolo di martedì, quale conseguenza di «un progetto individuato senza il completamento delle fasi strutturale e di dettaglio previste dalla VAS».
Il tracciato definito da Abruzzoenergia (proprietaria della turbogas di Gissi, che con questo elettrodotto modificherà con 70Km la propria connessione alla Rete) è stato portato in autorizzazione su benestare di Terna a fine 2009, «ma non sono mai avvenuti – come da Protocollo d’intesa Terna-Regione e VAS – i tavoli concertativi sulle fasce di fattibilità», contestano dal comitato.

«RESPONSABILITA’ ISTITUZIONALI INEQUIVOCABILI»
Il Cast ritiene che le responsabilità istituzionali nel far procedere prima il procedimento poi l’opera verso lo stadio attuale con i cantieri e gli espropri che si susseguono a tappeto sono «chiare e inequivocabili».
«Altrettanto chiaro», insiste La Morgia, «è il ruolo di Terna che ha preferito scavalcare i doverosi passaggi della concertazione preventiva per accorciare l’iter sul progetto preliminare, troncando sul nascere opposizioni e resistenze degli enti locali e rendendo il progetto intoccabile».
«E’ inaccettabile la posizione di Terna, ribadita dai funzionari della società anche nel tavolo di martedì sera, secondo cui essa eredita il progetto così come lo ha fatto Abruzzoenergia S.p.A., quasi che non lo conoscesse. Terna ha dato il benestare alla presentazione della richiesta di autorizzazione ad Abruzzoenergia verificando i documenti ed è sempre stata presente nel procedimento nei Ministeri competenti, spettando a Terna di costruire l’opera dopo la voltura del Decreto di autorizzazione».
Il Governatore D’Alfonso ha stabilito di destinare a successivi tavoli di approfondimento da tenersi fino al 13 dicembre la trattazione dei principali problemi: rischi sanitari connessi campi elettromagnetici, svalutazione fondiaria e deprezzamento degli immobili, localizzazioni in luoghi residenziali.
Sarà costituita un’apposita Commissione che assisterà il presidente composta da tecnici ed esperti di chiara qualifica e competenza. Sindaci, Cast e rappresentanze scelte di cittadini siederanno a questi tavoli. Il primo ci sarà il 20 novembre ed è stato deciso che i cantieri saranno sospesi fino a questa data. Poi si vedrà.
Intanto, però ieri mattina sono giunte al Cast segnalazioni da persone che hanno riscontrato come le attività di cantiere proseguissero ed è stato necessario ricorrere a carabinieri e Sindaci per stabilire l’ottemperanza a quanto concordato.