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Legge Stabilità in discussione, Di Stefano (Fi): «Governo volta le spalle a L’Aquila»

Vacca (M5S): «ancora tagli anche nel comparto scuola»

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Legge Stabilità in discussione, Di Stefano (Fi): «Governo volta le spalle a L’Aquila»




ROMA. E’ in discussione in Commissione Bilancio alla Camera la legge di Stabilità.
All’orizzonte tanti tagli e anche per l’Abruzzo, secondo il centrodestra, le prospettive sarebbero tutt’altro che rosee. L’allarme lo lancia il deputato di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano, secondo cui nonostante le dichiarazioni di D’Alfonso e di altri esponenti del Pd L’Aquila non sarebbe proprio nell’agenda di questo Governo.
«Avevamo provato ad inserire una serie di emendamenti per l’Aquila come quello sul problema della ripartizione delle spese condominiali nel progetto Case», spiega Di Stefano, «proponendo che la ripartizione delle spese per le parti comuni avvenga mediante il criterio stabilito dall’art. 1123 del Codice Civile e che dal computo delle parti comuni siano escluse le aree destinate a standard urbanistici, o come quello relativo ad un meccanismo innovativo di compensazione dei crediti verso la pubblica amministrazione o, per finire, sul tema delle municipalizzate in liquidità, al fine di tutelare i lavoratori».
Ma niente da fare: «tutti gli emendamenti sono stati ritenuti inammissibili in Commissione Bilancio alla Camera, presieduta dall’onorevole Boccia del partito democratico», avverte il deputato di Forza Italia.
L’unico emendamento presentato da Forza Italia che verrà discusso in Commissione è quello inerente la questione Tasi, nel quale è stato chiesto che gli immobili distrutti o dichiarati inagibili in seguito al sisma siano esentati dalla tassa fino al momento della ricostruzione o dichiarazione di agibilità. «Dubito che questo Governo mostri sensibilità almeno su questo emendamento come dubito che le poche e insufficienti risorse disponibili da subito, nei tanto decantati 6 miliardi per l’Aquila spalmati in un lasso di tempo che arriva fino al 2020, possano bastare», conclude Di Stefano.

TAGLI ALLA SCUOLA
Un altro allarme viene lanciato dal Movimento 5 Stelle e precisamente dal deputato Gianluca Vacca: «nonostante la propaganda del PD stia facendo il giro delle scuole anche abruzzesi per raccontare la favola dei maggiori stanziamenti sull'istruzione, la realtà della manovra finanziaria racconta di ulteriori 1,400 miliardi di tagli circa anche per l'anno prossimo. E per la “Buona Scuola” si fa solo una delega in bianco di un miliardo che basterà quasi esclusivamente per le assunzioni di una parte dei precari mantenendone tanti altri fuori dalla scuola».
Secondo Vacca «Renzi invece indica molto bene i tagli che il comparto subirà per l'ennesimo anno e che metteranno a serio rischio il buon funzionamento di scuole, università e centri di ricerca. Con i tagli al personale amministrativo per le scuole (2000 posti), i tagli agli esoneri dei collaboratori del dirigente scolastico e i tagli di ulteriori 180 milioni alle già esigue casse delle scuole (fondi FIS) gli istituti scolastici anche abruzzesi rischiano di non poter garantire un servizio minimamente dignitoso. Tagli alla ricerca per 120 milioni, 200 milioni all'università, stipendi dei docenti sempre più da fame a causa del blocco dei rinnovi e degli scatti (circa 350 milioni in meno), in attesa della riforma paventata da Renzi che ridurrà ulteriormente tutte le retribuzioni dei docenti di svariate migliaia di euro».
L'unica voce che resta stabile è quella delle scuole private, che non vengono di fatto toccate dai continui tagli vedendosi assicurate i quasi 500 milioni di finanziamenti anche per il 2015.
«Il M5S ha presentato centinaia di emendamenti per bloccare questa ennesima mannaia che si abbatterà sul mondo dell'istruzione pubblica e sulla ricerca, trovando risorse economiche e idee per invertire realmente la tendenza e tornare a investire nel principale settore che può riattivare l'Italia».

«MENO TASSE PER PENSIONATI PIU’ RISORSE PER IL LAVORO»
«Vogliamo una Regione più vicina ai cittadini, soprattutto a quelli che soffrono, chiedono invece le Federazioni dei Pensionati di Cgil Cisl e Uil dell’Abruzzo al Presidente, Luciano D’Alfonso.
Lo Spi Cgil,la Fnp Cisl e la Uilp Uil d’Abruzzo domani 13 novembre, a partire dalle ore 10.00, manifesteranno sotto la sede della Giunta Regionale a Pescara in viale Bovio con un presidio di centinaia di militanti ed iscritti. Una mobilitazione per chiedere la riduzione delle tasse locali, interventi concreti per le famiglie in difficoltà economiche e per le persone non autosufficienti.
In Italia quasi il 30% degli anziani è a rischio povertà o esclusione sociale. Il 19,2% delle famiglie abruzzesi corrono il pericolo di non arrivare a fine mese e di raggiungere una situazione di deprivazione. «Il governo deve adottare politiche a sostegno dei pensionati e degli anziani, a partire proprio dall'estensione del bonus di 80 euro», chiede il segretario della Fnp Cisl.
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