CALAMITA'

Olio, calo medio del 33% in Italia. Annus orribilis per molti ma non per tutti

Eccezione Sardegna con +30%. Prezzi su, soprattutto extravergine

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5106

Olio, calo medio del 33% in Italia. Annus orribilis per molti ma non per tutti




ROMA.  Non solo frane e alluvioni, il maltempo ci toglie anche un terzo dell'olio nuovo. Tra gli oliveti italiani, vanto dei nostri paesaggi, la campagna produttiva 2014-2015 del prodotto-principe della Dieta Mediterranea si presenta - salvo fortunate eccezioni in Sardegna (+30%) e Piemonte (+30%) - problematica, dopo una estate troppo piovosa che ha favorito gli attacchi di patogene (in primis la mosca olearia), provocando danni sia sul fronte quantitativo, sia qualitativo dell'olio.
Soprattutto in importanti aree olivicole della penisola come Umbria (-45%), Toscana (-40%), Campania (-40%), Puglia (-35%), 'big producer' dove il calo produttivo è a doppia cifra.
Secondo le stime elaborate da Ismea, Unaprol e altri operatori, l'andamento produttivo della campagna 2014/2015 di olio si attesterebbe ad un livello pari a 302 mila tonnellate, contro le 464 mila diffuse dall'Istat per il 2013.
Il dato stimato per il 2014 è, di fatto, una sintesi tra un'ipotesi minima che porterebbe la produzione a 286 mila tonnellate (-38%) ed una massima che potrebbe invece portare i volumi verso le 310 mila tonnellate (-33%). Nel frattempo i listini salgono, alla luce della domanda sostenuta, soprattutto per i prezzi dell'extravergine. In molte aree vocate, quest'anno sono annullate sagre dell'olio novello e feste della bruschetta. 

Ma non tutto è perduto, sottolinea Unaprol: «se le prossime settimane permettessero una permanenza ottimale delle olive sulle piante si potrebbe anche avere una situazione meno pesante. Intanto il mercato sta rispondendo con prezzi in aumento soprattutto nell'extravergine».
 C'è infatti una domanda già molto dinamica su questo prodotto e soprattutto sulle partite di qualità migliore.
Nella geografia dell'annus horribilis per l'olio made in Italy a pesare sul risultato finale sono sicuramente Puglia (-35%), e Calabria (-35%).
A mitigare, in parte, tale risultato c'è la Sicilia la cui flessione è attesa al -22%. Ma è in tutto il Sud che si attendono flessioni a due cifre con punte di -45% per Basilica e Abruzzo, nonché -40% per la Campania. 

Nel Centro ed in Liguria si attende una produzione quasi dimezzata: si stima una produzione decurtata di più di un terzo rispetto allo scorso anno nelle Marche (-45%), in Liguria (-45%), nel Lazio (-37%), mentre in Molise il calo stimato si attesta a -30%.
Al Nord si segnala la flessione a due cifre in tutte le regioni che concorrono alla Dop Garda. Veneto e Trentino si stimano al -25% rispetto al 2013, mentre si scende al -30% per la Lombardia. In decisa flessione anche l'Emilia Romagna (-40%) dove si è anticipata di molto la raccolta per preservare le olive da ulteriori attacchi di mosca.
Male anche il Friuli Venezia Giulia, mentre una voce fuori dal coro è quella del Piemonte (+30%). Qui, anche se con quantitativi limitati, la stagione è stata regolare e la lotta alle fitopatie è stata tempestiva ed efficace. Come in Sardegna dove si stima un +30% rispetto ad un 2013 di scarsissima produzione insulare.