ACCORDI E DISACCORDI

Colletti (M5S), denuncia sul patto del Nazareno di Renzi e Berlusconi

«Verificare se il Patto sia stato effettivamente preordinato a pilotare illegittimamente le riforme in atto nel Paese»

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Colletti (M5S), denuncia sul patto del Nazareno di Renzi e Berlusconi

 
PESCARA. Il deputato pescarese del Movimento 5 Stelle, Andrea Colletti, ha depositato un esposto-denuncia alla Procura di Roma per chiedere di accertare l'esistenza e il contenuto del Patto del Nazareno fra il premier Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.
Il deputato esprime perplessità sul fatto che i contenuti siano rimasti sconosciuti («quasi avvolti da una imperscrutabile nebbia che stenta a dipanarsi») e in particolare chiede alla magistratura di verificare se sia stato stretto un accordo «per a pilotare illegittimamente le riforme in atto nel Paese e a decidere chi nominare come futuro inquilino del Quirinale, trasformando la nostra Repubblica democratica in una dittatura mascherata».
Nel documento di 31 pagine Colletti sostiene che con il patto tra il premier e il leader di Forza Italia si stia tentando di sovvertire la Repubblica democratica, trasformandola «silentemente e con il benestare di molti in una dittatura mascherata di cui appaiono ormai chiari gli artefici e i beneficiati».
Secondo il deputato pentastellato «quello che si sta consumando sotto gli occhi degli italiani, altro non è che una cospirazione politica a tutti gli effetti che, attraverso un accordo intercorso fra pochi, attenta impunemente la costituzione e gli organi costituzionali, sacrificando i diritti e gli interessi di molti».
Colletti chiede inoltre l’acquisizione dei tabulati telefoniche dei giudici costituzionali «in primis di Giuliano Amato», nominato dall’attuale presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per verificare se vi siano stati contatti tra gli stessi giudici costituzionalisti, il presidente della Repubblica o alti funzionari del quirinale o alti dirigenti del partito.
Insomma si mira a capire la portata di quegli accordi privati che hanno un impatto sociale e pubblico di immensa portata. Si tratta di individuare quel filo molto sottile che separa la libertà politica (e cioè di autodeterminazione dei partiti) dalla oligarchia cioè piegare le istituzioni democratiche al volere di pochi.
Dopo il patto c’è stata una diminuzione di democrazia, sì o no?
E’ questa più o meno la domanda alla quale dovrà rispondere la procura di Roma che sarà anche chiamata a cercare le prove di eventuali illeciti e si capisce bene che non sarà affatto cosa semplice, sempre ammesso che sia possibile.  

LEGGE ELETTORALE
Se all’inizio, sottolinea il deputato, si poteva pensare che il Patto del Nazareno fosse finalizzato alla redazione di una legge elettorale condivisa «oggi, all’esito di numerose vicende e fatti di cronaca, può ritenersi che il patto coinvolga una più vasta area di aspetti, non tutti apertamente dichiarati» e che coinvolgerebbero a titolo vario l’assetto dello Stato».
Secondo Colletti, ad esempio, sulle nomine del Csm e Consulta, Job Act, legge di stabilità e riforma della giustizia, ci sarebbe stato un «vero e proprio baratto tra il signor Renzi e il signor Berlusconi ai danni della nostra democrazia». Dalla lettura del testo licenziato dalla Camera sulla riforma del sistema elettorale, secondo il deputato grillino «emerge con estrema chiarezza che i principi che hanno ispirato la riforma siano ben lontani dalle ripetute proclamate esigenze di rappresentatività e governabilità del paese. Pd e Fi hanno fatto convogliare esigenze di partito, o sarebbe più corretto dire, quelle personali dei leader che li governano, a scapito dei valori democratici».
E Colletti entra ancor più nello specifico parlando di «tensione alla estromissione delle minoranze e delle opposizioni», «tentativo spregiudicato di sovvertire l’assetto costituzionale del Paese», la «compressione della sana ed effettiva competizione elettorale».

RIFORME COSTITUZIONALI
Colletti tira anche in ballo Denis Verdini, parlamentare di Forza Italia e lo indica nell’esposto come «il regista» delle riforme costituzionali che ridisegneranno «l’assetto dei poteri del nostro Paese» modificando «sensibilmente la composizione e i compiti del parlamento» distruggendo «l’impianto garantista e bilanciato creato dai padri costituenti». Il deputato cita anche una lunghissima serie di articoli di stampa, di destra e sinistra che ripercorrerebbero questa stessa tesi.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Al centro del patto, oltre alla legge elettorale, anche la riforma della giustizia e del Senato, nomine Consulta e Csm e la nomina del presidente della Repubblica. Secondo indiscrezioni giornalistiche Renzi e Berlusconi si sarebbero accordati per evitare la candidatura di Romano Prodi.
Forte la critica di Colletti su questo punto considerato che «il presidente della Repubblica rappresenta la massima carica dello Stato ponendosi a tutela e a garanzia della Costituzione e che in ragione di ciò deve assicurare un contegno di assoluta neutralità e imparzialità».
 Se anche la scelta dell’inquilino del Quirinale fosse nel patto del Nazareno, «allora la nostra democrazia sarebbe definitivamente e irrimediabilmente tramontata».
Al margine rimangono una serie di altri indizi e suggestioni che uniscono Renzi e Berlusconi e che caratterizzano questo scorcio di sicuro anomalo della nostra Repubblica ormai abituata e assuefatta al governo delle “larghe intese” che di fatto è la trasposizione proprio del “patto del Nazareno”.

Alessandra Lotti

Esposto patto del Nazareno