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Sblocca Trivelle, Confcommercio a D’Alfonso: «dica a Renzi che sta sbagliando»

I gruppi 5 Stelle della Marsica presentano istanze in Comune

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Sblocca Trivelle, Confcommercio a D’Alfonso: «dica a Renzi che sta sbagliando»

ABRUZZO. Il decreto legge detto “Sblocca Italia” è stato approvato nei giorni scorsi in Senato, con l’ennesima “fiducia” posta dal Governo.
Il punto che preoccupa maggiormente l’intero Abruzzo (e la Regione che è pronta ad impugnare l’articolo 38 del provvedimento davanti alla Corte Costituzionale) è quello che stabilisce che tutte le attività connesse allo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi, con trivelle ed infrastrutture, diventino di interesse strategico nazionale. Dello stesso tenore, poi, sono le previsioni in materia di inceneritori e cementificazione del territorio.
Per questo il Movimento 5 Stelle Marsica, in aggiunta all’azione portata avanti in Parlamento, hanno deciso di presentare innumerevoli istanze ai sindaci, alle giunte ed ai consigli comunali della Marsica, per chiedere che le Amministrazioni locali assumano «una concreta posizione di contrarietà al decreto, in difesa del territorio e dei cittadini». 

«Le nostre Istituzioni locali hanno il dovere di salvaguardare e promuovere lo sviluppo civile», sottolineano i grillini, «sociale ed economico delle comunità che rappresentano, di tutelare e valorizzare l'ambiente, il patrimonio culturale, storico ed artistico. Siamo fiduciosi che le amministrazioni non lasceranno sfumare l’opportunità di far valere i diritti dei propri cittadini di fronte ad un Governo sempre più sordo alle reali esigenze del Paese».
Un nuovo appello arriva anche dalla Confcommercio Pescara che lancia il suo ennesimo grido d’allarme per fermare le trivellazioni petrolifere in Abruzzo.
«A questo punto la Regione Abruzzo non deve più perdere tempo», sottolinea l’associazione di categoria dopo il sì del Senato, «e deve prendere una posizione forte per contrastare un provvedimento che rischia di togliere ai territori ogni potere di veto contro progetti infrastrutturali invasivi. Chiediamo al governatore Luciano D’Alfonso di ricorrere alla Corte Costituzionale contro lo “Sblocca Trivelle” così come si appresta a fare la Regione Puglia, anche essa in procinto di essere interessata da altre perforazioni petrolifere. Ribadiamo per l’ennesima volta che la vera ricchezza della nostra regione è costituita dal territorio stesso, dalle bellezze naturali ed artistiche, dalla cultura e dalla storia millenaria: spiagge dorate, piste da sci, eremi, castelli, basiliche, parchi naturali, sono solo alcune delle tante risorse che abbiamo e che vanno valorizzate».

«Il governatore D’Alfonso non deve avere paura nel dire al presidente del Consiglio Renzi che sta sbagliando a puntare sul petrolio», continua l’associazione, «e che la vera rivoluzione sarebbe quella di puntare per la prima volta nella storia sul turismo come comparto centrale dello sviluppo economico non solo dell’Abruzzo ma dell’intera Italia».
Intanto il Pd aquilano difende la senatrice Pezzopane attaccata dai 5 Stelle (ma anche dai cittadini sui social network) per aver votato sì al decreto.
«Con lo Sblocca Italia», spiega Mario Mazzetti, segretario provinciale del partito di Renzi, «dotiamo il Paese di strumenti concreti per creare lavoro e far ripartire la nostra economia, nel decreto ci sono misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione di opere pubbliche, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive. A L'Aquila e nei territori colpiti da terremoto arriveranno 250 milioni per i piani di ricostruzione. Tra gli interventi previsti nel decreto anche quelli sui fiumi che scorrono in aree metropolitane come Genova, già colpite da alluvioni ed esondazioni. La Senatrice Pezzopane insieme ai deputati PD abruzzesi partecipano attivamente alla comunità politica alla quale appartengono e noi li sosteniamo per la loro capacità di coniugare responsabilità , competenza e amore verso il proprio territorio. Mi dispiace», conclude Mazzetti, «che ancora una volta alcuni senatori e senatrici invece di discutere seriamente di quanto contenuto nel decreto legge, contribuiscano a creare confusione per apparire sulla stampa e giustificare grettamente il loro “ozioso soggiorno” in parlamento».