SANITA'

Parte il riordino della rete residenziale e semi residenziale

Meno riabilitazione più costosa, aumentano i letti per gli altri setting

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Parte il riordino della rete residenziale e semi residenziale

Silvio Paolucci





ABRUZZO. C’è il decreto 133 del commissario D’Alfonso sull’attuazione delle precedenti decisioni commissariali (la n° 52 del 2012 e la n° 20 del 2014) sulla rete dell’assistenza residenziale e semiresidenziale, che indica l’accelerazione impressa verso la fine del commissariamento.
E c’è la spiegazione di un punto rimasto sospeso nella vicenda della mancata firma dei contratti 2014 con le cliniche private, pur essendo ormai a novembre, il che non sarebbe un freno a questa accelerazione verso l’uscita dal commissariamento. «Questo decreto 133 si può definire epocale per l’Abruzzo – spiega il sub commissario Giuseppe Zuccatelli – perché mette ordine nel settore della riabilitazione ex art. 26 che per anni ha succhiato risorse alla sanità. In questa regione infatti la percentuale di questa riabilitazione costosissima era il triplo di quella nazionale, mentre ora l’assessore Silvio Paolucci è molto impegnato in una rivisitazione del fabbisogno, senza penalizzare la ricaduta sul dato occupazionale». Pare di capire, leggendo i numeri allegati al decreto, che mentre diminuiranno i posti letto più costosi, aumenteranno quelli con setting assistenziali meno onerosi per le casse della sanità.
Questo spiegherebbe anche la ratio di questo decreto che toglie alle Asl, incaricate in un primo momento da Chiodi di provvedere al riesame del fabbisogno in Abruzzo. I decreti precedenti sono stati rivisti sia perché affidare alle Asl il compito di ridisegnare il fabbisogno esula dalle loro competenze (il potere in questo caso spetta alla Regione), sia perché a dire il vero ormai il lavoro “sporco” per il ridimensionamento dei setting costosi è stato già svolto dalle Uvm (le unità di valutazione multidimensionale) che hanno rimesso i risultati al Commissario. 

Ora il nuovo decreto dispone la creazione di un gruppo di lavoro che in tempi brevi affronterà tutto il problema impostando un piano di graduale ridimensionamento dell’offerta dei posti letto, in accordo con gli operatori privati del settore. In accordo e non in contrapposizione, come sempre ha chiesto il sindacato e come sembra essere il nuovo approccio dell’assessore con questi problemi.
Questo spiegherebbe anche la mancata firma dei contratti con le cliniche.
Infatti quando Chiodi contesta che le cliniche a tutt’oggi non hanno sottoscritto i contratti, chi gli ha consigliato questa posizione ignorava che ad aprile i contratti erano pronti, ma lo stesso Chiodi preferì correttamente rinviare la firma a dopo le elezioni per evitare strumentalizzazioni e forse anche polemiche.
Ma in sostituzione di questo atto formale, la Regione ed il commissario inviarono una lettera ufficiale alle case di cura in cui si ribadiva la sostanza del problema e cioè che il budget dei singoli operatori era quello dell’anno precedente. Quindi non sarebbero state pagate prestazioni eccedenti. Di qui si spiega perché nessuno protesta, salvo chi consiglia Chiodi di farsi del male da solo.

Sebastiano Calella


DECRETO 133