LA SENTENZA

L’UdA vince al Tar: è nulla la convenzione con il Cus

La legge vieta gli affidamenti senza gara e le transazioni onerose

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MEDAGLIE PER IL CUS CHIETI

Di Ilio e Di Marco

CHIETI. Il Tar ha detto sì: la D’Annunzio poteva annullare la convenzione ed il contratto del 31 maggio 2011 con il Cus. La linea del nuovo direttore generale Filippo Del Vecchio e del CdA dell’università - che hanno sospeso i pagamenti al Cus - è stata dunque approvata dal Tribunale amministrativo regionale: quel contratto e quella convenzione deliberati dalla precedente dirigenza UdA sono nulli in quanto del tutto irregolari.
Così come sono fuori norma “le determine a contrarre” e la commissione che valutò nel 2011 le richieste economiche del Cus giungendo ad una transazione, peraltro senza il parere dell’Avvocatura dello Stato che in questi casi è obbligatoria. In sostanza la sentenza mette sotto accusa la precedente gestione della d’Annunzio perché aveva affidato in forma diretta e senza gara – e quindi in contrasto con i principi comunitari di concorrenza – i servizi sportivi, le attività didattiche ed i lavori di ristrutturazione dei palazzetti, attraverso una convenzione troppo ampia e generica rispetto alle attività del Cus previste dalle norme.
Ne deriva che i rapporti UdA-Cus da ritenere validi sono solo quelli della precedente convenzione del 2004 (che scadeva nel 2013), ma anche questi potrebbero aver generato comportamenti non in linea con gli obblighi delle pubbliche amministrazioni. Quindi – ha deciso il Tar - il Cus deve restituire intanto i 4 mln riscossi in forza del nuovo contratto del 2011 (che è nullo), ma alla luce dei principi di diritto enunciati in sentenza anche la gestione di tutta la vicenda e soprattutto della vecchia convenzione da parte dell’UdA potrebbe aver generato un danno erariale e comportamenti di possibile rilevanza penale. Di qui la trasmissione degli atti alla Procura della Corte dei Conti dell’Aquila ed alla Procura della Repubblica di Chieti.

HA VINTO L’UDA ED HA PERSO IL CUS OPPURE ESCE SCONFITTA L’UNIVERSITÀ?
Proprio questo passaggio della sentenza potrebbe essere la chiave per capire se ha vinto l’UdA ed ha perso il Cus. O se in realtà ad uscire sconfitta è proprio l’università in una specie di resa dei conti interna, con il Cus vittima incolpevole e strumento di iniziative che forse non potevano essere intraprese (vedi la nuova facoltà di Scienze motorie o i Giochi del Mediterraneo). Infatti il Tar, in una sentenza di 34 pagine molto articolata e motivata sotto diversi aspetti, ripercorre la storia dei rapporti UdA-Cus e punta il dito soprattutto contro i precedenti vertici dell’Università (vecchio CdA compreso) perché la convenzione “generica e troppo ampia” avrebbe trasformato il Cus in un gestore di servizio pubblico, ma senza la gara obbligatoria in questi casi, così come in ogni appalto di servizi.
Nulla anche la transazione con cui l’UdA accolse nel 2011 le richieste economiche del Cus, perché produceva “una traslazione” dei debiti Cus sulla d’Annunzio, tra l’altro con una durata temporale superiore ai nove anni consentiti dalla legge.
In tutto questo scenario un ruolo decisivo lo ha svolto il Comitato per lo sport che per Statuto ha il controllo delle attività sportive e attraverso cui passavano tutte le decisioni, poi concretizzatesi nelle richieste economiche del Cus per l’attività didattica svolta, per quella edilizia e per l’attività di avviamento della nuova facoltà di Scienze motorie.
Insomma pare di capire che mentre vince l’UdA di oggi, va nei guai l’UdA di ieri ed il Cus – pur condannato a restituire i soldi degli ultimi tre anni – vede di fatto riconosciute le sue attività, svolte peraltro su richiesta della d’Annunzio. Senza dire che secondo la sentenza, questa decisione non va ad influenzare la vicenda del decreto ingiuntivo della Bper che rivuole i 10 mln della fidejussione e che è all’esame del Tribunale di Lanciano che non deciderà prima di febbraio.
Al Tar è sembrato “irragionevole” che il vecchio CdA e la commissione nominata per valutare le richieste del Cus per le attività svolte, abbiano discusso solo del “quantum” pagare e non “dell’an”, cioè se pagare: infatti nel 2011 dapprima il rendiconto Cus fu contestato, ma poi fu accettato con una transazione che tra l’altro non poteva essere sottoscritta.

LA SENTENZA RISCRIVE LA STORIA DELLA D’ANNUNZIO
Toccherà agli avvocati ed agli esperti valutare gli effetti reali di questa decisione che appare salomonica, nel senso che pur dando ragione alla linea dell’UdA non preclude al Cus le richieste di indennizzo e non incide sul decreto ingiuntivo della Bper. Ma al di là dei vincitori e dei vinti (che saranno molti in ogni caso), l’impressione che se ne ricava è che questa sentenza riscrive la storia della d’Annunzio degli ultimi 10 anni, anche se non cita gli avvenimenti di questo periodo ed il nome dei responsabili di queste eventuali irregolarità.
Nella sentenza manca la vita reale della d’Annunzio, anche perché non tocca al Tar giudicare la nuova facoltà di Scienze motorie, attivata a costo zero, o valutare l’efficienza dei palazzetti dello sport (patrimonio della città di Chieti e di tutto lo sport dilettantisco abruzzese) o ricordare le manifestazioni nazionali (Eurobasket) e internazionali (Giochi del Mediterraneo) con cui la d’Annunzio ha lanciato la sua immagine. Per questo il successo della nuova gestione UdA ha il sapore amaro dell’autogol ed avvia la d’Annunzio su un piano inclinato molto sdrucciolevole. Dietro questo risultato portato a casa dai due avvocati Carlo Fimiani e Pietro Referza si avverte nettamente l’ossessione di fare i conti (non solo economici) con il passato e compare pure un certo spirito di rivalsa contro la gestione dei precedenti vertici dell’università. Passi per il nuovo dg (che pure è stato nominato da quel sistema, anche se non ne ha fatto parte), ma quello che lascia perplessi è il comportamento del nuovo rettore e dei docenti del CdA che hanno avuto un ruolo di primo piano nella gestione ora sotto accusa, con l’UdA che rischia un default del tipo «operazione riuscita, paziente morto».

Sebastiano Calella