L'INTERVENTO

Si materializza il «fantasma di Dedalus». L’ad Moretti: «noi siamo pronti da anni»

«Il sistema è tenuto aggiornato ed è pronto ma spetta alla Regione il coordinamento»

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Si materializza il «fantasma di Dedalus». L’ad Moretti: «noi siamo pronti da anni»

Giorgio Moretti

ABRUZZO. «Il nostro progetto è di grande valore simile a quello di molte altre regioni italiane ma di gran lunga migliore. Il prodotto istallato è perfettamente funzionante e mantenuto aggiornato ed è pronto da essere operativo in qualsiasi momento. Attivarlo e renderlo operativo però non spetta a noi bensì agli organi competenti».
Impegnato tra la Cina e l’America l’amministratore delegato di Dedalus spa, Giorgio Moretti, trova il tempo per fornire alcune delucidazioni a PrimaDaNoi.it sul progetto denominato “MMg – Rete di medici di medicina generale” che dovrebbe realizzare di fatto il “Fascicolo sanitario elettronico”.
L’appalto aggiudicato nel 2005, partito da un valore di 4,6 mln di euro, ha poi potuto beneficiare di una serie di ulteriori aggiustamenti nel tempo ma di fatto il sistema che prometteva di portare benefici nel campo della sanità abruzzese non è mai entrato i funzione né è stato adottato dalla Regione.
Il caso è esploso poco più di una settimana fa quando all’improvviso, e fuori contesto, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso in Consiglio regionale ha parlato del «fantasma di Dedalus»

aggiungendo che «l’opera sarebbe stata pagata, collaudata ma inesistente». Lo stesso D’Alfonso aveva lamentato il fatto di aver cercato informazioni e documenti in Regione e di non aver trovato nulla.
Con una serie di articoli PrimaDaNoi.it in questi giorni ha fatto luce su una serie di aspetti.
Oggi interviene direttamente il “fantasma” evocato chiarendo alcuni aspetti e di fatto confermandone altri.
«La complessità del progetto in oggetto merita certamente i più attenti approfondimenti, ma poiché osserviamo una escalation di informazioni sul progetto “Rete dei Medici di Medicina Generale”», esordisce Giorgio Moretti, «vogliamo fare un primo passo chiarificatore relativamente alle attività di nostra competenza, che siamo certi sarà meglio trattato dagli organi competenti nei dovuti luoghi».

«PROGETTO PRONTO DA ANNI, PERFETTAMENTE FUNZIONANTE»
«Faccio innanzitutto presente che», aggiunge l’ad di Dedalus spa, «il progetto è pronto da anni, perfettamente funzionate e mantenuto aggiornato per seguire le notevoli modifiche normative, funzionali e tecnologiche intervenute da quando lo stesso è stato consegnato e collaudato. Con lo stesso prodotto di cui dispone la Regione Abruzzo vengono gestite milioni di transazioni in Italia e nel Mondo. Grazie a questo prodotto sono integrati migliaia di Medici di Medicina Generale. La qualità clinica per il cittadino, così come l’efficienza operativa e finanziaria, sono cresciute nelle Regioni che utilizzano queste nostre tecnologie. Il prodotto installato, contrariamente a prassi di mala gestione nazionale, è pronto ad essere reso operativo in qualunque momento».
Moretti poi fa presente alla redazione di PrimaDaNoi.it che avrebbe «banalizzato il progetto paragonandolo a soluzioni open source» che contemporaneamente vi sono molte Regioni che hanno investito «per progetti simili somme significativamente più alte di quanto ha investito la Regione Abruzzo, per poi avere funzionalità ben inferiori al 50% di quanto è stato realizzato».
«Di contro, il progetto "Rete dei Medici di Medicina Generale" della Regione Abruzzo è l'unico che nelle regioni che hanno usufruito del riuso quali Umbria e provincia autonoma di Bolzano, funziona perfettamente», ribadisce Moretti. «E così come in queste regioni, anche in Abruzzo "la
Ferrari", pur se a motori al minimo dei giri, ha goduto e gode della migliore manutenzione aggiornando sempre i motori alle ultime versioni di potenzialità e funzionalità. Come il titolo stesso della gara, “Rete dei Medici di Medicina Generale”, esplicita, è necessario coinvolgere i Medici di Medicina Generale ed i Pediatri in tutte le fasi di messa in esercizio: dalla fornitura di componenti specifici, all’installazione, alla formazione e alla gestione operativa».
Dunque secondo Dedalus la parte informatica e tecnica sarebbe ultimata e pronta ad essere operativa in ogni momento ma da sola non basta: occorre naturalmente la “volontà” di accenderla questa Ferrari, un sentore che avevamo già avuto e raccontato in questo articolo…

«SIAMO IN ATTESA»
«Ad oggi, a distanza di anni dal collaudo», conclude Moretti, «siamo in attesa che tale coinvolgimento dei medici venga avviato. E per chiarezza, il richiamato coinvolgimento non può che essere, come è stato in tutte le altre Regioni, in carico agli organi regionali. La piattaforma, oggetto di fornitura e collaudo, è pronta ad integrare i medici e le ASL e quindi rendere operativo il miglior prodotto disponibile sul mercato nazionale ed internazionale ed evitare sprechi e repliche di fornitura. Informiamo altresì di essere disponibili a fornire ogni dettaglio e chiarimento, suffragato da evidenze oggettive riguardo a quanto è stato fatto e a quanto è ancora necessario fare per rendere operativo un progetto la cui complessità non può essere banalizzata e/o strumentalizzata».
Dunque mentre il ”fantasma” va diradandosi ogni giorno di più, e non certo per merito della politica o dei tecnici, si materializza sempre più un caso che andrà gestito in qualche modo e che porterà di sicuro qualche grana. Di fatto la “Ferrari” è stata acquistata 10 anni fa e tenuta in garage per tutti questi anni e periodicamente “oliata” e “verniciata”.
Chi o cosa ha impedito l’utilizzo e, dunque, ha impedito all’ente pubblico di avere benefici dal sistema informatico e magari l’abbattimento dei costi?
Domande a cui lo stesso D’Alfonso dovrà rispondere appena il quadro sarà chiaro anche perché il “fantasma Dedalus” non è l’unico.
Così ogni giorno ne spunta uno come, per esempio, un progetto gemello presentato nel 2007 dall’allora assessore Bernardo Mazzocca.
E’ stato sperimentato negli anni seguenti alla Asl di Chieti ed appare in tutto e per tutto simile al sistema e all’idea realizzata da Dedalus.
«Semplificare il rapporto tra cittadini, istituzioni sanitarie e servizi. Questo lo scopo del progetto Sanità Amica», disse allora il direttore generale dell'Asl di Chieti, Mario Maresca. «Il nuovo modello di gestione si fa carico dell'assistito, ponendolo al centro di ogni percorso nella sanità e accompagnandolo passo dopo passo. Tra le novità più rilevanti il sistema di Sanità Amica prevede che il medico di medicina generale invii direttamente l'assistito ad uno specialista attraverso un definito percorso di urgenza, eliminando i passaggi burocratici e le inutili fasi di accettazione amministrativa. Tutto avverrà con l'ausilio della telematica. Il referto della prestazione diagnostica sarà direttamente consultabile dal medico di fiducia, senza necessità che sia ritirato dagli sportelli del servizio diagnostico».
Uguale uguale al progetto appaltato dall’Arit.
E questo di Chieti ha avuto una migliore sorte?

Alessandro Biancardi