SANITA'

Abruzzo. Chiodi attacca D’Alfonso sul mancato contratto con le cliniche private

D’Alessandro: «chi ha rinviato sempre tutto è proprio l’ex commissario»

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Abruzzo. Chiodi attacca D’Alfonso sul mancato contratto con le cliniche private

ABRUZZO. Gianni Chiodi, da ex il commissario, attacca D’Alfonso sulla mancata firma – a novembre - dei contratti 2014 con le cliniche private. E Camillo D’Alessandro gli rinfaccia invece di aver «rimandato proprio lui sempre a dopo gli adempimenti obbligatori del Piano di rientro dai debiti».
«Sono fiero di aver ripristinato le regole e la trasparenza in un settore governato dalle lobby – punzecchia Chiodi – ma oggi è sconcertante constatare che la Regione, per la prima volta dal 2010, a novembre non provvede ancora a firmare i contratti con le cliniche private per l’assistenza ospedaliera, mentre con tutti gli altri operatori della sanità privata i contratti sono quelli che ho lasciato firmati io».
«Tranquillo - gli risponde D’Alessandro - la firma dei contratti non è un’opzione in capo al commissario, ma un adempimento dovuto che verrà puntualmente assolto, cosa che in passato non avveniva. Chiodi infatti ha fatto credere agli abruzzesi che non esistessero regole e in particolare obblighi alla contribuzione, come la compartecipazione, che è un obbligo e non una facoltà. Così come ha fatto credere agli abruzzesi che i punti nascita potessero restare tutti in piedi pur essendo stato un ministro del suo partito (Renato Balduzzi) a decretare i requisiti inderogabili per l’apertura o la chiusura dei punti nascita».


 E lo scambio delle accuse continua: «io avevo intrapreso un percorso di regole e trasparenza che D’Alfonso non ha seguito – aggiunge Chiodi – e lo scorso anno, già a fine marzo, avevo firmato il decreto che stabiliva sia il tetto della spesa sia a livello regionale che per singola struttura ospedaliera, così da evitare che le cliniche si potessero sentire autorizzate a produrre più prestazioni di quelle richieste, pretendendone poi il pagamento. Sono curioso di sapere come si giustificherà D’Alfonso con il Tavolo di monitoraggio romano su questi contratti che mancano, proprio lui che ogni giorno parla della fine del commissariamento. Io ho lottato contro le inappropriatezze, ho istituito i controlli con i Nuclei operativi di controllo e il Consiglio di Stato non ha mai annullato i miei provvedimenti. E non permetterò che l’Abruzzo torni indietro ai tempi in cui i cittadini dovevano subire i tagli ai servizi sanitari e le cliniche potevano agire senza regole».
«Ma che stai dicendo – ribatte D’Alessandro - se c’è uno che ha praticato ogni utile azione per non far uscire la nostra regione dal regime di commissariamento sei proprio tu, che con 66 mesi avuti a disposizione non hai chiuso una sola delle partite per le quali il Tavolo di monitoraggio governativo ci giudica come inadempienti. Il 20 novembre, al prossimo appuntamento romano, il commissario Luciano D’Alfonso produrrà tutte le decisioni assunte per uscire nel modo più veloce possibile dal commissariamento. E questo successo sarà merito nostro».
 Dunque sanità trasparente dell’ex commissario contro sanità opaca del suo successore. Efficienza di Chiodi e lentezza di D’Alfonso. Insomma la campagna elettorale è finita da mesi, ma le amnesie e le forzature continuano. Perché i fatti sono altri ed il ruolo di oppositore intransigente Chiodi lo avrebbe interpretato meglio se solo avesse evitato alcuni spunti propagandistici, come il suo mancato taglio ai servizi sanitari.

E’ vero che a novembre i contratti con le cliniche non sono stati firmati, ma negli anni scorsi questa firma è stata sempre tardiva (nel 2011 arrivò a fine ottobre) ed abbastanza difficoltosa. Senza dire che lo stesso Chiodi, se proprio ci teneva tanto alle scadenze, questi contratti 2014 avrebbe potuto firmarli lui entro il 23 luglio scorso, fine del suo commissariamento. Ma soprattutto Chiodi evita di ricordare che le difficoltà nei rapporti con le cliniche (con evidenti risvolti negativi sull’occupazione) sono nate proprio sotto la sua gestione, almeno da quando - applicando in modo singolare la spending review - tagliò del 9,9% il budget delle cliniche che si aspettavano solo la riduzione dello 0,5% imposto dal Governo. Da qui sono nati i contrasti ed i ricorsi che hanno avvelenato i rapporti con la sanità privata.

C’è poi un altro argomento propagandistico che toglie lucidità all’ex commissario. Rivendicare oggi la lotta all’inappropriatezza delle prestazioni ed il lavoro dei suoi Nuclei di controllo, gli fa dimenticare che dal 2005 al 2008 (assessore Mazzocca, centrosinistra) questi controlli viaggiavano sul 50% circa ed erano “guidati” da un Nucleo centralizzato alla Regione, mentre oggi si parla del 10% ed il controllo è affidato alla buona volontà delle singole Asl. Forse per questo i manager che hanno superato la verifica della Regione si sono visti attribuire un voto molto alto per i “rapporti con le cliniche private”?
La sanità merita altro, ma se Chiodi usa solo il boomerang, D’Alfonso può stare tranquillo.

Sebastiano Calella