IL FANTASMA E L'OPERA

Abruzzo. «Fantasma Dedalus»: ecco il progetto di “eccellenza” vecchio di 10 anni

Ora «servono soldi per farlo funzionare», forse non basteranno 500mila euro

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Abruzzo. «Fantasma Dedalus»: ecco il progetto di “eccellenza” vecchio di 10 anni

Come dovrebbe funzionare



ABRUZZO. Nonostante le parole di fuoco del presidente Luciano D’Alfonso e la sua dura denuncia, l’Abruzzo si conferma terra di silenzi e coperture se è vero che le risposte ufficiali sul caso Dedalus non arrivano.
Anche il centrodestra e la ex giunta Chiodi che ha governato per gli scorsi 5 anni non ha sentito il bisogno ancora di uscire allo scoperto e fornire chiarimenti sui ritardi e sulla enorme divaricazioni tra le buone intenzioni propagandate e i risultati ottenuti.
Insomma bisogna capire se si sia di fronte ad un clamoroso e plateale raggiro oppure è come se l’Abruzzo avesse in garage una “Ferrari” che non utilizza…
I silenzi non favoriscono la ricerca della verità e stupisce che le carte siano state negate persino allo stesso presidente D’Alfonso senza alcuna apparente conseguenza.
Sta di fatto che il progetto “MMG - Rete dei Medici di Medicina Generale” affidato con appalto giudicato illegittimo all’Ati Dedalus-Telecom nel 2005 non è ancora operativo e nella migliore delle ipotesi -se di Ferrari si tratta- non sarebbe affatto dell’ultimo modello…
Ed è questo il punto nodale e attuale di tutta la faccenda: come e quando il costoso progetto potrà entrare in funzione?
Intanto sembra siano di colpo aumentati i contatti tra l’Abruzzo e la Toscana (dove ha sede Dedalus spa) passando per la Cina dove da alcuni anni il colosso sanitario è molto impegnato in nuovi e milionari investimenti.

IL PROGETTO: LA TEORIA FUMOSA E VAGA
Che cosa sia e a che cosa serva il progetto che doveva abbattere i costi della sanità, informatizzarla, utilizzare e analizzare una serie di dati utili con un clic, viene spiegato, per esempio, sul sito dell’Arit che da anni riporta una paginetta in proposito.
Qui si spiega che nel 2005 contemporaneamente ad altre regioni si avviò il progetto che da noi non siamo riusciti a far partire pur essendo stato più volte collaudato e pagato profumatamente.
«Nello specifico», si legge, «il progetto realizza l’integrazione di MMG/PLS verso le Aziende ASL della Regione Abruzzo, mediante la costituzione di un modello architetturale finalizzato a realizzare un sistema informatico che, coerentemente con gli obiettivi strategici individuati dalla regione:
• integri tra loro i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera scelta (MMG/PLS) con le strutture sanitarie del territorio;
• migliori l’efficienza nell'erogazione delle cure primarie al cittadino;
• agevoli il processo di continuità assistenziale;
• dia impulso a quel processo di sinergia fra medici di medicina generale e territorio».

E poi ancora:
«Il Fascicolo Sanitario Elettronico rappresenta lo strumento elettivo per favorire e supportare la cooperazione tra ospedale e territorio (Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta) e si posiziona al centro del processo di innovazione dell’intero Sistema Sanitario Nazionale (SSN). E’ composto dinamicamente dai documenti sanitari informatici firmati digitalmente relativi ad un assistito, quali prescrizioni, referti, certificati di malattia, verbali di pronto soccorso, SDO, Patient Summary (PS), Scheda Sanitaria Individuale (SSI), prodotti duranti gli eventi sanitari che lo riguardano».
«Sono state implementate funzioni di pubblicazione e consultazione di dati clinici strutturati da parte dei presidi sanitari sul territorio, quali gli ospedali e i servizi di continuità assistenziale».

Ed infine:
«Con la dizione “Rete dei Medici di Medicina Generale” si intende pertanto l’integrazione informativa, comprensiva dei necessari apparati infrastrutturali hardware, di tutte le attività sanitarie che coinvolgono gli assistiti nonché le tipiche attività operative effettuate dai Medici di Medicina Generale in modo da avere una visione completa e sempre aggiornata di tutto il decorso diagnostico e terapeutico degli assistiti».

IL PROGETTO. LA PRATICA: IL SITO E POCO ALTRO
Il progetto ha preso forma in un sito statico nient’affatto terminato e funzionale.
Il sito è raggiungibile a questo indirizzo https://fse.comnet-ra.it/Dossier/ (dopo la pubblicazione dell'articolo disattivato ma raggiungibile comunque QUI ndr)
Quello che si vede oggi può essere creato in poche ore di lavoro e con il software open source anche con una spesa contenutissima. Ma è chiaro che il progetto prevede anche un software “che sta dietro” per mettere in rete i dati e la loro elaborazione che però dal sito non emerge né si intuisce. Forse ci sarà la predisposizione di un database…
Alcune pagine sono in inglese, altre sono un copia e incolla di opuscoli e descrizioni che si trovano altrove sul progetto.
Qualcosa di più tecnico è riportato qui dove tra qualche errore di battitura si legge che:
«Le attività di progetto sono iniziate nel mese do ottobre dell’anno 2007, il collaudo finale di tutti i componento previsti in fornitura è previsto entro il mese di dicembre del 2010. In considerazione della complessità del progetto stesso, della numerosità degli item previsti in fornitura, e di quanto previsto contrattualmente i diversi componenti/servizi sono stati rilasciati secondo la logica degli Stati Avanzamento Attività (SAA), con una soglia minima pari al 10% del ammontare complessivo della fornitura stessa. Attualmente risultano rilasciati un insieme di moduli e componenti suddivisi su quattro SAA distinti».
Di sicuro la complessità del progetto non prevedeva un semplice correttore ortografico…
Che il progetto sia arenato e per nulla concluso lo si capisce anche accedendo al pannello con le credenziali di prova: il sito anche per l’ipotetico operatore sanitario è inutilizzabile e vuoto, i dati come le cartelle cliniche o questo benedetto “fascicolo sanitario elettronico” non si trovano di certo su questo sito e chissà se i dati risiedono altrove, cioè esistano e siano già stati caricati.

LA FERRARI E’ VECCHIA E POLVEROSA… OCCORRONO ALTRI SOLDI
Una fonte confidenziale conferma alcune informazioni molto importanti come il fatto che il progetto risulta «concluso e collaudato positivamente nel corso dell’anno 2011».
«Il progetto ha realizzato un insieme di funzionalità», spiega la fonte ben informata, uno dei tanti che ha lavorato in questi anni al progetto Dedalus, «tra queste c’è il Fascicolo Sanitario Elettronico della Regione Abruzzo, il Data WareHouse sanitario, il Sistema di prescrizione WEB per i Medici Ospedalieri e Guardie Mediche, il Sistema di accoglienza delle prescrizioni, il Front End Web per la redazione del Patient Summary e altri prodotti minori»
«L’intervento è stato dapprima presentato come progetto di eccellenza dal Ministero della Salute e ha successivamente superato il Performance Audit dell’UVER», spiega il tecnico, «la Regione Abruzzo è stata inoltre leader, insieme alla Regione Lombardia, nella definizione delle specifiche relative all’interoperabilità. Il progetto è stato dato in riuso, autorizzato da Chiodi, alla Regione Umbria e alla Provincia Autonoma di Bolzano, inoltre lo stesso è in uso in Emilia Romagna e in alcune ASL del Veneto».
Quello che riguarda “il Fascicolo Sanitario della Regione Abruzzo” la fonte conferma che «non è mai stato attivato» perché sono venuti meno negli anni alcuni passaggi fondamentali; tra questi ci sarebbero la mancata attuazione di una norma che introducesse il fascicolo sanitario, la definizione di un regolamento della Privacy, la mancanza di un vero coordinamento dei vari settori della Regione che sarebbero dovuti intervenire per “popolare i repository” cioè creare materialmente il database.
Alla fine è come se la Regione se ne fosse dimenticata (chissà forse per le diatribe sorte su chi dovesse accollarsi certi oneri) e avesse perso interesse ad utilizzare la “Ferrari”.
«Nell’ambito del progetto MMG», spiega ancora la fonte confidenziale, «è stato sviluppato un Data WareHouse Sanitario finalizzato all’analisi dei dati propri del progetto. Lo stesso è stato poi esteso alla gestione dei file di mobilità sanitaria. Successivamente a queste sperimentazioni non si è più dato seguito all’utilizzo dello stesso poiché la Direzione Sanità ha preferito continuare ad operare, di fatto manualmente, come si era fatto fino ad oggi. Questa soluzione potrebbe diventare il punto di raccolta di tutte le informazioni sanitarie necessarie a una corretta analisi del mondo sanitario».
A giudizio del tecnico molte cose non sono state fatte a vari livelli ed ora per poter finalmente mettere in moto la macchina occorrono altri soldi.
Quanti?
«Almeno 500mila euro ma anche un duro lavoro di coordinamento istituzionale tra i vari uffici ed i dirigenti».
Una Ferrari oltre che impolverata anche un po’ arrugginita.
Chissà cosa deciderà di fare la Regione Abruzzo del «fantasma Dedalus».

Alessandro Biancardi