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Poli magnetici della Terra si invertono in meno di un secolo

Emerge da studio Cnr-Ingv condotto nel bacino di Sulmona

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Poli magnetici della Terra si invertono in meno di un secolo




SULMONA. I poli magnetici della Terra si invertono in un processo che avviene in meno di un secolo, ossia molto più rapidamente di quanto si pensasse.
Lo ha scoperto la ricerca condotta in Italia da Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche (Igag-Cnr), pubblicata sul Geophysical Journal International.
Il risultato è uno dei primi passi importanti per comprendere il fenomeno dell'inversione dei poli. Anche se un'inversione magnetica è un grande evento planetario, non ci sono catastrofi documentate associate a inversioni magnetiche del passato.
Il processo avviene inoltre a intervalli lunghissimi, di migliaia o centinaia di migliaia di anni. L'ultima inversione, chiamata 'transizione Matuyama-Brunhes', risale a circa 786.000 anni fa. I ricercatori italiani hanno analizzato più campioni di sedimenti nel bacino di Sulmona, raccogliendo dati sul magnetismo di rocce di epoche diverse.
Su questa base sono riusciti a ricostruire l'andamento del campo magnetico del pianeta. «L'inversione di polarità del campo magnetico terrestre risulterebbe compresa tra livelli di ceneri datati tra 781.000 e 792.000 anni fa», afferma Biagio Giaccio, dell'Igag-Cnr. Integrando i dati sulla storia di rocce e magnetismo i ricercatori hanno così visto che l'inversione di polarità è avvenuta in modo molto rapido, almeno 10 volte più velocemente del previsto.
«Lo studio - prosegue Giaccio - indica che questo fenomeno può svilupparsi in tempi comparabili alla durata di una vita umana. In particolare l'inversione dei poli magnetici sembra avvenire istantaneamente. La nostra stima più conservativa è che si sia sviluppata in meno di un secolo, probabilmente molto meno».
Il brusco passaggio dei poli geomagnetici da un'area polare all'altra è stato preceduto da un intervallo di generale instabilità del campo magnetico terrestre, che si è protratto per almeno 6.000 anni.