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Gasdotto Snam, doccia fredda del Governo sul nuovo tracciato

Segreteria Lotti precisa: «abbiamo solo acquisito la nuova documentazione»

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Gasdotto Snam, doccia fredda del Governo sul nuovo tracciato

Mario Mazzocca


ABRUZZO. Uno spostamento del gasdotto Snam lungo la linea Adriatica.
E’ questa l’ipotesi alla quale sta lavorando da settimane la Regione Abruzzo per scongiurare il passaggio della centrale di compressione in Valle Peligna. Questa ipotesi è stata ribadita due giorni fa a Roma, nel corso di un incontro tra il presidente Luciano D’Alfonso, l’assessore all’Ambiente Mario Mazzocca e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Luca Lotti.
Il giorno seguente i giornali locali avevano riferito di una conferma, pervenuta proprio da Lotti, di una disponibilità di Snam ad esaminare il nuovo percorso e di una disponibilità a stanziare un piccolo aumento del budget per far fronte a un eventuale rincaro dei costi, dovuto al maggior valore dei terreni costieri (come già ipotizzato da Snam).
La strada, dunque, sembrava tutta in discesa. Ieri sera, però, la doccia gelata da Roma con la segreteria di Lotti che ha smentito questa ricostruzione giornalistica: «si chiarisce», si legge nella nota, «che - durante l’incontro - il presidente della Regione ha messo al corrente il Governo della volontà dell'Ente Regionale di verificare la fattibilità di un percorso alternativo per il metadonotto. Prendendo atto dell’orientamento della Regione, Palazzo Chigi ha confermato l’iter procedimentale attualmente in corso e ha semplicemente acquisito la nuova documentazione».
Dunque nulla di concreto né segnali di apertura se non disponibilità all’ascolto e a recepire il nuovo incartamento. Il percorso alternativo resta dunque una ipotesi della Regione che al momento non avrebbe ancora ricevuto ancora alcun tipo di via libera.


Intanto martedì scorso il Consiglio regionale ha votato un emendamento alla Legge Regionale del 28 aprile 2014 n.26 (disposizioni regionali per il coordinamento della pianificazione paesaggistica con gli altri strumenti di pianificazione) e all'art. 14 della L.R. n.96/96, con il quale s'individua il termine di sei mesi per superare l'intesa negata tra Regione e Governo.
Si tratta, ha spiegato l’assessore all’Ambiente Mazzocca, di «una nuova disposizione normativa che va verso la ricerca di una soluzione alternativa per l'allocazione della centrale Snam di Sulmona». La norma ricalca quanto fatto dalla regione Puglia per il Gasdotto Trans-Adriatico Tap.
In sostanza, sulle opere per le quali è stata negata l'intesa, la legge prevede che la soluzione individuata venga valutata e comparata entro sei mesi, di concerto con gli organi statali competenti e in ottemperanza al principio di leale collaborazione, con soluzioni alternative elaborate dalla Regione al fine di individuare una proposta che accolga le ragioni alla base della negazione e che abbia minore impatto ambientale e il più basso impatto sismico.
L'emendamento è stato presentato da Mazzocca, integrato dal consigliere Ranieri del Movimento 5 Stelle e sottoscritto anche dal consigliere Sospiri.