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Abruzzo. Tbc bovina, ‘Salviamo l’Orso’ sollecita ministero: «serve decreto con prescrizioni precise

L’associazione lamenta «una mancanza di strategia» per fronteggiare l’emergenza

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Abruzzo. Tbc bovina, ‘Salviamo l’Orso’ sollecita ministero: «serve decreto con prescrizioni precise




ABRUZZO. L’associazione Salviamo l’Orso rivolge un appello ai responsabili del Ministero della Salute e dei Servizi Veterinari regionali per definire ed implementare un piano d’azione per la totale e definitiva eradicazione del focolaio di TBC bovina rilevato per la prima volta ormai 3 anni fa
«Dall’aprile scorso quando la TBC bovina fu diagnosticata come la causa di morte dell’orsa recuperata in località Sperone nel comune di Gioia dei Marsi ad oggi sono passati più di 7 mesi», sottolinea l’associazione. «In questo lungo periodo si è passati da una riunione ad un’altra, riunioni che hanno visto confrontarsi esperti del Ministero della Salute, del Corpo Forestale, del Ministero Ambiente, delle ASL regionali e del PNALM».
In estate ci sono stati i primi interventi di recupero degli animali malati che l’allevatore aveva abbandonato sul territorio. «Oggi», denuncia l’associazione, «un numero imprecisato di capi di bestiame è ancora irrintracciabile e quelli riportati in stalla continuano ad essere promiscui con la fauna selvatica, addirittura con alcuni esemplari di orso che, come riportato in questi giorni dagli stessi responsabili dell’ASL di Avezzano, si abbeverano dalla stessa vasca del bestiame in quarantena. Una stalla che non possiede nemmeno un recinto elettrico a difesa del bestiame… ragion per cui ci auguriamo che non un euro del contribuente venga speso per risarcire chi non lo merita».
Nonostante «alcuni lodevoli tentativi di riportare la situazione sotto controllo», secondo ‘Salviamo l’orso’ si continuerebbe a registrare «una sostanziale mancanza di strategia e di azioni risolutive da parte del Ministero della Salute e dei Servizi Veterinari regionali. A quando», domandano, «un decreto che stabilisca puntualmente e obbligatoriamente tutte le misure necessarie per l’eradicazione del focolaio infettivo che minaccia non solo la fauna selvatica ed il bestiame degli allevatori virtuosi ma anche la salute umana? E’ possibile che la Direzione che si occupa di Sanità Animale al Ministero della Salute non comprenda l’urgenza che la situazione ormai impone? Quanto dovremo ancora aspettare per vedere concretamente applicate queste misure? A quando l’abbattimento di tutti i capi che continuano ad infettarsi l’uno con l’altro nell’attesa che il Ministero della Salute si decida a pronunciarsi?»