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Comitato Via. D’Alfonso in aula: «le nomine le faccio io»

Bagarre in Consiglio tra il presidente della Regione e Febbo

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Comitato Via. D’Alfonso in aula: «le nomine le faccio io»

ABRUZZO. «Tutte le nomine che potranno essere fatte dall’esecutivo saranno fatte dall’esecutivo e poi mi aspetto un giudizio implacabile e magari anche quanto è costato alla collettività la mia scelta in termini assoluti e di produttività».
Il concetto è stato più volte ripetuto dal presidente Luciano D’Alfonso impegnato oggi in Consiglio regionale a rispondere ad una interrogazione del consigliere di Forza Italia, Mauro Febbo.
Febbo si era accorto -dopo i grillini- che la giunta il 5 settembre 2014 aveva avviato le procedure per selezionare i tre membri del Comitato Via. Si tratta di quel comitato presieduto fino al suo arresto da Antonio Sorgi, il super dirigente ai domiciliari per presunte tangenti. L’ organismo ha avuto l’ultima parola sulle grandi opere e progetti negli ultimi 10 anni in Abruzzo.
Attraverso il Comitato Via si sono approvati progetti inerenti il settore energetico, come impianti fotovoltaici ed eolici, poi è stata la volta delle trivelle a terra e in mare e delle centrali idroelettriche o a biogas.
In meno di 20 giorni, tuttavia, la stessa giunta si è rimangiata il provvedimento della selezione iniziale e con una seconda delibera il presidente ha avocato a sé il potere di nomina sottraendolo al Consiglio regionale.
Insomma un atto d’imperio -peraltro confermato con forza da D’Alfonso oggi in aula- attuato nell’ottica di una presunta velocizzazione e sburocratizzazione delle procedure.
Non è forse questa la “Regione velocissima” immaginata da D’Alfonso?
«Deciderò io quando la legge non me lo vieterà», ha detto ancora D’Alfonso, «non mi nasconderà dietro formule e collegialismo formale o tavoli e caminetti». Il presidente non ha risparmiato critiche al recente passato fatto di nomine non sempre oculate e soprattutto non sempre produttive.
Anzi D’Alfonso ha bacchettato pesantemente la ex giunta Chiodi per aver dato vita ad una classe dirigente a capo degli enti controllati dalla Regione (non sempre realmente controllati) e che oggi si scopre aver prodotto milioni di debiti senza ancora aver spiegato come e perché.


«La nomina dei tre esperti - ha precisato D'Alfonso - previo avviso pubblico per l'acquisizione dei relativi curricula risulta in linea con i fini di semplicità, celerità, trasparenza perseguiti da questa Amministrazione e competenza dei componenti, proprio in ragione della delicatezza e dell'importanza delle questioni affrontate dal Comitato CCR-VIA».
Alla scelta dei suoi componenti –secondo la giunta- non si applica l'articolo 42 c.3 dello Statuto che prevede che «le nomine di competenza della Regione degli amministratori di Aziende, Agenzie ed Enti sono effettuate dal consiglio regionale con voto limitato a 1/3 degli eligendi e decadono con l'inizio di ogni legislatura».
D’Alfonso ha spiegato di non accettare critiche sul fatto di aver avocato a sé la scelta ma di essere ben disposto a valutare e discutere con le minoranze la qualità delle persone scelte e soprattutto il loro costo effettivo e la loro produttività.
Pesante e piccata la reazione di Febbo che si è detto totalmente insoddisfatto.
«Rimango esterrefatto dalla sua risposta», ha detto l’esponente di Forza Italia, «e mi meraviglio che i colleghi non si sentano offesi. Perché lei ha offeso il Consiglio regionale. Lei ha superato il nostro statuto con un atto di arroganza senza motivare. Che cosa c’è da velocizzare? Perché ha cambiato idea? Come mai nessun membro dei vari comitati ambientalisti alza la voce?»
a.b.