LA PROTESTA

Biomasse: Power Crop, M5S: «ricorso Abruzzo in Consulta»

«Pd chieda dimissioni ministro Galletti per conflitto interessi»

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Biomasse: Power Crop, M5S: «ricorso Abruzzo in Consulta»

Il progetto della centrale

AVEZZANO. Grazie all'iniziativa del Movimento 5 Stelle, la Giunta regionale abruzzese ha avviato un ricorso in Corte Costituzionale contro il Decreto Competitività del Governo, poi convertito in legge, nel quale è previsto il commissariamento per "interesse strategico nazionale" delle opere legate, come la centrale Power Crop - che sarà realizzata dal Gruppo Maccaferri - alla riconversione del settore degli zuccherifici.
A renderlo noto sono i gruppi del M5S della Marsica, che invocano le dimissioni del ministro dell'ambiente, Gianluca Galletti.
«Alla luce di quanto emerso ieri nella trasmissione 'La gabbia' - si legge in una nota - precedentemente denunciato dal comitato 'No Power Crop', è indispensabile che tutte le forze politiche che sostengono il Governo, in particolare tutti i sindaci e gli esponenti abruzzesi del Pd, chiedano le immediate dimissioni del ministro dell'ambiente Gianluca Galletti per l'evidente situazione di conflitto d'interessi, perché ha accettato dei regali dal gruppo industriale Maccaferri».
«Di fatto - si legge in una nota - si tratta di togliere al territorio la possibilità di decidere se fare o meno la centrale, ignorando le competenze che la Costituzione affida alle Regioni. Il Governo non è nuovo a questi tentativi di far passare sopra la testa dei cittadini la realizzazione di opere inutili e dannose. Già nel 2013, il Governo Letta ha tentato di commissariare il progetto Power Crop per sottrarlo alla competenza dei territori e permetterne la realizzazione. In quella occasione, il M5S è riuscito a sventare la manovra incostituzionale del Governo con un emendamento partito dalla Marsica e approvato in Parlamento».
Questa volta il Movimento 5 Stelle ha agito con una risoluzione, prima condivisa con i consiglieri regionali eletti nel territorio marsicano e poi approvata all'unanimità dal Consiglio Regionale.
«Viviamo ormai la situazione paradossale di esponenti politici che si dichiarano apertamente contrari alla centrale - si prosegue nella nota - mentre l'iter per la sua istallazione procede a grandi passi, probabilmente a causa di interessi che poco hanno a che vedere con il bene pubblico».