GESTIONE IDRICA

Fusione Isi-Sasi, dopo 8 anni di battaglie arriva lo stop

Forum acqua: «ora basta, l’acqua non è un bene politico»

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Fusione Isi-Sasi, dopo 8 anni di battaglie arriva lo stop




LANCIANO. Quando la fusione tra Sasi (gestore delle reti idriche) e Isi (la società del patrimonio delle reti idriche) sembrava ormai in dirittura d’arrivo e mancava solo la data precisa, l’assemblea della Sasi ha deciso che l’Isi deve sciogliersi ed è stato rimesso tutto in discussione.
Entrambe le società hanno gli stessi soci, ovvero i sindaci e il Forum abruzzese dei Movimenti per l’acqua resta perplesso davanti alla scelta dell’assemblea di una società di decidere per lo scioglimento di un’altra.
Anche perché, dopo 8 anni di lotta, liti tra i sindaci di centrodestra e centrosinistra che formano le assemblee delle due società, si è scelto di percorrere la strada dello scioglimento proposta addirittura 4 anni fa dalla Sasi e indicata dalla Regione già nel 2012.
Forza Italia ha rigettato questa ipotesi, criticando i sindaci del Pd e chiedendo una «commissione di sindaci di sinistra e di destra» dove per sinistra viene inteso il Pd.
Intanto i mesi passano e le due società continuano a convivere e la fine di questa convivenza sembra allontanarsi sempre più.
«Mentre la cittadinanza continua a sopportare i disagi dovuta ad una cronica mancanza e ad una rete che appare inadeguata», sottolinea il Forum, «è notizia di queste ore che ben 11 comuni sono rimasti per molte ore senza erogazione idrica, anche recentemente (nonostante l’estate sia ormai lontana e quest’anno sia stata molto piovosa) a Vasto ci sono stati interi quartieri per giorni senz’acqua mentre a Monteodorisio la mancanza d’acqua è durata per giorni e giorni». 

In occasione del rinnovo del consiglio di amministrazione della Sasi, il 28 luglio 2013 il Forum aveva chiesto due cose: il rispetto della volontà popolare espressasi con i referendum del 12 e 13 giugno 2011 (quando 600.000 abruzzesi si espressero a favore dell’acqua bene comune), che stabilivano anche la cancellazione della “remunerazione del capitale” dalle bollette, e che la discussione sui CdA lasciasse spazio ad “un dibattito reale sulla gestione” a partire dalle gravissime emergenze che soffrono vari territori.
«Quindici mesi dopo si sta ancora discutendo della compresenza di due CdA con una retromarcia che rischia ancora di allungare tantissimo i tempi mentre c’è chi propone “commissioni d’inchiesta bi-partisan».
Mentre della cancellazione della remunerazione non si ha traccia alcuna.
«L’Acqua non è un bene dei partiti», commenta anche Sinistra Anticapitalista Abruzzo. «La vicenda del superamento della convivenza Isi-Sasi va conclusa il primissimo possibile. Non ci possono essere più tentennamenti e non si può rimanere a discutere di consigli di amministrazione e società all’infinito. Si realizzi un’unica società pubblica e ci si impegni soltanto ed esclusivamente per la difesa degli interessi della cittadinanza e il suo diritto all’acqua».