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Tumori in Abruzzo, ecco lo studio dell’Agenzia sanitaria

Martedì la Giunta regionale vara il Registro tumori

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Tumori in Abruzzo, ecco lo studio dell’Agenzia sanitaria

Incidenza tumori in Abruzzo




ABRUZZO. L’Agenzia sanitaria regionale ha presentato mercoledì il suo studio sull’incidenza dei tumori in Abruzzo. E martedì prossimo la Giunta regionale si appresta a deliberare l’istituzione del Registro tumori che consentirà di avere un quadro più ampio e dettagliato delle malattie tumorali e del loro possibile rapporto causale con l’ambiente, cioè con l’inquinamento.
E’ uno dei primi risultati operativi collaterali alla vicenda della megadiscarica di Bussi ed è anche il primo risultato di chi da anni si batte per non far diventare l’Abruzzo una seconda terra dei fuochi, dove sono ormai a livelli allarmanti le malattie provocate dall’ambiente inquinato.
Secondo questo studio preliminare dell’Asr sugli anni che vanno dal 2004 al 2013, in Abruzzo ci sono cinque aree sotto osservazione per l’incidenza dei tumori nelle cause di morte, cinque aree in cui i decessi oncologici nell’ultimo decennio sono stati superiori alla media abruzzese.
Si tratta di Giulianova, L’Aquila, l’area metropolitana Silvi, Montesilvano, Pescara, Francavilla, Bussi-Popoli e la Marsica con Avezzano e Aielli.

I DATI SUI MALATI ONCOLOGICI IN ABRUZZO
«Nel decennio 2004-2013 – si legge nel documento Asr -  5,99 residenti in Abruzzo su 1000 hanno avuto ogni anno almeno un ricovero ospedaliero con diagnosi di tumore maligno. In termini assoluti, nei dieci anni considerati, su una popolazione media di 1.334.678 residenti, 79.896 hanno avuto almeno un nuovo ricovero ospedaliero con diagnosi di cancro. Dalle tavole statistiche, fatto 100 il valore medio in Abruzzo, si rileva che il valore minimo dei tassi di incidenza è quello del Comune di Tossicia con 69, mentre quello massimo da 133 è stato trovato a Collarmele ed Aielli».
 Come dire che a Tossicia ci si ammala al 31% in meno e negli altri due comuni il 33% in più della media regionale. Le altre zone con incidenza elevata sono «il comune dell’Aquila ed il vicino comune di Rocca di Mezzo, il litorale dell’area
metropolitana di Pescara (comuni di Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Spoltore), i comuni limitrofi delle Comunità montane Vestina (Bussi sul Tirino) e della Maiella e del Morrone (Popoli), infine una parte cospicua della Comunità montana (Carsoli, Oricola) e dell’entroterra marsicano (Avezzano, Celano, Aielli,
Cerchio, Collarmele, Lecce dei Marsi). Peraltro, anche i comuni di Luco e San Benedetto della Marsica, adiacenti a questi ultimi nell’entroterra marsicano, hanno mostrato un valore di incidenza elevato (111)».

LO STUDIO DELL’AGENZIA SANITARIA ANTICIPA IL LAVORO DEL REGISTRO TUMORI
«L’ipotesi fatta propria dal presidente D’Alfonso, ma comune un pò a tutta l’opinione pubblica – spiega Amedeo Budassi, direttore Asr – era che soprattutto in alcune zone l’inquinamento potesse essere stato causa di aumento dell’incidenza dei tumori. In assenza di un registro tumori regionali, che è altra cosa ben più complessa, noi abbiamo prodotto un’analisi descrittiva che vuole fornire solo una stima della
distribuzione geografica della incidenza di tumori maligni nei comuni abruzzesi. Abbiamo utilizzato le Sdo (le schede per le dimissioni ospedaliere) ed il quadro che ne esce è dunque riferito solo ai malati ricoverati. Ma comunque lo studio è un punto di partenza conoscitivo, da cui emergono situazioni che il Registro tumori approfondirà nei dettagli».
 Da quello che si legge nello studio dell’Asr, l’area di Bussi, inserita dal Ministero della salute nell’elenco dei Siti di interesse nazionale per l’inquinamento ambientale, non presenta dati allarmanti, così come altre zone a rischio, ma questo dato non permette di trarre conclusioni perché le Schede di dimissioni ospedaliere sono solo un aspetto delle morti da tumore, in quanto – ad esempio – si può morire anche a casa e nello studio Asr  – come dichiarato – mancano i dati dei medici di famiglia, quei dati che il Registro tumori prenderà in considerazione al momento della sua istituzione, come previsto peraltro nel Piano operativo 2013-2015.
 In realtà già nel passato sia l’Istituto Mario Negri sud, che la stessa Asr e l’Università di Chieti avevano studiato alcune macro-aree per valutare l’incidenza dei tumori e scoprire eventuali rapporti con l’inquinamento, ma non si era mai andati così a fondo nel problema e soprattutto non si era arrivati alla soglia del Registro tumori di prossima istituzione. Perché è importante sapere se si muore di tumore, ma lo è ancora di più ai fini ambientali se si riesce a scoprire gli organi che si ammalano per poter risalire più facilmente alle eventuali cause ambientali.

Cioè i dati che indicano in Tossicia il comune abruzzese in cui si muore di meno di tumore ed a Collarmele ed Aielli quelli in cui si muore di più non sembrano dunque significativi sia perché si tratta di numeri piccoli, sia perché sarebbero importanti solo se si trovasse che in questi due comuni si muore – ad esempio - solo per tumore al polmone o non sono presenti altri tumori, il che sarà uno dei compiti del Registro tumori, vera e propria evoluzione dell’attuale ricerca epidemiologica e che sarà orientato a studiare anche il consumo dei farmaci antitumorali.

Sebastiano Calella