OPERE E OMISSIONI

Elettrodotto Villanova Gissi, salta il tavolo con la Regione. M5S: «presa in giro»

L’incontro è stato fatto slittare dopo l’avvio degli espropri

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Elettrodotto Villanova Gissi, salta il tavolo con la Regione. M5S: «presa in giro»




ABRUZZO. E’ stato rinviato all'11 novembre prossimo il tavolo di confronto Terna Rete Italia- Enti Locali- CAST (Comitato Ambiente Salute e Territorio) sulle questioni inerenti l’elettrodotto Villanova-Gissi.
Durante l’incontro, ottenuto grazie all’approvazione di una Risoluzione del Movimento 5 Stelle Abruzzo presentata dalla capogruppo Sara Marcozzi il 14 agosto, si sarebbero dovute porre le basi per un confronto con i cittadini sull’esproprio e su tutte le nebulosità che caratterizzano l'intero procedimento.
Da tempo la realizzazione dell’elettrodotto sta destando preoccupazione per gli eventuali danni ambientali e per le ripercussioni sulla salute delle popolazioni residenti.
E da mesi gli espropriati protestano e chiedono un giusto indennizzo: secondo loro le somme stabilite per cedere i terreni non sarebbero proporzionate all’entità del danno della servitù coattiva. Il perito Antonio Di Pasquale in questi mesi ha calcolato varie situazioni di danno derivante dalla diminuzione del valore reale e commerciale delle proprietà e degli immobili prossimi alla linea.
I Comuni hanno accettate denaro a fronte della compensazione ambientale ma Di Pasquale dice chiaramente che quei denari non sono sufficienti e stima 105 milioni di euro di danni a carico dei cittadini.

Avverso il Decreto definitivo del gennaio 2013 hanno presentato ricorso al Tar Lazio i Comuni di Lanciano, Castel Frentano e Paglieta, il Cast (Comitato Ambiente Salute e Territorio) e altri ricorrenti privati, dei privati di Casalincontrada e lo studio Tecnico Antonio Di Pasquale.
Ma il Movimento 5 Stelle protesta per questo rinvio che appare ‘tattico’.
«Non è un normale rinvio quello chiesto da Terna» spiega Sara Marcozzi «poichè la data del tavolo è stata spostata dopo l’inizio delle procedure di occupazione per mezzo di esproprio che saranno avviate il 4 novembre». Dunque a quel punto cosa si potrà fare ancora? A cosa servirà un confronto tra le parti? Il rischio di sentirsi rispondere che ormai le operazioni sono iniziate e si deve proseguire è forte.
«Questo rinvio, avallato dal Governo regionale», rincara la dose Marcozzi, «è l'ennesima presa in giro e rende l’incontro inutile, a dispetto di quello che i cittadini hanno richiesto e che il consiglio Regionale dopo la mia risoluzione ha approvato. Mi domando, inoltre, come mai una realtà come Terna non abbia la possibilità di reperire in più di 20 giorni un proprio referente titolato a partecipare all'incontro».