SICUREZZA STRADALE

Autisti bus pensionati, Filt scrive a Regione e prefetto: «vergognoso»

Due giorni fa un conducente di 70 anni è stato multato, non aveva nemmeno la patente

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ABRUZZO. Qualche giorno fa la polizia stradale di Giulianova ha bloccato un autista (pensionato) a bordo di un autobus senza la patente richiesta per guidare questo tipo di veicolo.
Non si tratta di un caso isolato, denuncia da tempo la Filt Cgil che già nei mesi scorsi aveva segnalato questo anomalo servizio nelle aziende di trasporto private di Giulianova e Mosciano Sant’Angelo. Non solo, avevano anche informato la Regione e il prefetto di Teramo oltre ad aver fotografato gli autisti pensionati al volante.
«Clamorosa la situazione di una società di bus di Giulianova dove i pensionati alle dipendenze di questa azienda costituiscono il 50% dell'intera forza lavoro».
Le normative vigenti offrono la possibilità alle imprese di poter assumere anche chi ha raggiunto la soglia della pensione e che magari qualche anno fa ha perfino beneficiato dalle aziende pubbliche di provenienza quali l’Arpa (ma non solo) incentivi all’esodo per accedere ai benefici pensionistici, ma il sindacato definisce ormai da tempo questa situazione «inammissibile e vergognosa». 

«Non dubitiamo del fatto che tali assunzioni di pensionati siano assolutamente regolari e comunque non spetta a noi ma piuttosto agli organi preposti al controllo (Ispettorato del Lavoro, Guardia di Finanza, ecc) verificare la regolarità contrattuale e le relative prestazioni di lavoro effettuate».
Di sicuro l’autista multato nei giorni scorsi a Giulianova non aveva la patente per guidare il bus e inoltre aveva omesso di ottemperare alla prescrizioni imposte dal codice della strada in materia di cronotachigrafo non inserendo la prevista carta del conducente. Il conducente, inoltre, è stato sanzionato anche per sosta sullo svincolo autostradale e si è visto decurtare 10 punti dalla sua patente B.
«Vedere autisti in pensione che alla soglia dei 70 anni, vengono adibiti alla guida di pulmini su cui viaggiano adolescenti trasportati verso scuole di ogni ordine e grado (dalle materne alle medie) nonché alla guida di autobus per l’espletamento del servizio pubblico di trasporto locale», aveva già denunciato la Filt, «oltre a costituire un rischio in termini di sicurezza per le persone trasportate, rappresenta altresì un vero paradosso se si pensa che ancora oggi quello del conducente viene definito un lavoro usurante e come tale beneficiario di un trattamento pensionistico agevolato rispetto alla normativa generale. E' noto a tutti infatti che nemmeno la riforma Fornero che ha drammaticamente innalzato i limiti dell'età pensionabile per la generalità dei lavoratori dipendenti, ha osato mettere in discussione la pensione di vecchiaia fissata a sessant'anni per il personale addetto ai pubblici servizi di trasporto aventi la qualifica di “personale viaggiante”».
Tutto questo in virtù di un lavoro notoriamente usurante legato al possesso di un titolo abilitante per il quale la componente dell'età è fondamentale, così come la prontezza dei riflessi e la capacità di affrontare un mestiere dalle elevate responsabilità.