LA PROTESTA

Sblocca Italia: da Regioni arriva il parere negativo

Ue contesta norme su autostrade: «rischio infrazioni»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1906

Sblocca Italia: da Regioni arriva il parere negativo

Matteo Renzi


ROMA. Parere contrario della Conferenza delle Regioni, nell'ultima seduta, al disegno di legge per la conversione del decreto legge "Sblocca Italia" del settembre scorso sulle misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e la ripresa delle attività produttive.
In un documento, i governatori hanno espresso parere negativo salvo l'accoglimento di una serie di proposte emendative finalizzate al ripristino del contributo di 560 mln di euro destinati alle Regioni a statuto ordinario e alla definizione della proposta di deliberazione del Cipe per il riparto delle risorse del Servizio Sanitario Nazionale per l'anno 2014.
In particolare, nel testo, i governatori ricordano che il Governo «aveva riconosciuto che il taglio da 560 milioni si sarebbe scaricato sulle scuole paritarie, sul finanziamento delle borse di studio, sugli interventi per agevolare la fruizione dei libri di testo nonché le misure destinate alle persone disabili e sugli investimenti per il materiale rotabile ovvero per il trasporto su gomma per il trasporto pubblico locale e che solo grazie all'Accordo con le Regioni queste politiche si sono salvate».
Infine, i governatori sottolineano che «se è stato riconosciuto da parte del Governo l'insostenibilità del contributo in sede di programmazione dei bilanci regionali, a maggior ragione a tre mesi dalla fine dell'esercizio è impensabile che gli equilibri di bilancio possano essere garantiti dando attuazione alla norma sul contributo e neppure che le Regioni possano anche solo dal punto di vista legislativo provvedere a variazioni di bilancio entro l'anno non avendo strumenti come i decreti legge».

UE: «SU AUTOSTRAD RISCHIO INFRAZIONE»
Intanto si scopre che l'Italia rischia una procedura di infrazione Ue per la norma sulle concessioni autostradali contenuta nel decreto Sblocca Italia. Bruxelles ha infatti aperto la pre-procedura di infrazione Eu-Pilot, chiedendo alle autorità italiane di fornire approfondimenti su determinate questioni per decidere l'esito della procedura.
La norma, che prevede la possibilità per i concessionari autostradali di proporre la modifica dei rapporti concessori esistenti sulla base di nuovi piani economico-finanziari, è già finita nei giorni scorsi nel mirino dell'Autorità dei trasporti e dell'Antitrust. L'Authority di regolazione del settore ha paventato il rischio di «un ritorno a procedure del passato incentrate sulla determinazione in via amministrativa di canoni, pedaggi e tariffe di accesso alle infrastrutture di trasporto».
Mentre l'Antitrust ha sollevato dubbi di anti concorrenzialità. Ora Bruxelles, in una comunicazione inviata il 17 ottobre alle autorità italiane dalla Dg Mercato interno e servizi, osserva che la misura sembra consentire la realizzazione di «significative modifiche» ai contratti di concessione esistenti riguardanti, in particolare, lavori nell'ambito del rapporto concessorio e livello delle tariffe.
Inoltre, avverte la Commissione, da notizie di stampa risulta che le modifiche «potrebbero consistere in proroghe significative della durata di concessioni esistenti». Misure che rischiano di violare la legislazione comunitaria in materia di appalti pubblici. La direttiva Ue su questo, infatti, consente lavori complementari non previsti nella concessione in essere «solo quando divenuti necessari, a seguito di una circostanza imprevista, per l'esecuzione dell'opera prevista», con specifiche condizioni.
Inoltre, in base ad una sentenza della Corte di giustizia, se le modifiche ad un contratto pubblico in corso hanno «caratteristiche sostanzialmente diverse» dal contratto iniziale, costituiscono una nuova aggiudicazione. Ora l'Europa chiede una serie di chiarimenti sugli effetti dell'entrata in vigore della norma, i casi cui verrà applicata in concreto, e su come le autorità intendano garantire la compatibilità con il diritto europeo.
Il ministro dei trasporti Maurizio Lupi ha sempre giustificato la norma spiegando che o si aumentano le tariffe o si allungano le concessioni, e citando il caso della Francia («l'ha fatto in un dialogo molto trasparente con l'Europa, lo faremo anche noi»). Nel caso francese, comunque, l'Ue ha concesso l'allungamento della durata della concessione per un solo anno, a fronte di lavori direttamente proporzionali e con penali severe in caso di inadempimento. Intanto nei giorni scorsi con un emendamento allo Sblocca Italia è stata introdotta una prima correzione: per la proroga delle concessioni autostradali servirà il via libera dell'Unione europea.