IL FATTO

Giustizia: Orlando, «nessuna Corte d' Appello chiuderà»

Ma resta nodo su ferie magistrati. Anm, «Troppi slogan falsi»

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Giustizia: Orlando, «nessuna Corte d' Appello chiuderà»




L’AQUILA. Difende la riforma della giustizia, dall'autoriciclaggio al falso in bilancio, dalla 'degiurisdizione' alla responsabilità dei giudici; prova a stemperare i toni, specie con i magistrati, plaude all' avvocatura e spiega che nessuna riforma può funzionare senza una adeguata copertura di personale.
Il ministro Andrea Orlando ripete all'Aquila, al convegno organizzato da università abruzzesi, Anm e avvocati, lo schema complessivo dell'impalcatura e nello stesso tempo annuncia che proprio per questo «il prossimo anno nella legge di stabilità sono previste mille assunzioni per il personale delle cancellerie, con un impegno di cinquanta milioni. Nel 2016 abbiamo stanziato 90 milioni e 120 nel 2017. E' un risultato straordinario, uno dei pezzi della riforma, perché i vuoti di organico sono l'emergenza tra le emergenze», in più aperture verso i precari del ministero. Apertura importante cui segue un altro annuncio particolarmente gradito all'Aquila:
«Non chiuderemo nessuna Corte d'Appello, nemmeno quella dell'Aquila», spiega riferendosi alle ipotesi di cancellare quelle della dorsale appenninica come ipotizzato.
Ma resta sempre in piedi la spina del rapporto coi magistrati perchè, quando sul palco del Ridotto del Teatro dell'Aquila sale il rappresentante dell'Anm Abruzzo, il pm aquilano David Mancini, i sorrisi diventano a denti stretti. «Sulla nostra scarsa presunta produttività abbiamo ascoltato slogan falsi mentre invece i magistrati italiani sono tra i primi in Europa», dice il giudice riferendosi specialmente alle polemiche sulle ferie dei magistrati. E poi incalza: «Non abbiamo invece mai sentito provvedimento contro il cancro della prescrizione, ma solo palliativi senza senso».
Orlando ha raccolto la sfida e, a sua volta, ha rilanciato con un «io sono contrario agli slogan ma non vorrei che si rispondesse con altrettanti slogan», sulle ferie «non vorrei che anche per l'Anm, che ritiene la questione sia 'centrale', sia invece un fatto simbolico. Chiediamo al resto del Paese di adeguarsi ai tempi e riteniamo giusto chiederlo anche ai magistrati, perché non credo che questa 'riduzione' sia un male».
L'ostacolo ferie resta in campo, però «è bene recuperare quel clima di dialogo con le toghe", che esisteva prima dell'entrata in campo della questione ferie. Orlando, infine, ha voluto rimarcare che questa riforma "è un intervento su una infrastruttura democratica e che il Governo, senza avere maggioranze di altri nel passato, riuscirà laddove appunti altri non sono riusciti».