BANCHE

Commissariamento Carichieti, un mese in più per le controdeduzioni

Direttore e sindaci preparano la risposta a Bankitalia

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

7064

Roberto Sbrolli

Roberto Sbrolli




CHIETI. C’è un fatto nuovo nella vicenda del commissariamento della Carichieti ad opera della Banca d’Italia: il termine per le controdeduzioni ai rilievi formulati dagli Ispettori di via Nazionale è stato allungato di 30 giorni.
Un mese in più, dunque, per il management Carichieti, direttore Roberto Sbrolli in primis, per rispondere e spiegare come è stata amministrata la Cassa di Risparmio ora guidata dal commissario Riccardo Sora.
Questo significa che dopo le ferie del direttore e la sua malattia (che scade a fine mese) è probabile che i 30 giorni aggiuntivi consentiranno al direttore generale di approfondire i temi posti dall’ispezione Bankitalia. Infatti fin da subito dopo l’arrivo del commissario, sia il collegio sindacale sia lo stesso direttore, avevano fatto sapere che stavano preparando un contro-documento e da quello che se ne sa non hanno cambiato idea. 

Al contrario, rispetto alle voci di un possibile disimpegno di Sbrolli, il partito di chi si oppone al commissariamento sta riprendendo vigore anche sui contenuti legali del provvedimento che presenterebbe qualche anomalia. Ma è in movimento anche il fronte della Fondazione, non però sul piano legale, ma sull’elaborazione del Piano strategico (un pò in ritardo in verità) da presentare a Bankitalia, seguendo le nuove linee suggerite dal Mef. Infatti il Ministero dell’economia sta caldeggiando in tutta Italia la riduzione delle azioni di proprietà delle Fondazioni. E così a Chieti, dove la Cassa di risparmio è posseduta all’80% dalla Fondazione e al 20 % da Banca Intesa, si dovrebbe tendere alla riduzione dell’azionariato di proprietà fino al 30%.
Una linea condivisa in parte anche all’interno della Fondazione stessa che nel recente passato aveva ipotizzato la vendita del 5% delle azioni (come risulta a verbale), che era però del tutto insufficiente. In sostanza la tranquillità con cui a Chieti viene seguito il commissariamento è solo apparente: si registrano invece veline, disinformazione organizzata, dossier più o meno falsi sullo stato di salute delle banche possibili acquirenti dopo la partenza del commissariamento e quindi diventa sempre più difficile orientarsi senza essere legati ai fatti.

Sebastiano Calella