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Calendario venatorio, il Wwf non farà ricorso al tar

La richiesta all’assessore Pepe: «convochi un tavolo per discutere»

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Calendario venatorio, il Wwf non farà ricorso al tar



ABRUZZO. ll Wwf ha deciso di non presentare il ricorso al Tar per impugnare il calendario venatorio 2014-2015.

«È stata – commenta il delegato regionale Luciano Di Tizio - una scelta difficile, attentamente valutata con gli esperti a livello nazionale e locale della nostra associazione e con l’avvocato Michele Pezone, autore dei recenti ricorsi sulla caccia presentati alla giustizia amministrativa, tutti accolti. Alla fine è prevalsa la volontà di concedere fiducia a un governo regionale e a un assessore eletti da pochi mesi, nella speranza che le promesse vengano seguite in breve da fatti concreti. Chiarisco subito tuttavia che non abbiamo firmato una cambiale in bianco».
Il Wwf assicura che continuerà a vigilare e chiede passi concreti per avviare una diversa e migliore gestione venatoria. «Le più importanti associazioni dei cacciatori hanno del resto anch’esse firmato col Ministero dell’Ambiente un protocollo per la tutela dell’orso, riconoscendo che ci troviamo in una eccezionale situazione di rischio che richiede provvedimenti eccezionali. La prossima mossa spetta all’assessore Pepe: convochi un tavolo per avviare una discussione a tutto campo sulle problematiche che il suo assessorato è chiamato a gestire».

Il calendario venatorio del resto, pur se di enorme importanza, rappresenta solo uno degli aspetti del problema secondo gli ambientalisti: «è necessario un maggiore e più puntuale rispetto a tutto campo degli impegni che la Regione ha assunto sottoscrivendo il PATOM, Piano per la tutela dell’orso marsicano».
«Un passo avanti – conclude Massimiliano Rocco, Responsabile Specie e LIFE Arctos per il WWF Italia - è stato compiuto con gli ultimi impegni assunti e con la nomina di un rappresentante nella AG, ora ci aspettiamo che si prosegua su questa strada anche attraverso una pianificazione territoriale adeguata, con l’impegno a diversificare seriamente nello spazio e nel tempo l’attività venatoria e a non rischiare che tale pratica possa interferire con la conservazione dell’orso né di altre specie, la lepre italica ad esempio, che necessitano di interventi straordinari e di scelte che possono sembrare anche impopolari ma che consentirebbero di non perdere nessun elemento della nostra meravigliosa biodiversità regionale».
«L’intera politica di gestione del territorio, così come quella dell’attività venatoria, devono essere in linea con tale esigenza e mostrare un impegno straordinario», continua Di Tizio. «L’Abruzzo ha infatti la grande responsabilità e il dovere di conservare e di mantenere per le generazioni future l’unica popolazione vitale di orso bruno marsicano ancora vivente».