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Regionali d’Abruzzo, speso mezzo milione di euro per un posto in Consiglio

Ecco quanto hanno investito i candidati che sono stati eletti

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Regionali d’Abruzzo, speso mezzo milione di euro per un posto in Consiglio

 

 

ABRUZZO. Una pioggia di soldi (privati) per la campagna elettorale delle regionali 2014.  Solo i consiglieri eletti hanno speso oltre mezzo milione di euro: 580.725 euro per pubblicizzarsi e riuscire ad entrare in Consiglio regionale. Non soldi pubblici ma denari messi di tasca propria dai candidati, più offerte libere di privati o imprese.

E questi sono solo i numeri di chi ce l’ha fatta a spuntare un posto in Regione, tutte cifre rese pubbliche sulle pagine dei singoli consiglieri. Indefinito (e non rendicontato pubblicamente) quanto speso, invece, da chi è rimasto fuori ma si può ragionevolmente pensare che l’ultima campagna elettorale abbia fatto girare qualcosa come 1 milione di euro. Il primato della campagna elettorale più ricca spetta al vincitore, Luciano D’Alfonso (319.591 preferenze ottenute) che con la sua potenza di fuoco è riuscito a spendere 33.202 euro di contributi liquidi più altri 29.765 euro di servizi rigorosamente a titolo gratuito. Totale: una campagna elettorale da 67.265 euro che lo ha visto per settimane girare per tutto l’Abruzzo a bordo del celebre Luciamion. A lui spetta anche un altro primato: il contributo più elevato ricevuto da un solo privato: 35 mila euro dalla Walter Tosto. Ha raccolto di più solo Lorenzo Sospiri che ha sfiorato i 40 mila euro ma da imprenditori diversi (circa una decina).

Chi ha speso di meno, invece, è stato Domenico Pettinari (M55 con 2.292 preferenze ottenute): per la sua campagna elettorale ha investito zero euro. Ai suoi colleghi grillini, però, l’ultimo posto in quanto a trasparenza. Sui loro documenti, caso unico tra tutti gli eletti, infatti, non è mai specificato da dove arrivano i soldi spesi: autofinanziamento del candidato? Liberalità? Probabilmente -ma si va ad intuito perché i documenti non lo dicono- sono contributi degli attivisti tramite collette. La palma d’oro per rapporto spesa-risultato spetta probabilmente a Mario Mazzocca (1.246 preferenze) perché con i suoi 1.400 euro investiti (tutti di autofinanziamento) è arrivato addirittura a ricoprire un assessorato sebbene la sua poltrona in queste ore scricchioli in vista di un rimpasto che dovrebbe far entrare Gerosolimo.

Molti si sono affidati ai cari vecchi manifesti, banner pubblicitari, spot televisivi ma anche il fascino dell’evento pubblico in taverne e ristoranti funziona ancora. Il record spetta a Lorenzo Sospiri che ha speso quasi 20 mila euro in ristorazione ed eventi.

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Come detto chi ha speso di più è il presidente in carica Luciano D’Alfonso. Le entrate complessive ammontano a 67.265 euro. L’attuale presidente nel corso della sua campagna elettorale ha speso 33.203 euro avendo ricevuto contributi per 37 mila euro. Di questi 35 mila euro sono arrivati interamente dalla Walter Tosto. Altri 29.765 euro li a ricevuti come beni e servizi a titolo gratuito, ovvero la schiera di ‘volontari’ che ha lavorato incessantemente. 16.886 euro sono stati spesi per la produzione, l’acquisto o l’affitto di materiale per la propaganda mentre altri 16.886 euro per la loro distribuzione su giornali, radio e tv (tra gli altri 5 mila euro a Rete 8, 2 mila a Telemax, 3.120 euro a LaQTv).

Alla voce sedi elettorali, viaggio, soggiorno, telefono e posta corrisponde la cifra di 3.292 euro.

Lorenzo Sospiri (4.839 preferenze ottenute) ha speso 39.200 euro, tutti contributi di terzi : 19.655 per ristorazione ed eventi, 3.900 euro per noleggio automezzi, 1.900 euro per affissioni, 7 mila per manifesti e santini. Chi ha contribuito alla sua campagna elettorale? 5 mila euro sono arrivati da Abruzzo costiero srl (joint venture fra la famiglia Di Properzio (75%) e la API Anonima Petroli Italiana Spa (25%)), 4 mila euro da Martina Carburanti e 6 mila euro da Martina gas, 2 mila da Bucco costruzioni srl, 3 mila Immobiliare Camerlengo srl, 1.000 da Di Donato spa, 5 mila da Progema Hospital Srl, 2 mila da Tavo Calcestruzzi e altri 2 mila da Edilbloc Valfino srl. Altri 9 mila euro da persone fisiche ma sul documento ufficiale i nominativi sono stati oscurati.

Il presidente uscente Gianni Chiodi (202.147 preferenze ottenute) ha speso 38.398 euro. Quasi 4 mila euro per la produzione, l’acquisto o affitto e mezzi per la propaganda e 31.876 per la distribuzione e diffusione del materiale informativo su giornali, radio, tv. 36.300 euro sono state «libere contribuzioni» mentre altri 2 mila euro debiti il cui pagamento avverrà dopo il rendiconto. Tra i contributi ricevuti che non sono stati sbianchettati dal documento emergono 5 mila euro della società di autolinee Baltour Srl, 3 mila dalla Fondazione Idea d’Abruzzo di Teramo, 3 mila della Tinn Srl, società nel settore dell’ICT di Teramo, e 1.000 euro della Dmp srl, infine 8 mila dalla Progetto Q srl di Pescara.

L’ex assessore al Turismo Mauro Di Dalmazio ha speso 37.836 euro, tutti suoi: 17.512 euro per manifesti, santini, fac simile, 8.300 euro per la loro distribuzione, 2.200 euro in eventi.

L’attuale assessore alla Sanità Silvio Paolucci (7.973 preferenze) ha speso invece 37.623 euro: appena 1.000 suoi e 26.555 euro di contributi di terzi oltre a 3.500 euro che a fine agosto rientravano nella lista debiti. Hanno sostenuto la campagna elettorale del segretario del Pd la: Security Safety con 2 mila euro, Aceb srl 3 mila euro, Praticabile soc coop sociale 2 mila euro, Infermiere soc coop 1.000 euro, Digis srl 5 mila euro, Cad srl 1000 euro, La rondine coop sociale 3 mila euro. E poi ancora 5 mila euro dalla Tafra società consortile, 1.500 euro dalla Tekimpianti srl, 2 mila euro dalla Soalca srl.

L’assessore all’Agricoltura Dino Pepe (7.682 preferenze) ha speso in totale 33.616 euro, tra fondi propri e 6.800 euro di contributi.

Lucrezio Paolini ha investito 36.500 euro: 32.110 sono contributi propri e altri 5.984 euro corrispondono alla voce debiti. Oltre a manifesti e affissioni varie a speso il suo budget per manifestazioni pubbliche ed eventi (13.149 euro)

L’ex assessore regionale all’Agricoltura, Mauro Febbo, (5.898 preferenze) ha speso in totale 35.110 euro. Di questi 20 mila euro li ha messi di tasca propria. Tra i sostenitori privati, per un totale di 13.200 euro, invece, Saquella (500 euro), Farnese Vini srl (5 mila euro), Cassandro Srl (2 mila), Ecogen Srl (3 mila euro), Apicoltura slr (500 euro), Monteferrante srl (1.500 euro). Febbo ha speso

24 mila euro tra manifesti e affissioni, 9 mila euro in eventi in taverne, ristoranti, bar, hotel e trattorie.

Giorgio D’Ignazio (3.353 preferenze) ha investito 34.806 euro : 10 mila euro di tasca propria, altri 10 mila da terzi e 5.200 euro di debiti con la Mastergrafica srl.

L’ex assessore Paolo Gatti (record di preferenze tra gli eletti con 10.528 voti) ha speso 33.200 euro di cui 13.500 euro propri e tutti spesi per materiale pubblicitario e relative affissioni. I contributi sono arrivati da Mart appalti srl del Teramano (1.000 euro), Adriatica press srl di Teramo (5 mila euro), Diodoro ecologia srl di Roseto (2.500).

Donato Di Matteo ha investito 27.790 euro. Ammontano a 19 mila i contributi ricevuti: tra quelli in evidenza ci sono 2 mila euro dalla Edilmoviter Snc di Isernia, 3 mila euro dalla Soget Srl di Pescara, 1.500 euro dalla Tecnosoil Engineering di Spoltore, 2 mila euro dalla Quinary Spa di Roma e 3 mila euro dalla Saceb spa di San Martino sulla Marrucina.

L’attuale presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio (6.615 preferenze) ha speso 24.339 euro, 20.800 ricavati da libere contribuzioni: 1.000 euro da Nova Salus Srl di Trasacco, 10 mila euro dalla Tekneko srl di Avezzano, 2.500 euro dalla Eco Compost Marsica Srl di Avezzano. La spesa più ingente è stata fatta tra ristoranti, bar e cantine: 11 mila euro.

Andrea Gerosolimo, prossimo assessore della giunta D’Alfonso (5.575 preferenze), ha speso invece 23.409 euro, suoi 15.150 euro spesi in manifesti e distribuzione (13.500 euro) e altri 9.500 mila in eventi pubblici. Alessio Monaco (2.911 preferenze) ha investito 20 mila euro, 17 mila di tasca propria, 200 di contributi di terzi e 2.800 euro di debiti con la Mdp Abruzzo

Il consigliere regionale aquilano Pierpaolo Pietrucci (7.103 preferenze) ha speso 18.463 euro: 5.470 euro suoi e il resto di contributi di privati: 1.500 euro Edilfer srl l’aquila, 2.500 euro dai Fratelli Chiodi costruzioni srl, 500 euro da Aquilana calcestruzi, 2500 euro da Bahia srl e 5 mila euro da ziaca 2 srl

Maurizio Di Nicola (2.042 preferenze) ha speso 16.998 euro, 10 mila di contributi propri e altri 6 mila ricevuti da privati (i cui nomi come in altri casi sono stati sbianchettati ma che sarebbero appartenenti al suo nucleo familiare).

Camillo D’Alessandro (4.782 preferenze) ha speso invece 15.717 euro : 5 mila euro messi di tasca proprio, 7 mila euro di contributi di terzi e 6.036 alla voce debiti. I contributi sono arrivati dalla Edilizia Abruzzo srl di Ortona (2 mila euro) e da Farnese Vini srl di Ortona (5 mila euro, lo stesso contributo dato anche al candidato di centrodestra mauro Febbo)

Marinella Sclocco (3.680 euro) ha investito 15.500 euro, 14.500 suoi e mille di Cantieri Italiani srl

L’ex sindaco di Pineto Luciano Monticelli (3.737 preferenze) ha investito 14.893 euro, 9.961 suoi e 2.700 come contributi di terzi tra questi anche 700 del Pd.

Alberto Balducci (3.910 preferenze) ha sostenuto spese per 13.531 mila euro, non ha ricevuto contributi dal partito; 8.627 euro li ha cacciati di tasca sua, 1.450 euro sono stati contributi di privati e 2 mila da società.

Come sono stati spesi? 3.469 per acquisto materiali e mezzi per la propaganda, e altri 3 mila per affitto di materiali vari. Poi ha acquistato 260 euro su spazi su organi di informazione, oltre a 4 mila euro per la spesa e l’organizzazione di manifestazioni di propaganda; 2 mila euro per cene elettorali.

Sandro Mariani (5.818 preferenze) ha speso 11.023 euro mentre Mario Olivieri (2.259 euro) 10 mila euro: 9400 euro propri: poco più di 6 mila euro per materiale informativo e distribuzione e 2.500 euro in eventi

Emilio Iampieri (3.899 preferenze) ha speso 7.896 euro: 2.700 suoi e il resto contributi di terzi (3 mila da Tecneko sistemi ecologici, 1.000 da Eco Compost marsica e 1.000 da Ra Santa Maria Velleve.

Decisamente più contenute le spese di Sara Marcozzi (147.716 preferenze) 4.691 euro, tutti contributi di terzi , probabilmente attivisti anche se non specificato. 3.744 euro sono stati utilizzati per acquisto di materiali di propaganda e 938 euro per eventi pubblici

Lorenzo Berardinetti ha speso invece 1.448 euro (tutti suoi) per materiale pubblicitario e affissione. L’ex sindaco di Caramanico Mario Mazzocca 1.331 euro suoi per manifesti. Pietro Smargiassi 1.002 euro materiale pubblicitario ma come gli altri colleghi grillini non specifica dove arrivano così come il collega di partito Gianluca Ranieri (1.682 preferenze) che ha speso invece 812 euro, l’altro pentastellato Mercante (1.766 preferenze) con 361 euro, Leandro Bracco (1.095 preferenze) sempre dei 5 Stelle con 351 euro senza dettaglio di provenienza. Chiude Pettinari con 0 euro.

 Alessandra Lotti