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Cultura Abruzzo, arriva il fondo unico: «stop ai finanziamenti a pioggia»

In programma una legge quadro ed il consiglio di settore

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L’AQUILA. E' stato predisposto un "articolato cultura" inserito all'interno del disegno di legge europea - che a breve sarà presentato in giunta - che abroga le principali norme regionali in materia di spettacoli dal vivo (musica, teatro, cinema) ormai obsolete.
E' la replica dell'assessore regionale al Bilancio, Silvio Paolucci, alle preoccupazioni espresse sulla stampa da diverse associazioni culturali abruzzesi in merito al finanziamento delle iniziative di settore.
I soldi sono sempre di meno e i paletti per ottenere i finanziamenti così stringenti che alla fine si resta a secco. Ne sa qualcosa Edoardo Tiboni, patron del premio Flaiano: l’edizione del 2015 è a rischio proprio per carenza di fondi.
La legge regionale recepisce un diktat europeo e fissa al 50% la copertura massima delle spese di un evento culturale come il premio Flaiano. «Ciò vuol dire - ha spiegato Tiboni alla stampa - che almeno un 20% di contributi dovrà arrivare dagli sponsor e il restante 30% dalle istituzioni che ancora credono nella cultura». C’è poi un passaggio della normativa regionale che mette definitivamente in ginocchio il Flaiano ed è quello relativo al rimborso delle spese di ospitalità, appena il 10%. «Per una manifestazione come la nostra che ha un respiro nazionale e internazionale è la botta finale. Dovremmo forse tagliare vitto e alloggio agli ospiti che arrivano dall’Italia e dall’estero?».

«La Regione – ha spiegato l'assessore Paolucci - si doterà di uno strumento flessibile, il Fondo Unico Regionale per la Cultura, da destinare sulla base di atti di indirizzo e di avvisi pubblici».
«Con la medesima logica del Fondo Unico per lo Spettacolo dal vivo (il Fus ministeriale), ma in maniera molto più flessibile, il Fondo attiverà una competizione tesa all'eccellenza, garantendo l'accesso alle risorse regionali alle istituzioni stabili più rappresentative già beneficiarie del Fus».
Paolucci ha poi preannunciato una novità: «La riforma prevede l'istituzione del Consiglio Regionale della Cultura attraverso il quale la Regione potrà svolgere attività di monitoraggio, rilevazione, studio, ricerca e analisi di settore, necessarie a verificare l'efficacia dell'intervento regionale (sia in materia di spettacolo dal vivo che di beni culturali) e il corretto utilizzo delle risorse. Nel Consiglio saranno coinvolti i soggetti istituzionali più rappresentativi - operatori culturali, enti locali e università - per realizzare le due fasi principali della gestione delle finanze pubbliche: quella che precede la predisposizione dei documenti di programmazione delle risorse destinate alla cultura e quella, successiva, di verifica dell'efficacia dell'intervento regionale, in termini di produttività e coesione». Per quanto riguarda il passato recente, Paolucci ha ricordato che «la legge fatta dalla giunta Chiodi è arrivata dopo lo scandalo De Fanis ed è molto restrittiva. Inoltre abbiamo trovato le casse quasi completamente vuote - soprattutto quelle del settore cultura, praticamente azzerate - e nell'agosto scorso abbiamo dovuto immettere nel circuito circa 300mila euro per le urgenze. Ora vareremo una normativa quadro e soprattutto fermeremo la pratica dei finanziamenti a pioggia».