AMBIENTE

Rischio idrogeologico, D'Alfonso: «fino ad oggi si è fatto molto poco»

Ieri il presidente ha incontrato i sindaci del Teramano

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1139

Rischio idrogeologico, D'Alfonso: «fino ad oggi si è fatto molto poco»


TERAMO. Il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, nella sua veste di Commissario straordinario delegato alla mitigazione del rischio idrogeologico, ha incontrato ieri pomeriggio a Teramo i sindaci e i responsabili degli uffici tecnici dei comuni della provincia di Teramo.
L’intento è stato quello di organizzare un sistema di rilevazione e di mitigazione del rischio idrogeologico che interessi l'intero territorio abruzzese.
All'incontro hanno partecipato il consigliere Luciano Monticelli e il responsabile del genio civile di L'Aquila-Teramo.
Il Commissario straordinario delegato alla mitigazione del rischio sismico, le cui competenze sono disciplinate dal decreto legge 24 giugno 2014, n. 91, è tenuto ad attuare le procedure necessarie alla realizzazione di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico individuati negli accordi di programma sottoscritti tra il Ministero dell'Ambiente e le Regioni italiane.
Introducendo i lavori, D'Alfonso ha indicato come priorità la realizzazione di una dettagliata mappa del rischio idrogeologico dalla quale sia possibile individuare i livelli di pericolosità dei diversi territori provinciali e in modo da definire rapidamente modalità e tempi di intervento.
«Noi abbiamo il compito», ha detto il presidente, «di definire un quadro puntuale delle diverse situazioni di dissesto che a loro volta presentano diversi gradi di pericolosità, che richiedono adeguati interventi di mitigazione o di contrasto: fino ad oggi si è fatto molto poco e sono stati prodotti interventi che non sempre sono stati capaci di rimuovere la causa del rischio o del pericolo». 

D'Alfonso ha poi fatto riferimento alla nuova Struttura Tecnica di Missione voluta da Matteo Renzi, presieduta da Erasmo D'Angelis, già sottosegretario ai Trasporti del governo Letta, considerato uno dei massimi esperti di corsi d'acqua in Italia.
L'unità tecnica avrà il compito di mettere a punto un piano di intervento per la difesa del suolo che metta insieme e coordini le iniziative, le risorse e gli obiettivi sparsi fra piani ministeriali e regionali. Nella riunione di ierisera, D'Alfonso ha invitato tutti i sindaci del teramano a presentare un quadro dettagliato delle criticità allo scopo di definire una priorità di interventi. Le risorse disponibili sono 15 milioni di euro provenienti dal passato, 20 milioni di provenienza governativa «intercettati dai parlamentari Giovanni Legnini e Paolo Tancredi», a cui si aggiunge un finanziamento globale pari a un miliardo e 200 milioni, di provenienza Inail, che il decreto Sblocca Italia prevede per le Regioni italiane finalizzati al completamento di grandi opere da destinare a servizi individuali o collettivi.
D'Alfonso ha definito «davvero complesse alcune situazioni di rischio che interessano il territorio abruzzese: alcune sono pericolose per la vita dei singoli e delle collettività e su queste ci stiamo adoperando».