L'INCHIESTA

D’Alfonso e Sorgi, tre incontri per parlare: ora il caso diventa politico

Il governatore smentisce il super dirigente. Il M5s chiede notizie in consiglio regionale

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D’Alfonso e Sorgi, tre incontri per parlare: ora il caso diventa politico

Sorgi e D'Alfonso




ABRUZZO. Almeno tre incontri, anche riservati. Uno anche alla Walter Tosto e poi un invito ad un convegno a Milano organizzato dall’ambasciata canadese.
E’ la fine del 2013 e D’Alfonso ha già scaldato i motori e si sta muovendo come futuro candidato presidente alle regionali del 2014. E’ una macchina da guerra e incontra molti, tutti quelli che può incontrare: esattamente come farà in campagna elettorale.
Tra questi però c’è anche Antonio Sorgi che è finito nella inchiesta “Re Sole” per un appalto truccato al Comune di Francavilla.
Le carte giudiziarie sono piene di intercettazioni di Sorgi e qualcuna anche di D’Alfonso che parla con Sorgi. Se le chiacchierate tra i due sono “scarne” e “misurate” molto più libere sono quelle di Sorgi che riporta alla moglie Lorella gli incontri e le vicende trattate con l’attuale governatore.

«MARRAMIERO E’ D’ALFONSO»
Secondo alcuni passaggi intercettati è ormai noto che Sorgi avesse paura dell’Ati concorrente che viene riammessa alla gara di appalto nonostante incongruenze formali. Gli imprenditori che fanno paura sono  Marramiero e De Cesaris. In un passaggio Sorgi è chiaro e dice : «Marramiero è D’Alfonso» come riassumere un connubio di poteri contro i quali lui stesso dovrebbe prevalere.
Ma nonostante individui la possibilità di avere come “avversario” proprio D’Alfonso decide di incontrarlo lo stesso.
La polizia segna sul calendario le date 25, 27 e 28 ottobre che sono i giorni in cui sicuramente i due si sono incontrati.
Il 25 per la polizia l’incontro avviene alla Walter Tosto, poi ancora il 27 mentre per il 28 è D’Alfonso che invita Sorgi a Milano per un convegno pubblico ma a Milano Sorgi sembra non andò.
Secondo la Squadra Mobile di Pescara  i due hanno parlato di molte cose ma anche dell’appalto di Francavilla perché è lo steso Sorgi che lo dice alla moglie appena terminata la riunione.
Oltre alla gara però –racconta sempre Sorgi al telefono con la moglie- D’Alfonso gli avrebbe parlato anche di inchieste e di intercettazioni. Nella fattispecie dell’inchiesta Rimborsopoli che sarebbe scoppiata di lì a qualche settimana (gennaio 2014)

SORGI: «Mi ha detto che ci stanno un sacco di intercettazioni... ci sono indagini pesanti sui costi... anche sulla giunta».
MOGLIE: «Tu ci puoi avere problemi».
SORGI: «Me lo ha detto per questo... mi ha detto... stai attento. (…) Però ha chiesto di me... ha detto che io ci sto... sto perfetto... anzi mi ha detto che emerge che “tu stai molto preciso nel parlare”».

Insomma frasi che farebbero pensare ad una conoscenza approfondita di certi atti tra l’altro ancora non pubblici o pubblicati.
Che cosa si siano detti in realtà Sorgi e D’Alfonso forse non lo sapremo mai anche perché D’Alfonso il 9 luglio è stato convocato in gran segreto a L’Aquila davanti ai pm Ciccarelli e Picardi per rispondere a poche ma semplici domande.
Di che parlava con Sorgi?
Mai parlato di affari e tantomeno dell’appalto di Francavilla, ha risposto D’Alfonso, che aggiunge anche che non sapeva affatto che De Cesaris e Marramiero erano impegnati nella gara a Francavilla. In realtà secondo D’Alfonso l’incontro alla Walter Tosto riguardava un iter autorizzativo non meglio specificato per un progetto internazionale non meglio specificato.
E le intercettazioni come faceva a conoscerle? D’Alfonso ha negato di aver parlato anche di questo con Sorgi. Nessuna notizia circa l’inchiesta Rimborsopoli.
Ma è l’attuale governatore a riferire altre due informazioni molto importanti.
La prima è che D’Alfonso davanti ai pm il 9 luglio dice di aver saputo e di essere stato informato sul conto di Sorgi e che questi avrebbe avuto interessi imprenditoriali privati ma di non aver mai sentito parlare della “LT progetto srl”, appunto la ditta riconducibile a Sorgi. Curioso dunque che tale informazione mai pubblicata e mai riferita pubblicamente da alcuno era invece conosciuta persino negli ambienti della Regione.

La seconda notizia riguarda la “reputazione” di Sorgi perché- riferisce sempre D’Alfonso ai pm- in molti gliene hanno parlato bene e nello specifico l’ex sindaco di Ortona, Nicola Fratino ma anche Lorenzo Sospiri,  mentre gliene parlò molto male Giovanni Legnini che invitò D’Alfonso a starne alla larga.
D’Alfonso non è indagato ed è stato ascoltato come persona informata dei fatti, fatti di cui probabilmente sarà chiamato a parlare in sede ufficiale e pubblica perché il Movimento 5 Stelle chiederà nel prossimo consiglio di rispondere e di riferire circa gli incontri con Sorgi e gli argomenti trattati.
«Quello che emerge è un quadro che, se confermato, desta più di qualche allarme», scrivono i consiglieri del M5s, «Come Consiglieri regionali abbiamo il diritto di conoscere la verità e il Presidente D’Alfonso, come rappresentante istituzionale di questa Regione, ha il dovere di rispondere alle nostre domande, che sono poi le stesse che in questo momento si stanno ponendo i cittadini che hanno letto gli articoli pubblicati oggi».
 Il Gruppo M5S il giorno dell’arresto di Sorgi aveva chiesto a D’Alfonso di sospendere il dirigente dal servizio.
«In quell’occasione – continuano – avevamo anche sollevato la questione della coincidenza del provvedimento di custodia cautelare con la riunione sulla riorganizzazione delle strutture regionale convocata da D’Alfonso proprio quel giorno. Alla luce delle intercettazioni comparse, oggi ci chiediamo se forse c’erano fatti a noi non conosciuti»