IL RE SOLO

L’assalto all’Abruzzo passa per il comitato Via di Sorgi: «cambiare le regole»

«Il comitato Via è centrale per la vita democratica della regione ed il suo sviluppo»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3915

L’assalto all’Abruzzo passa per il comitato Via di Sorgi: «cambiare le regole»


ABRUZZO. E dopo l’ennesima inchiesta eclatante arrivano le reazioni veementi e non nuove degli ambientalisti che per anni si sono battuti non solo per l’ambiente ma per preservare la democrazia.
Che stessero combattendo anche contro nemici invisibili era chiaro, che vi fossero forze oscure e decisioni poco opportune o razionali, persino contrarie al buon senso era altrettanto chiaro, da ieri però lo spettro innominabile della corruzione è diventato un fatto.
Oggi l’Abruzzo scopre che pubblici ufficiali investiti da incarichi delicati che hanno avuto grossi impatti (non solo ambientali) sulla nostra regione potrebbero essere stati “corrotti” da interessi privati, da ragioni economiche e dalla smania di arricchirsi invece di decidere secondo legge o secondo l’interesse pubblico.
Perché l’inchiesta sul super dirigente Sorgi mostra almeno questo (in attesa delle verità giudiziarie da provare fino a sentenza definitiva): accerta che il più alto dirigente era in conflitto di interessi, stringeva legami con chi doveva giudicare e avallava appalti e progetti anche per guadagnarci personalmente.
E questa mattina il Forum Acqua, presieduto da Augusto De Sanctis, per molto tempo nel Wwf e firmatario dell’esposto che ha contribuito a svelare una parte della attività del Sorgi –imprenditore, ha voluto mettere i puntini sulle “ì” e puntare su questioni fondamentali per la regione.

«L'arresto del presidente del Comitato V.I.A. abruzzese Antonio Sorgi», è stato detto questa mattina, «impone l'approvazione di una regolamentazione delle procedure di valutazione ambientale fondata su trasparenza e partecipazione pubblica».
«Al di là dell'accertamento della verità e delle varie responsabilità da parte della Magistratura», ha detto De Sanctis, «la questione della corretta regolamentazione dei lavori del Comitato Valutazione di Impatto Ambientale rimane centrale per la vita democratica della comunità abruzzese, sia per i cittadini che per gli imprenditori. Il comitato V.I.A. abruzzese è da anni al centro delle critiche di associazioni e movimenti. Si impone un'urgente presa di posizione da parte del Consiglio regionale. Serve, infatti, una legge organica sulle procedure ambientali che solo nella nostra regione riguardano centinaia di progetti, dalle cave agli impianti idroelettrici ed eolici, dalle strade agli impianti per rifiuti, dalle centrali a biomasse alle lottizzazioni edilizie. Le altre regioni da anni si sono dotate di specifiche leggi mentre in Abruzzo le attività di valutazione sono organizzate attraverso semplici delibere di giunta regionale che in questi anni sono cambiate più volte su proposta dello stesso Sorgi che agiva come massimo dirigente dell'apparato burocratico regionale».

I PROGETTI PiU’ IMPORTANTI E LO SPETTRO DEGLI ILLECITI
In questi anni gli ambientalisti hanno più volte portato al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica l'incredibile modalità di conduzione del Comitato V.I.A., come le convocazioni “monstre” con oltre 30 progetti da discutere in un solo giorno.
E al vaglio del comitato, magari dopo una disamina di pochi minuti, sono passati progetti come l’impianto eolico a Civitaluparella; impianti idroelettrici sul Sagittario e sul Vomano (quest'ultimo neanche mandato a V.I.A. completa nonostante le condizioni precarie del fiume); impianto a biomasse Powercrop; permesso di ricerca di idrocarburi di Villa Mazzarosa a Roseto; impianto Recogen della Puccioni a Vasto («prima bocciato e poi rivalutato positivamente»); deposito di pet-coke ad Ortona («anch'esso fermato alla fase di screening»); l'incredibile Piano di tutela delle Acque che rimanda al 2027 il risanamento di molti fiumi abruzzesi.
Per non parlare delle diverse procedure di V.I.A. “in sanatoria” con procedure postume, la cui legittimità è stata del tutto esclusa anche recentemente dal consiglio di Stato per alcuni impianti marchigiani.
Interventi che, assieme ad altre decine di progetti valutati in questi anni, valgono miliardi di euro.

LA FILOVIA, PROVE INSUFFICIENTI E STORIA ARCHIVIATA
Tra le opere più contestate e dall'iter incredibilmente travagliato e, in diversi passaggi oscuro, è la filovia di Pescara.
Progetto prima escluso da Sorgi &co. dallo screening di V.I.A. su proposta dell'azienda nel 2008; poi “osservato” dalla Commissione Europea con la quale Sorgi aveva sostenuto la bontà della procedura seguita e l'avvenuta partecipazione del pubblico al procedimento tramite le informazioni sui giornali.
Si scoprì anche che le indicazioni fornite dall’alto dirigente regionale in via riservata alla Commissione Europea erano state alquanto fuorvianti.
PrimaDaNoi.it pubblicò tutta la documentazione che provava in maniera schiacciante “le verità” raccontate da Sorgi che per pronta risposta, come è accaduto anche altre volte, ha inviato un esposto alla procura della Repubblica accusando questo giornale di aver divulgato «notizie segrete».
L’ennesima bugia dalle gambe corte che non ha avuto seguito e per questo lo stesso Sorgi lo scorso anno decise di riprovarci con una nuova querela per diffamazione per aver riportato atti e intercettazioni proprio dell’inchiesta Filovia e per aver dato spazio a chi si era permesso di criticarlo.
Tuttavia proprio su quella contestatissima opera la magistratura ha contribuito a svelare dettagli tenuti prima di allora segreti che provano la poca indipendenza delle istituzioni nei confronti dei privati. Vengono alla luce anche fatti incontestabili che da una parte vengono ritenuti non sufficienti a sostenere una accusa penale (dunque reati) ma che allo stesso tempo non sono lo specchio di una amministrazione integerrima.
Ora rimangono i dubbi e l’opera che in molti continuano a spingere nonostante il Tar -che ha comunque dato torto agli ambientalisti -abbia sancito la mancanza della procedura ambientale che di solito si svolge prima della progettazione e qui si dovrebbe fare ad opera quasi ultimata.
«Riteniamo che la Regione Abruzzo», ribadisce De Sanctis, «debba immediatamente ridefinire l'intero iter della procedura di questa e di altre opere (ad esempio, Powercrop) rispondendo alle diffide che i comitati avevano inviato dopo la sentenza del TAR». Per il Forum acqua bisogna ripartire dalla legge “Acerbo” su trasparenza e partecipazione nei procedimenti ambientali, norma che fu prima approvata e poi rapidamente “affossata” dallo stesso Consiglio regionale che l'aveva varata, proprio dopo l'intervento di Sorgi.

Fino a questa legge, l'ordine del giorno delle riunioni del comitato era sostanzialmente segreto. «Forse perché quel comitato era ed è al centro del governo regionale, visto che ha potere di vita e di morte su centinaia di progetti?», chiede il Forum.
«PDL e gran parte della minoranza (e Primavera di Confindustria che fece una guerra "atomica" su queste nuove e sacrosante norme) vollero credere a Sorgi e non ai movimenti. Fecero a gara per smontare un provvedimento che introduceva una trasparenza che fino ad allora non vi era stata. Tra l'altro introduceva l'obbligo di realizzare sopralluoghi sulle aree interessate dai progetti e il coinvolgimento di personale con pubblicazioni scientifiche per l'esame degli stessi . La norma, come detto, fu accantonata in larga parte e furono mantenuti solo i primi due commi (su 14): la divulgazione degli ordini del giorno una settimana prima delle riunioni e la pubblicazione dei documenti progettuali sul Web (fino al 2012 bisognava andare a L'Aquila per consultare il materiale)».

IL WWF: «PETROLIO E INTRECCI PERICOLOSI»
Rincara la dose il Wwf che con Luciano Di Tizio ricorda oltre le vicende inerenti il Via anche il ruolo «Giovanni Vaccarini che è un assiduo collaboratore, per diversi importanti progetti in Italia e nel mondo, della società di ingegneria Proger. La Proger si occupa, tra le altre cose, di studi di impatto ambientale e ha tra i suoi clienti diverse importanti aziende petrolifere. Ha firmato, ad esempio, gli studi di impatto ambientale per le istanze di permesso di ricerca “Cipressi”, “Santa Venere” e altri. Permessi di ricerca che sono stati esaminati dal Comitato presieduto da Sorgi, che nell’inchiesta, lo ricordiamo, è individuato quale socio di fatto di Vaccarini»
«Non stiamo dicendo – aggiunge il delegato regionale WWF – che ci siano necessariamente delle irregolarità ma questi collegamenti, facilmente verificabili con una semplice ricerca su internet, destano comunque non poche perplessità. A chi deve valutare gli impatti ambientali di un progetto si chiede un ruolo di assoluta imparzialità e alla luce di quanto riferito non ci sembra che ci siano garanzie in tal senso. È semplicemente indispensabile, a questo punto, una sostanziale riforma del Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione d’Impatto Ambientale. Una riforma che non può limitarsi alla pur necessaria sostituzione del presidente Sorgi».

MARCOZZI : «SORGI ELOGIATO DA D’ALFONSO»
«Il dirigente della Giunta Chiodi è stato riconfermato ed elogiato da D'Alfonso che lo ha chiamato “Tony Sorgi” nel corso del discorso programmatico nella seduta di insediamento del Consiglio regionale della X Legislatura», ha ricordato Sara Marcozzi (M5s).
«Noi già nell’estate del 2013 avevamo depositato due esposti presso la Procura della Repubblica di Pescara contro la Regione Abruzzo e lo stesso Sorgi, in tema di ambiente e rifiuti: ci chiediamo che fine abbiano fatto. A seguito dello studio realizzato dal MeetUp Chieti5Stelle, fu presentato l'incredibile lavoro sulla mappatura dei siti potenzialmente inquinati in Abruzzo. Da alcune indiscrezioni venne fuori che Sorgi minacciava di denunciare noi cittadini informati per "procurato allarme"). Fatte salve tutte le garanzie e, ovviamente, in attesa delle successive pronunce della Magistratura, è evidente che le politiche di governo promosse da Luciano D'Alfonso sono già fallite prima ancora di iniziare. Commissari realizzatori, super mega direttori plenipotenziari, uomini soli al comando - tanto soli da essere soprannominati "Re Sole" - non costituiscono garanzia di buon governo, ma al contrario potrebbero facilmente favorire atteggiamenti spregiudicati di accrescimento di interessi personali».