L'INIZIATIVA

Ticket sanitari anziani e disabili, centrodestra e M5S chiedono lo stop

Martedì prossimo in Consiglio risoluzione urgente

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Sospiri e Febbo

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Ticket sanitari anziani e disabili, centrodestra e M5S chiedono lo stop
Martedì prossimo in Consiglio risoluzione urgente
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ABRUZZO. La Conferenza dei Capigruppo del Consiglio regionale ha inserito nel prossimo ordine del giorno della seduta di martedi' 30 settembre, la risoluzione urgente per sospendere l'entrata in vigore dei decreti del Commissario alla sanita' regionale che introducono la compartecipazione ai ticket sanitari per le prestazioni a favore di disabili e anziani non autosufficienti. 
Dal primo ottobre, infatti, verrà introdotta in Abruzzo una quota di compartecipazione a carico degli utenti che si rivolgono a strutture di riabilitazione, sia per patologie riferite a malati fisici o psichici che anziani non autosufficienti, ovvero un ticket che peserà non poco su famiglie che già sopportano sulle loro spalle un carico non indifferente di difficoltà economiche e psicologiche difficile da sostenere, specie in un momento di crisi che in Abruzzo ancora morde sulla popolazione.
La richiesta di sospendere il provvedimento è stata formalizzata dal Gruppo consiliare di Forza Italia e sottoscritta anche da Nuovo Centrodestra, Abruzzo Futuro e Movimento 5 Stelle. 
Ad annunciarlo il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri e il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo. 
«In questi giorni - rimarca Sospiri - abbiamo appreso dalla stampa che l'assessore Silvio Paolucci avrebbe trovato le risorse che per il 2014 garantiranno la quota di compartecipazione, ma a quanto pare sia la maggioranza, in primis il capogruppo del Pd Mariani, sia il presidente del Consiglio Di Pangrazio, ne sono completamente all'oscuro». Di dettagli non ci sono e se pure i fondi ci fossero nel 2015 il problema tornerebbe a galla. 
«Intanto - sottolinea Sospiri - dobbiamo constatare con estrema amarezza che il Consiglio regionale si riunira' ancora una volta senza argomenti seri e concreti su cui discutere a parte la nostra risoluzione. E' chiaro come questa maggioranza non sappia produrre atti». 
Sulla stessa linea anche Mauro Febbo: «Il centrosinistra che governa la Regione Abruzzo continua a fare annunci che rimangono mestamente nei cassetti - sottolinea - o al massimo finiscono sulle pagine dei giornali, ma di concreto non si e' visto proprio nulla. Dobbiamo rilevare come fino a oggi abbiano prodotto solo un'ambiziosa, almeno negli intenti, riforma che avrebbe dovuto rendere veloce ed efficace la macchina amministrativa regionale e si siano attivati con grande impegno per la sistemazione del neo sottosegretario Camillo D'Alessandro. Per il resto, maggioranza non pervenuta».
ABRUZZO. La Conferenza dei Capigruppo del Consiglio regionale ha inserito nel prossimo ordine del giorno della seduta di martedi' 30 settembre, la risoluzione urgente per sospendere l'entrata in vigore dei decreti del Commissario alla sanita' regionale che introducono la compartecipazione ai ticket sanitari per le prestazioni a favore di disabili e anziani non autosufficienti. 

 

Dal primo ottobre, infatti, verrà introdotta in Abruzzo una quota di compartecipazione a carico degli utenti che si rivolgono a strutture di riabilitazione, sia per patologie riferite a malati fisici o psichici che anziani non autosufficienti, ovvero un ticket che peserà non poco su famiglie che già sopportano sulle loro spalle un carico non indifferente di difficoltà economiche e psicologiche difficile da sostenere, specie in un momento di crisi che in Abruzzo ancora morde sulla popolazione.La richiesta di sospendere il provvedimento è stata formalizzata dal Gruppo consiliare di Forza Italia e sottoscritta anche da Nuovo Centrodestra, Abruzzo Futuro e Movimento 5 Stelle. Ad annunciarlo il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri e il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo. 

«In questi giorni - rimarca Sospiri - abbiamo appreso dalla stampa che l'assessore Silvio Paolucci avrebbe trovato le risorse che per il 2014 garantiranno la quota di compartecipazione, ma a quanto pare sia la maggioranza, in primis il capogruppo del Pd Mariani, sia il presidente del Consiglio Di Pangrazio, ne sono completamente all'oscuro». Di dettagli non ci sono e se pure i fondi ci fossero nel 2015 il problema tornerebbe a galla. 

«Intanto - sottolinea Sospiri - dobbiamo constatare con estrema amarezza che il Consiglio regionale si riunira' ancora una volta senza argomenti seri e concreti su cui discutere a parte la nostra risoluzione. E' chiaro come questa maggioranza non sappia produrre atti». Sulla stessa linea anche Mauro Febbo: «Il centrosinistra che governa la Regione Abruzzo continua a fare annunci che rimangono mestamente nei cassetti - sottolinea - o al massimo finiscono sulle pagine dei giornali, ma di concreto non si e' visto proprio nulla. Dobbiamo rilevare come fino a oggi abbiano prodotto solo un'ambiziosa, almeno negli intenti, riforma che avrebbe dovuto rendere veloce ed efficace la macchina amministrativa regionale e si siano attivati con grande impegno per la sistemazione del neo sottosegretario Camillo D'Alessandro. Per il resto, maggioranza non pervenuta».

E stamattina il consigliere regionale del M5S, Riccardo Mercante, ha effettuato una visita alla Piccola Opera Charitas di Giulianova,  ente no profit dedito alla assistenza ed al recupero delle persone diversamente abili.
E’ solo una delle tante strutture dislocate sul territorio abruzzese che rischia, dal 1° ottobre prossimo, di subire le pesanti ripercussioni imposte dagli ultimi decreti del Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.
«Nonostante l’assessore Paolucci abbia dichiarato, nell’ultima settimana, che sarà la stessa Regione a provvedere al pagamento della quota di compartecipazione a carico dei cittadini, ad oggi nessuna comunicazione è arrivata alle strutture di riabilitazione che tra pochissimi giorni si vedranno, pertanto, costrette ad applicare le nuove tariffe», spiega Mercante. «E non è certamente  ipotizzabile – ha continuato Mercante – un accollo di tali somme da parte dei Comuni, costretti a fare i conti con bilanci sempre più ristretti».