LO SCONTRO

Sanità, l’Intersindacale contro D’Alfonso e Paolucci

Il prefetto dell’Aquila tenta di raffreddare la vertenza

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Sanità, l’Intersindacale contro D’Alfonso e Paolucci




ABRUZZO. Il prefetto dell’Aquila ha convocato per il prossimo martedì 30 settembre l’incontro “di raffreddamento” sindacale della vertenza aperta dall’Intersindacale sanitaria contro la Regione. Le richieste sull’istituzione di una Consulta regionale degli operatori sanitari, sui Piani obiettivo, sull’informatizzazione della sanità, sulle liste d’attesa e tanto altro sembrano cadute nel vuoto, visto che i sindacati della sanità raggruppati in questa sigla non sono stati nemmeno convocati per discutere questi argomenti nonostante la crisi conclamata del settore. Ci sono infatti difficoltà per l’istituzione delle nuove forme di assistenza da parte dei medici di medicina generale (le Uccp, le unità complesse di cure primarie, o le Utap, unità territoriali di assistenza primaria), per la spesa farmaceutica fuori controllo e per l’istituzione del meccanismo “orange book” che contiene un elenco di farmaci equivalenti che i medici possono dispensare e che dovrebbe assicurare un risparmio consistente in farmacia.
In realtà lo stato di agitazione dell’Intersinadacle che il prefetto dell’Aquila dovrebbe far rientrare nasce da una serie di sollecitazioni che i sindacalisti hanno inviato sia al presidente commissario Luciano D’Alfonso che al suo assessore alla sanità e finanze Silvio Paolucci. L’ultima è quella del 22 settembre scorso che riporta per l’ennesima volta il contenuto delle richieste sindacali, con il disappunto per l’indifferenza mostrata dalla Regione. Eppure il 18 maggio scorso c’era stata la firma autografa di D’Alfonso sotto un protocollo di intesa con l’Intersindacale sugli stessi punti, anche se questo documento ora rischia di essere declassato a pura promessa elettorale.
Contro questo rischio e visto che la sanità è sempre più in condizioni critiche, la sostanza della sollecitazione sembra essere questa: per anni lo abbiamo chiesto al presidente Chiodi di essere ascoltati, senza ottenere nulla – scrive l’Isa - adesso lo chiediamo a D’Alfonso e vogliamo conoscere le sue intenzioni. Infatti – ad esempio e per restare all’attualità - gli scontri sui punti nascita da chiudere o no e le polemiche sul ticket nelle residenze per anziani e disabili non portano lontano, sia per l’assoluta superficialità del dibattito sia perché non si può curare solo un braccio se sta male tutto il corpo.

Sebastiano Calella