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Investimenti e innovazione. «In Abruzzo arriveranno i soldi dei cinesi tecnologici»

Anticipazione e promessa del governatore che sprona l’economia a ripartire

Redazione Pdn

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Investimenti e innovazione. «In Abruzzo arriveranno i soldi dei cinesi tecnologici»




ABRUZZO. Qualcosa succederà e non saranno cose che passeranno inosservate.
«La nostra regione sarà bersaglio di importanti investitori privati internazionali».
 E' la notizia data dal presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, nel corso della riunione con i sindaci della provincia di Chieti alla quale hanno partecipato, tra gli altri, l'assessore alla Programmazione economica, Silvio Paolucci, ed il consigliere regionale Lucrezio Paolini.
Riunione alla quale ha preso parte anche il prefetto di Chieti, Fulvio Rocco De Marinis.
Secondo le poche notizie anticipate pubblicamente dal presidente D’Alfonso sembra, infatti, che Vodafone ma anche una società cinese che fattura 47 miliardi di dollari all'anno, la Huaweii, società di produzione e commercializzazione di apparecchiature di rete e telecomunicazioni a livello globale, sarebbero pronte a fare investimenti in Abruzzo.
«Ne sapremo di più a breve - ha detto D'Alfonso - ma come sistema Abruzzo dobbiamo essere in grado di favorire queste irripetibili occasioni. Non è un caso, infatti, se abbiamo deciso di finanziare la fibra ottica in tutte e quattro le province così come - ha concluso il Presidente - abbiamo destinato 75 milioni di euro del piano di sviluppo rurale alla banda larga nelle zone rurali».
D’Alfonso non svela di più sui contatti pregressi e sulle motivazioni per cui questi nuovi investimenti baceranno proprio l’Abruzzo. Quello che sembra essere delineato dal governatore è un “nuovo risorgimento” sul tipo di quello vissuto dalla nostra regione tra gli anni ‘60’ e ’80 quando in piena Prima Repubblica le grandi aziende trovarono convenienza nell’investire in Abruzzo grazie ad una legislazione conveniente, finanziamenti europei e sgravi fiscali.

LA CINA AL TELEFONO
E’ probabile che in Abruzzo in pochissimi abbiano sentito parlare del colosso cinese Huaweii che è il più grande fornitore di apparecchiature di telecomunicazioni e di rete in Cina e il più grande fornitore di apparecchiature per gli impianti di telecomunicazioni mobili a livello mondiale impegnato anche come sponsor nel mondo del calcio (Milan).
Nel sito ufficiale del gruppo si legge che «nel mondo, una persona su 3 utilizza una tecnologia o un prodotto Huawei inclusi smartphone, apparati per la banda larga mobile, terminali domestici e multimediali, soluzioni di videoconferenza».
«A livello globale, la divisione di Huawei dedicata al mercato consumer si avvale di oltre 6.000 professionisti e ha siglato accordi di partnership con circa 470 operatori. Huawei Italia collabora dal 2004 con tutti i principali operatori telefonici, con i propri canali commerciali e tramite la grande distribuzione».

La Huawei è stata fondata nel 1988 da Ren Zhengfei, è una società privata di proprietà dei suoi dipendenti. Le sue attività principali sono la ricerca e sviluppo.
Huawei serve 45 dei 50 maggiori operatori di telecomunicazioni del mondo. Investe circa il 10% del suo fatturato annuo in ricerca e sviluppo impiegando circa il 50% dei suoi dipendenti.
Dal 2007 al 2009 Huawei ha partecipato alla realizzazione della rete HSDPA e HSUPA nelle regioni Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia per conto di Telecom Italia.
Nel 2013 Huawei svela Ascend P6, uno smartphone Android presentato come il più sottile al mondo.
I cinesi “buoni” arriveranno davvero per investire in Abruzzo?