COLPO IN CANNA

Caccia, Febbo e Federcaccia impugnano al Tar il nuovo calendario

«Scelte scellerate, assoluta inadeguatezza dell’assessore Pepe»

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ABRUZZO. «Le tragiche certezze che avevamo espresso nel corso di una conferenza stampa dei giorni scorsi, si sono materializzate in amarissima realtà».
E' quanto dichiara il presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale Mauro Febbo, che stigmatizza «l’ultimo atto di Giunta regionale con cui viene, per la quarta volta, cambiato il Calendario Venatorio».
«Questo – rimarca Febbo - conferma l’assoluta inadeguatezza dell’assessore Pepe, nel coordinamento delle risorse umane e dei mezzi del suo assessorato finalizzati alla gestione dell’atto programmatorio più importante della Regione in tema di caccia. Alla Giunta di centrosinistra non è bastato nemmeno fare il copia incolla del calendario inattaccabile del centrodestra della scorsa stagione venatoria, visto che si è impegnata a distruggere quanto di buono avevamo costruito negli anni precedenti. L’assessorato ha operato scelte scellerate allorquando ha deciso di non far coordinare la struttura a personale qualificato, con la conseguente completa assenza di relazioni tecniche a sostegno di date di prelievo, giuste dal punto di vista del prelievo sostenibile e in linea con le aspettative del mondo venatorio. Cosa ancora più grave - continua Febbo - l’invenzione giuridica di un atto di Giunta, gerarchicamente inferiore, che pretende di cancellare, per alcune province, l’adozione del regolamento del cinghiale, strumento quest’ultimo fondamentale per la gestione della specie, la riduzione dei danni alle colture agricole attraverso i Piani quinquennali di selezione e controllo, ma soprattutto 'vitale' per le specie di interesse comunitario come l’Orso, nelle aree di Protezione cosiddette 'Patom' e nei corridoi faunistici in cui il plantigrado si muove per alimentarsi e riprodursi anche nelle zone Sic (siti comunitari) a esso dedicate». 

«Per noi – aggiunge il Consigliere regionale di Forza Italia – si tratta di una sconfessione gravissima degli impegni presi a livello istituzionale non solo dalla Regione Abruzzo sul Tavolo ministeriale del Patom ma anche dalle Associazioni venatorie, firmatarie anch’esse di un apposito protocollo. L’attacco all’Orso si somma all’attacco al mondo venatorio, depauperato di interi periodi di caccia alla Beccaccia e alla Lepre, così come alle specie nocive e opportuniste Ghiandaia e Cornacchia grigia, rispetto a quanto programmato dalla Giunta Chiodi. La fuoriuscita inoltre dai dettami dell’Ispra su Tordo, Colombaccio e Fagiano, senza le dovute giustificazioni supportate da relazioni conseguenti alla rielaborazione dei dati di abbattimento, completano il 'disastroso calendario della Giunta D’Alfonso'. A questo punto - conclude Febbo - siamo obbligati alla impugnazione di fronte al Tar che, come annunciato, sarà fatta anche dalla Federcaccia regionale. Infine rimaniamo in attesa della impugnazione del Wwf e dell’Associazione Animalisti Onlus, gli unici che fino ad ora sono rimasti silenti e che rischiano, abbandonando la difesa dell’Orso marsicano e lasciando l’opposizione di centrodestra da sola, di marchiarsi a vita come 'non credibili'»