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PowerCrop: approvata risoluzione per impugnare norma sugli ex zuccherifici

Si riaccende la paura per l’impianto che è avversato dal territorio

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PowerCrop: approvata risoluzione per impugnare norma sugli ex zuccherifici



ABRUZZO. Ci sono forze e “fantasmi” che stanno spingendo da anni il progetto della PowerCrop tra Avezzano e Celano. L’ultima manina ha inserito un emendamento all’interno del decreto sulla Competitività che prevede l’accelerazione per la riconversione degli ex zuccherifici. Ora quella norma dovrebbe essere impugnata per incostituzionalità dopo il voto di ieri in consiglio regionale che impegna formalmente la giunta D’Alfonso a ostacolare il cammino spianato dal Governo.
Il progetto prevede la realizzazione di una Centrale a Biomasse della potenza termica di circa 93 MWt (32 MWe) da realizzare ad Avezzano-località Borgo Incile, un elettrodotto di collegamento di tensione di 150kv di lunghezza di circa 4 km; un impianto fotovoltaico della potenza di 300 kWp.
Il progetto verrà finanziato con i fondi per la riconversione dello zuccherificio di Celano ed è localizzato a ridosso dell’ex zuccherificio di Avezzano, nei terreni agricoli lungo la circonfucense.
La centrale vede la ferma opposizione delle associazioni Ambientaliste (WWF e Fare Verde), delle Organizzazioni Professionali Agricole (CIA, Coldiretti e Confagricoltura), dei cittadini e delle istituzioni comunali di Avezzano e Luco dei Marsi.
«L’articolo 30 ter del decreto Competitività - rileva Gianluca Ranieri, consigliere regionale M5s -  sottraendo al territorio e alla Regione Abruzzo la sua autonomia in una materia fondamentale come è quella dell’agricoltura, costituisce un grave vulnus alle prerogative regionali e mortifica la volontà dei cittadini che si è più volte chiaramente manifestata. Per quanto ci riguarda - continua il Consigliere - la centrale PowerCrop è fuori discussione, così come ogni altra speculazione industriale che non tenga nella dovuta considerazione il benessere e la salute dei cittadini».

Ieri in consiglio regionale è stata approvata una risoluzione nella quale si chiede l’impegno del Presidente e della Giunta regionale: «a porre in essere tempestivamente tutti gli adempimenti, previsti dall’attuale disciplina, al fine di presentare ricorso, in via diretta, alla Corte Costituzionale, impugnando per illegittimità l’art. 30 ter del decreto-legge 25 giugno 2014, n.91, e/o le relative disposizioni della legge di conversione; a riferire al Consiglio regionale ogni ulteriore sviluppo della vicenda; a tenere costantemente informate, in ordine alla scelta degli avvocati difensori e per la definizione del contenuto del ricorso stesso, le Amministrazioni dei Comuni di Avezzano e Luco dei Marsi; a tenere costantemente informate, in ordine alla scelta degli avvocati difensori e per la definizione del contenuto del ricorso stesso, le Associazioni di categoria dell’Aquila, nella persona dei rispettivi Presidenti (CIA, Confagricoltura, Federazione provinciale coltivatori diretti); a tenere costantemente informate, in ordine alla scelta degli avvocati difensori e per la definizione del contenuto del ricorso stesso, le Associazioni di Protezione Ambientale, nella persona dei rispettivi Presidenti (LEGAMBIENTE Onlus, FAREVERDE Onlus, WWF Marsica Onlus); a tenere costantemente informato, in ordine alla scelta degli avvocati difensori e per la definizione del contenuto del ricorso stesso, il Comitato Marsicano “NO Powercrop”, nella persona del Presidente».
«Crediamo fermamente che siano i cittadini ad avere il diritto e il dovere di scegliere il futuro del proprio territorio», conclude Ranieri, «e che questo futuro, in particolare nella Marsica, passi per la valorizzazione delle produzioni di qualità e l’agroindustria».