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Abruzzo. Il Consiglio regionale cambia lo statuto: arriva il sottosegretario alla presidenza

D’Alfonso spiana la strada di fatto al settimo assessore

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Abruzzo. Il Consiglio regionale cambia lo statuto: arriva il sottosegretario alla presidenza

Luciano D'Alfonso




ABRUZZO. Lungo Consiglio regionale ieri che si è diviso tra discussioni importanti e approvazioni di nuove norme, molto controverse, sullo statuto regionale.
In apertura dei lavori l’assemblea ha approvato due risoluzioni: la prima riguarda la situazione di sovraffollamento delle carceri e invita il Governo nazionale ad adottare provvedimenti di amnistia e indulto, «il cui ambito di applicazione sarà definito dal Parlamento stesso in considerazione della gravità dei reati».
Questa risoluzione ha comportato anche la spaccatura del gruppo del M5s che ha votato contro con l’eccezione di Leandro Bracco che si è detto favorevole a indulto e amnistia.
La seconda risoluzione approvata punta ad adottare qualunque iniziativa necessaria a evitare l’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato ad altro corpo di polizia.
Era stata presentata anche una terza risoluzione da parte del gruppo del M5s, riguardante il Documento di programmazione economica-finanziaria regionale, che è stata invece respinta.
Via libera, in prima lettura, anche al progetto di legge di modifica dello Statuto della Regione, che prevede l’istituzione della figura del Sottosegretario alla Presidenza della Giunta e la possibilità di convocare sedute della Giunta regionale “tematiche”, in luoghi diversi dall’Aquila e Pescara.
E’ stato introdotto anche il sistema elettronico di voto in tutte le sedute del Consiglio, una misura che fa entrare l’assemblea nell’era della “tecnologia” per consentire e certificare finalmente chi vota cosa.

Non verrà, invece, ampliata la composizione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.
Il testo tornerà in Aula tra due mesi per la seconda e definitiva approvazione, così come previsto dall’articolo 87 dello Statuto.
L’Assemblea ha poi approvato la proroga al 31 dicembre prossimo dell’entrata in vigore della normativa sulla prevenzione antisismica, l’accordo transattivo con il Difensore civico regionale Nicola Sisti (il cui incarico è stato prorogato al febbraio 2016) e il programma di utilizzo dei proventi derivanti dall’alienazione di alloggi dell’Ater di Teramo.
Infine il Consiglio regionale ha approvato altre due risoluzioni: la prima impegna il presidente della Regione a impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge statale che di fatto sblocca il progetto della centrale PowerCrop di Avezzano; la seconda, invece, è contro la chiusura del punto nascita dell’ospedale di Atri.

«GIUNTA GLOBE TROTTER» E SOTTOSEGRETARIO
Ore di discussione sono trascorse nel dibattito sulla opportunità di istituire le giunte “esterne” cioè istituzionalizzare le giunte regionali fuori dal luogo deputato (i palazzi regionali di Pescara e L’Aquila).
Alcuni si sono detti contrari (centrodestra e M5s) per diverse ragioni tra le quali una serie di conseguenze pratiche che la scelta potrebbe comportare, come l’inopportunità di fare giunte itineranti nei periodi elettorali o la possibile trasformazione delle giunte regionali in “condominiali” cioè chiamate per questo o quel problema locale di qualche microcosmo.
Lorenzo Sospiri (Forza Italia) ha consigliato al presidente D’Alfonso, principale fautore dell’idea, di prendere gli assessori e di fare i giri che vuole incontrando i cittadini ma senza “istituzionalizzare” la giunta itinerante. E’ stato poi proposto un numero definito di giunte esterne per limitare in qualche modo i presunti effetti negativi paventati ma non si è trovato l’accordo su questo numero così come non si è trovato un accordo su eventuali argomenti particolarmente di rilievo che avrebbero potuto giustificare la trasferta degli assessori.

ARRIVA IL SOTTOSEGRETARIO
Molto più duro lo scontro per l’istituzione del sottosegretario regionale, cosa che ha fatto pensare alla giunta Del Turco quando l’allora presidente volle istituire per il suo braccio destro, Lamberto Quarta , la figura del segretario generale della presidenza.
Il presidente D’Alfonso ha spinto molto per la nuova figura (che sarà riservata al consigliere di maggioranza Camillo D’Alessandro) ed ha spiegato così il perché: «il sottosegretario alla presidenza della Giunta deve essere una figura dotata di una straordinaria pariteticità all'interno del governo regionale, deve avere un vincolo di grande fiducia con il presidente, ma anche con l'intera componente governativa e deve avere tutte le prerogative e le condizioni per operare al meglio. Perchè - ha sottolineato D'Alfonso - la riforma nazionale ha ridotto il numero degli assessori e dei consiglierei regionali ma non ha affatto ridotto la complessità delle competenze regionali e la complessità della società. Da qui la nostra idea di governo: un Sottosegretario, che sia un consigliere regionale e che non produca ulteriore spesa a carico del bilancio regionale, che sia di ausilio al Presidente e all'intera Giunta».

CHIODI: «FIGURA NON PREVISTA DALLA COSTITUZIONE»
L’identikit fornito evidentemente è molto preciso per Gianni Chiodi (Forza Italia) che fuor di metafora accusa: «E' chiaro che D'Alfonso vuole modificare lo Statuto della Regione Abruzzo per 'sistemare' Camillo D'Alessandro, per ritagliargli un ruolo nell'esecutivo ed affidargli alcune deleghe come Trasporti e Infrastrutture che il presidente si è tenuto per sé, superando il limite di sei assessori che impone lo Statuto. D'Alessandro verrebbe ad essere a tutti gli effetti il settimo assessore in quanto parteciperà ai lavori della giunta e avrà gli stessi impegni degli altri assessori».
«Tale figura - puntualizza Chiodi - non è prevista dalla Costituzione e non ne vedo la necessità di istituirla in Abruzzo. Camillo D'Alessandro è già un Consigliere regionale e se vorrà essere utile alla comunità abruzzese potrà farlo anche senza ulteriori incarichi. Il Presidente D'Alfonso ha già sei assessori, un direttore generale, un sottosegretario alla presidenza, sei direttori regionali e una ottantina di dirigenti oltre che uno staff di presidenza, stretti collaboratori scelti da lui proprio "per l'ascolto e la vicinanza alla gente abruzzese", quindi - ha concluso il Consigliere regionale Gianni Chiodi - non ha bisogno di creare una poltrona in più».


Critica anche Sara Marcozzi (M5s) «non ci stiamo a fare da cavallo di Troia per l'istituzione della figura del sottosegretario alla Presidenza della Giunta. La proposta di legge originariamente spacciata come "inclusione delle opposizioni" e istitutiva di un nuovo segretario all'interno dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale è diventata, in Commissione, tutt'altro». Ieri i grillini hanno rinunciato al «posto-contentino» di segretario nell'Ufficio di Presidenza ritirando gli emendamenti, e esprimendosi contro l'istituzione del sottosegretario. «Altre sono le riforme che occorrono agli abruzzesi», spiega Marcozzi, «vedremo come si comporteranno maggioranza e centrodestra sulla discussione e votazione della proposta di legge presentata dal M5S sul dimezzamento degli stipendi dei consiglieri».
Come detto, infine, è stata bocciata la risoluzione presentata dai consiglieri grillini sul Documento di programmazione.
Riccardo Mercante (M5s) non ha nascosto l’amarezza: «Ritenevo scontata da parte del presidente D’Alfonso e dei Consiglieri di maggioranza una conferma alla volontà, espressa nel programma di governo, di cambiamento rispetto al passato. Fino a qualche giorno fa, infatti, il presidente evidenziava l’importanza del DPEFR e la necessità di sottoporlo non solo alle valutazioni del Consiglio regionale ma addirittura delle parti sociali e dei cittadini al fine della costruzione di un programma amministrativo chiaro e condiviso. Poi in Consiglio, proprio quando avrebbe potuto dimostrare una inversione di rotta rispetto alle precedenti amministrazioni, ha bocciato la mia risoluzione».