POLITICA E GIUSTIZIA

Abruzzo. Il Consiglio vota per l’amnistia e si spacca il M5s

Il consigliere pentastellato Bracco ha votato non in linea con il suo gruppo

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Abruzzo. Il Consiglio vota per l’amnistia e si spacca il M5s

Leandro Bracco




ABRUZZO. È stata approvata dal Consiglio regionale d’Abruzzo in corso oggi a L’Aquila la risoluzione urgente presentata dal consigliere del Pd, Luciano Monticelli, e firmata anche da Pierpaolo Petrucci, a sostegno del Satyagrah (lotta non violenta) di Marco Pannella per «l’amnistia e per stimolare il Parlamento italiano ad approvare provvedimenti di legge obbligatori per ripristinare la legalità delle carceri».
La discussione è andata avanti per diversi minuti abbracciando temi molto ampi, vari e generici anche sulle condizioni di vita delle carceri italiane ed abruzzesi. Il capogruppo del M5S, Sara Marcozzi, nel dichiarare il voto ha precisato che sarebbe stato opportuno una modifica della risoluzione al fine di non accorpare argomenti non omogenei come l’amnistia e le condizioni carcerarie. In mancanza della modifica il voto dei grillini sarebbe stato sfavorevole.
La discussione si è sviluppata con altri interventi per poi ritornare al Movimento 5 stelle con il consigliere Leandro Bracco che, a sorpresa, ha dichiarato di votare favorevolmente e dunque in maniera difforme dal suo gruppo. «Sono favorevole ad amnistia ed indulto perchè le considero condizioni imprescindibili affinchè le carceri tornino ad essere un consesso civile dove i detenuti sono costretti a vivere», ha però spiegato Bracco prendendo la parola in Consiglio. «Voltaire diceva ‘fatemi vedere le carceri e vi dirò quanto è civile il vostro paese’. Voto favorevolmente alla risoluzione di Monticelli e Petrucci».
Alla fine la risoluzione è passata con voti favorevoli del centrodestra e centrosinistra (ad eccezione di Lucrezio Paolini dell’IdV) e bocciata invece dal Movimento 5 Stelle (ad eccezione di Bracco).

In definitiva con tale risoluzione il Consiglio regionale esprime dunque il proprio sostegno a Pannella e ai cittadini abruzzesi che con lui lottano con la nonviolenza dello sciopero della fame per l’affermazione dei diritti degli ultimi e invita i vertici del Governo italiano ad «adottare provvedimenti di amnistia e indulto», il cui ambito di applicazione sarà definito dal Parlamento stesso in considerazione della gravità dei reati.
E’ dunque questo ultima parte che è stata contestata dai grillini che, come si sa, non sono a favore di provvedimenti generalizzati di perdono.
«E' la nostra battaglia per i diritti civili – commenta in merito Monticelli – Sono soddisfatto che il Consiglio, e non solo la maggioranza di cui faccio parte, abbia recepito favorevolmente quanto proposto, appoggiando il digiuno di dialogo del leader radicale a favore del ripristino della legalità in tutte le carceri italiane».
Il provvedimento sarà ora inviato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, mentre si attende a breve una visita da parte dello stesso Monticelli tra le mura delle carceri abruzzesi. 

Intanto però sui social network si è diffusa una ampia ed aspra discussione sulla performance di Leandro Bracco che per la prima volta si è scostato dall’indicazione del Movimento che, come noto, porta nelle istituzioni rappresentanti dei cittadini che sposano i principi dei 5 stelle e non la loro personale visione del mondo. Nel gruppo Facebook del partito centinaia i commenti di protesta e gli attivisti aspettano una risposta chiara dal diretto interessato. Duro il commento del consigliere comunale di Montesilvano, Manuel Anelli: «Bracco è un miracolato del Movimento. Cosa cazzo vi aspettavate?»
Il candidato all’europarlamento Paolo Angelini è scettico: «non sapevo che fossimo a favore dell'indulto.....poi se il gruppo decide di votare a maggioranza su un argomento perché non si rispetta la maggioranza? Male».
Annalisa Rossi, amministratore della pagina Facebook, calma gli animi e allontana le ipotesi, avanzati da alcuni attivisti, che Bracco possa essere stato ‘corteggiato’ dalla maggioranza: «non è stato corrotto da nessuno, ma il 14 agosto, me presente, ha passato più tempo con i consiglieri Pd che con il M5S. Non deve esserci per forza qualcosa di losco sotto, anzi, sentendo parlare Bracco di persona a L'Aquila mi sono resa conto che di sicuro non c'è nulla sotto. Lui è così: non è un 5 Stelle. Bracco si è lamentato, con consiglieri Pd, anche del metodo di elezione del M5S»
Massimo Di Renzo, candidato alla Regione, non eletto, svela: «il 14 agosto (Bracco, ndr) ha fatto qualcosa di molto peggio che fortunatamente non è uscito fuori. Il problema di fondo è: ma qual è la base di Bracco? Quali sono i suoi gruppi di riferimento?»
E c’è anche chi chiede: «lo si può costringere a dimettersi vista la gravità della situazione?»